Nell’immagine di copertina l’esperto di IA padre Paolo Benanti (sx) e il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della CEI (dx)
Introduzione di Redazione Gospa News
Lo scorso 18 gennaio 2024 Bill Gates è stato ricevuto a palazzo Chigi dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. L’incontro è durato oltre un’ora. Il Governo è molto impegnato sul tema dell’intelligenza artificiale, al centro anche dell’agenda del G7 italiano. Con Gates e Meloni c’è anche padre Paolo Benanti, presidente della commissione AI per il Dipartimento informazione ed editoria, nonché membro italiano del Comitato sull’intelligenza artificiale delle Nazioni Unite.
“Nel corso dell’incontro si è discusso delle opportunità e dei rischi dell’IA e sulla necessità di governare i cambiamenti futuri, evitando così di subirli. Il colloquio ha permesso anche di ribadire la centralità dell’Africa per la presidenza italiana del G7, alla vigilia del Vertice Italia-Africa previsto il 28-29 gennaio”, così Palazzo Chigi in una nota.
Al termine dell’evento la premier Meloni non ha pubblicato alcuna foto nel callido intento di non essere associata a uno dei promotori del Nuovo Ordine Mondiale in un’inquietante sinergia tra Lobby delle Armi e Big Pharma dei Vaccini Covid.
Ora la questione è stata dibattuta dai vertici della Chiesa Cattolica all’interno della Cattedrale di San Gaudenzio di Novara. Ecco il reportage da cui emerge la “benedizione” dell’IA da parte del cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, e dello stesso Benanti su cui a breve pubblicheremo un’inchiesta più dettagliata.
La scelta del secondo più importante capoluogo piemontese per l’evento non appare casuale visto che proprio alla Regione Piemonte, partner conclamato di Gates su più fronti, è stato dato il compito di redigere un importante documento europeo sull’etica nell’Intelligenza Artificiale.
Il Volto Umano o Disumano dell’Intelligenza Artificiale
«Non sarà un demone a scegliere voi, ma sarete voi a scegliere il vostro demone»Platone – Repubblica X, 617e
di Piero Angelo De Ruvo
Ogni link a precedenti articoli di Gospa News è stato aggiunto a posteriori dalla Redazione
Si è concluso nei giorni scorsi nella basilica di Novara il ciclo di incontri dei tempi liturgici di Quaresima e Pasqua inserito nel programma di passio 2024, dove sono state affrontate le implicazioni etiche e sociali dell’intelligenza Artificiale (AI).
Il tema complesso e stimolante dell’Intelligenza Artificiale, è stato discusso ed approfondito, cercando di sviscerare i pericoli ma anche i futuri scenari positivi di questa nuova sfida che attende l’essere umano, dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, e frate Paolo Benanti, componente dell’Advisory Body on Artificial Intelligence (AI) dell’Onu e presidente della Commissione sull’intelligenza artificiale per l’informazione del Dipartimento per l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Introdotti dal Vescovo di Novara Franco Giulio Brambilla, i due relatori hanno esaminato alcuni degli aspetti atti a comprendere il fenomeno della IA, soprattutto nel suo nesso con la vita quotidiana e negli aspetti dei valori cristiani.
«Il modo in cui come Chiesa, come corpo di credenti, sapremo stare di fronte a questa innovazione, per fare le domande e orientare le risposte, sarà il volto umano o disumano che daremo all’Intelligenza Artificiale».
Così Paolo Benanti, ha esordito venerdì 22 marzo davanti ad un nutrito pubblico riunitosi nel Duomo di Novara, evidenziando il timore di una discriminante algoritmica, «In un sistema diagnostico automatico, chi ha conformazioni fisiche fuori dalla media su cui il sistema si è allenato, resta escluso come anomalia non gestita. E in futuro la macchina potrebbe, per ridurre i costi, non solo affiancare l’operatore medico, ma sostituirlo, o, a scuola, sostituire il professore. E si aprirà la questione di come impiegare i lavoratori sottratti ai precedenti compiti, in particolare quelli con maggiore contenuto cognitivo, in cui l’Intelligenza Artificiale eccelle».
Occorre chiedersi, rilancia Zuppi – «quali interessi ci siano dietro all’Intelligenza Artificiale, e sulla responsabilità umana nel suo uso, ad esempio nel campo della guerra, in cui è finalizzata all’incremento della potenza distruttiva. L’algoritmo, creato dall’uomo, rischia di condizionarlo inconsapevolmente. Siamo perciò di fronte a una grande sfida etica, che comporta una cura ancora maggiore dell’umano».
il cardinale Zuppi, che ricordiamo è il presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) incalza,«Il problema è usare gli algoritmi e non esserne usati. Siamo davanti ad uno strumento straordinario ma questo pone ancora di più il problema della cura dell’umano, perché altrimenti quelle intelligenze artificiali possono dominare e diventare terribili strumenti di annientamento, come dimostra il rapporto fra l’intelligenza artificiale e la guerra».
Paolo Benanti si è poi soffermato, invitando ad una riflessione, sui futuri scenari sociali,
«L’applicazione dell’intelligenza artificiale – ha detto – quando arriverà sul mondo del lavoro tenderà anche per interessi economici a surrogare di più quelli che sono i lavori meglio pagati, perché l’IA è molto più brava a fare i compiti cognitivi più alti. – proseguendo – La questione è problematica perché se l’intelligenza artificiale andrà a surrogare i lavori meglio pagati noi rischiamo di aumentare la disuguaglianza e se aumentiamo la disuguaglianza ci possono essere anche problemi di tenuta sociale».
La Gestione Politica di un Enorme Affare Privato
«Nel prossimo decennio – ha aggiunto – dovremo decidere come gestire il confronto con questa forma di accentramento del potere da parte di un’oligarchia computazionale sempre più in mano a grandi soggetti privati».«Io penso –
ha concluso – che l’intelligenza artificiale non ci sostituirà in tutto ma bisogna gestire politicamente quello che andrà a sostituire: in qualche misura vanno messi dei guardrail che evitino di far fare all’intelligenza artificiale semplicemente il comodo di chi vuole guadagnare di più della sua applicazione».
Il Vescovo Brambilla chiude la serata citando il verso che Alda Merini dedica a Maria di Nazaret, “non venne fecondata da alcuno, eppure generò come il poeta cui basta uno sguardo per riavere la sostanza del mondo”. Con questa frase il Vescovo ci riporta a non allontanarci dalla fede e sopratutto a vivere secondo i Principi Cristiani di amore, perdono e servizio agli altri.
«Non perdiamo la capacità di questo sguardo!». Conclude Mons. Franco Giulio Brambilla accomiatando gli intervenuti alla serata e ringraziando i relatori per questa riflessione culturale.
Questi primi cinque lustri del nuovo millennio verranno ricordati nei libri o, meglio, nelle memorie fredde ed asettiche nei cloud dei computer, come il preludio della quarta “Rivoluzione Industriale”.
Le Nuove Tecnologie Digitali e il Transumanesimo
Le nuove tecnologie digitali ed in particolar modo l’intelligenza artificiale (IA), stanno accelerando il ritmo del cambiamento nella nostra società. Una IA talmente sofisticata a tal punto che potrebbe sostituire il genere umano sull’organizzazione dell’economia, sul modo di comunicare e lavorare, ma soprattutto su come vivere e relazionarsi con gli altri nella sua entità e coscienza.
C’è poi il pericolo che la tecnologia digitale sfugga al controllo umano e superi le capacità intellettive del singolo essere umano già dai prossimi decenni.
Un sistema di IA così evoluto, potrebbe sviluppare una propria coscienza e obbiettivi contrastanti da quelli dell’umanità, fatti di algoritmi e codici, portando il genere umano a conseguenze potenzialmente catastrofiche.
Con questa brevissima premessa, fatta a fine serata a frate Paolo Benanti dopo essermi congratulato con l’encomiabile esposizione, gli rivolsi la seguente domanda: «Purtroppo non sono stati considerati alcuni concetti, forse per mancanza di tempo, tra cui il pericolo del transumanesimo, secondo lei è una realtà che si potrebbe verificare?».
Dopo aver notato un cambiamento nel suo sguardo ed osservato un sussulto nella sua persona, la risposta mi lasciò alquanto basito….. “non ci crede più nessuno, sono tutte fantasie”.
A questo punto incalzai con una seconda domanda più dettagliata, “ non crede che l’IA possa entrare nel corpo umano attraverso nano-chip o altro e quindi governare l’uomo, arrivando anche alla sua anima e coscienza svuotandola o guidando la stessa?”
Ancora una volta la sua risposta fu frettolosa e visibilmente imbarazzante “non è vero niente, nessuno più ci crede, sono tutte fandonie”, ed in maniera affrettata si allontanò ingaggiando conversazione con coloro che gli erano intorno.
Risposte date con tanta superficialità, sembrano dettate da un quietismo rilasciato ad uno spettatore inoperoso, che deve attendere passivamente il suo futuro, perché al momento i rischi di domande alquanto imbarazzanti potrebbero minare le opportunità di sostituire la persona umana nelle funzioni che riguardano la sua entità e coscienza, al fine di plasmarne la dignità ed i valori fondanti della persona, introducendo una civiltà digitale che estinguerà il pensiero umano introducendo una “democrazia digitale” in mano a pochi, modificando con un algoritmo i concetti di libertà e responsabilità della persona.
Risposte ache cozzano con il pensiero dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, Nunzio Apostolico Emerito degli USA, che come riportato in un precedente articolo di Gospa News ha lanciato un dettagliato allarme sull’uso del grafene nei vaccini Covid, confermato dai brevetti della Big Pharma americana Moderna.
Piero Angelo De Ruvo
Sottufficiale dell’Esercito Italiano in Congedo.. Ex sindacalista militare
Membro del direttivo dell’associazione Constitutio Italia
Ogni link a precedenti articoli di Gospa News è stato aggiunto a posteriori dalla Redazione
FONTI PRINCIPALI
TUTTI GLI ARTICOLI DI PIERO ANGELO DE RUVO
GOSPA NEWS – DITTATURA DIGITALE
GOSPA NEWS – GRAFENE & TRANSUMANESIMO
GOSPA NEWS – INCHIESTE COVID, VACCINI & BIG PHARMA
https://www.gospanews.net/2024/03/25/amelia-invalida-al-100-dopo-il-vaccino-covid-obbligatorio-abbandonata-dallo-stato-che-ci-ha-ricattati-per-vaccinarci-con-un-veleno/