TRE MOSSE DI TRUMP CONTRO LA PACE. Vertice con Starmer e Rutte su Truppe NATO in Ucraina. Rinnovate Sanzioni USA alla Russia. Armi a Kiev con Voli Militari in Polonia
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di Carlo Domenico Cristofori
Putin: le élite occidentali cercano di sabotare il dialogo Russia-Usa
“I primi contatti con l’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ispirano alcune speranze”, ha dichiarato Vladimir Putin, citato dall’agenzia di stato Ria Novosti, durante una riunione allargata del consiglio dell’Fsb, l’agenzia di intelligence erede del Kgb sovietico, per poi accusare: “Le élite occidentali sono determinate a mantenere l’instabilità nel mondo e cercheranno di sabotare il dialogo tra Russia e Stati Uniti”.
Il presidente russo ha aggiunto che gli attacchi informatici contro la Russia sono in aumento e che Mosca deve rafforzare i suoi sforzi di controspionaggio. Inoltre, “nell’ultimo anno il numero di crimini terroristici è aumentato e più della metà di essi sono stati pianificati e organizzati dai servizi speciali ucraini e dai loro protettori”.
Il Sospetto Doppio-Gioco di Trump con Mosca
Ma questo è nulla rispetto alle tre mosse del Presidente degli USA Donald Trump che sembra voler continuare a fare il doppio-gioco. A parole continua a dichiarare di volere la pace ma nei fatti sembra andare nella direzione opposta come se al tycoon newyorkese interessasse soltanto ribadire agli alleati della NATO il suo ruolo di nuovo “imperatore” dell’Occidente.
”Ho cercato di fare pressione su Putin e su Zelensky per arrivare alla pace”, e ”ho anche parlato con il Segretario generale della Nato”. Perché ”per arrivare alla pace non si può parlare solo con una parte”. Il prossimo passo, ha detto ancora il presidente Usa, sarà “un cessate il fuoco molto raggiungibile”. Trump ha detto di sperare che “possa accadere rapidamente”.
Il presidente USA, durante la conferenza stampa con il premier britannico Keir Starmer, ha anche aggiunto che “o la tregua in Ucraina avverrà presto o non ci sarà affatto”.
Se ha escluso la possibilità che l’Ucraina entri nell’Alleanza Atlantica come voluto dal presidente Volodymyr Zelensky, una circostanza che farebbe scattare in automatico “l’articolo 5 della Nato” secondo cui sussiste l’impegno reciproco delle parti a considerare un attacco armato contro una o più di esse come un attacco diretto contro tutte.
Dall’altra parte nell’inconto con Starmer non ha escluso la possibilità del dispiegamento di truppe dei paesi atlantici nel territorio ucraino, nonostante su questo punto la Russia abbia già espresso il suo “niet” irremovibile.
Questa sintonia rinvigorisce l’alleanza tra Washington e Londra che nei mesi scorsi avevano stretto una preoccupante alleanza sui missili nucleari proprio mentre il Regno Unito da mesi pondera di fornirli a Zelensky come richiesto da quest’ultimo…
Non va infatti dimenticato che alla guida dello Staff della Casa Bianca Trump ha scelto Susie Wiles, un’esperta lobbista fortemente intrigata con le corporations delle armi.
Da alleati Nato più soldi per la difesa, Prorogate Sanzioni USA alla Russia
Stride inoltre contro ogni ipotesi di tregua la dichiarazione del segretario generale NATO dopo l’incontro col presidnete americano…
“E’ stato ottimo parlare con Donald Trump. Gli Stati Uniti e la Nato stanno diventando più forti. Gli alleati della Nato si stanno muovendo rapidamente per investire di più nella difesa. Annunciati grandi aumenti e altri seguiranno. Sull’Ucraina, gli alleati stanno preparando altri miliardi in aiuti e contributi alle garanzie di sicurezza”. Lo ha scritto su X il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, che è noto per aver finanziato da premier olandese, insieme all’amico George Soros e agli USA, il Golpe del 2014 a Kiev che ha innescato la Guerra Civile nel Donbass e l’attuale conflitto internazionale.
Inoltre non appare certo un segno distensivo dei rapporti diplomatici tra Washington e Mosca, subito calati di qualità e intensità dopo il primo vertice di Riad, il fatto che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump abbia esteso per un anno alcune sanzioni introdotte contro la Russia in precedenza in relazione alla situazione in Ucraina, ha affermato la Casa Bianca in documenti pubblicati.
Le restrizioni introdotte da Washington contro Mosca dalle precedenti amministrazioni negli ordini esecutivi del 2014, 2018 e 2022 e relative alla riunificazione con la Crimea e alle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk sono intese. Queste misure restrittive “devono continuare ad avere effetto oltre il 6 marzo 2025”, ha affermato Trump.
THE FAR PEACE! Kremlin contradicts Trump on ‘NATO troops in Ukraine’. Kiev Agrees to US Mineral Deal
Donald Trump ha definito l’accordo sui minerali (definiti terre rare) un ‘back stop’, una sorta di garanzia per la sicurezza dell’Ucraina. La parola è quella usata da alcuni leader europei, tra cui Emmanuel Macron e Keir Starmer, per descrivere la garanzia di sicurezza che vorrebbero dagli Stati Uniti per sostenere un contingente di truppe a guida europea. La firma dell’accordo avverrà oggi, venerdì 28 febbraio, in occasione della visita alla Casa Bianca di Zelensky.
L’accordo di partnership economica e mineraria tra Stati Uniti e Ucraina che sarà firmato questa settimana non prevede alcuna garanzia di finanziamento per i futuri scontri bellici ucraini o per l’impegno di militari americani. Lo scrive l’agenzia britannica Reuters citando un alto funzionario dell’amministrazione Trump.
Trump continua a Fornire Armi all’Ucraina
Ma di fatto gli armamenti americani continuano a raggiungere l’Ucraina contrariamente a quanto dichiarato dal presidente USA.
«La città polacca di Rzeszow è diventata un polo chiave per la consegna degli aiuti militari all’Ucraina, come dimostra l’intenso flusso di aerei da trasporto registrato nell’ambito del cosiddetto “Ukrainian Express”. Secondo gli ultimi dati, dall’inizio di febbraio 2025, almeno 54 voli commerciali Boeing sono atterrati all’aeroporto di Rzeszow-Jasionka, in partenza da basi aeree negli Stati Uniti e nella penisola arabica» riporta Avia.Pro, sito russo di geopolitica leggibile anche in Italiano.
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Anche gli aerei da trasporto militari statunitensi sono stati pesantemente coinvolti: i velivoli C-17A e C-130 hanno effettuato almeno 10 voli da basi statunitensi, europee e mediorientali. A ciò si sono aggiunti sei voli di An-124 ucraini, decollati da basi aeree negli Stati Uniti, per consegnare merci in questo punto strategico della Polonia orientale.
Traffico di Aerei Militari nel Deposito Logistico in Polonia usato dai Paesi NATO
Particolare attenzione è stata rivolta all’attività dell’Aeronautica Militare canadese, divenuta evidente a partire dal 10 febbraio. Gli aerei da trasporto C-130J provenienti dalla base aerea di Karup in Danimarca hanno effettuato almeno 11 voli verso Rzeszow, un fenomeno mai visto prima su così vasta scala. Gli esperti ipotizzano che le forze canadesi stiano trasportando equipaggiamento militare americano arrivato in Europa via mare in Polonia, passando per Karup, per poi essere trasferito in Ucraina. Il percorso indica indirettamente l’espansione delle catene logistiche in cui il Canada svolge un ruolo intermedio, rafforzando il sostegno a Kiev nel contesto del conflitto in corso.
Rzeszow, situata a soli 100 chilometri dal confine ucraino, è da tempo un importante snodo logistico per gli aiuti occidentali. Nel 2024 l’intensità non ha fatto che aumentare: gli aerei americani C-17 Globemaster III e i Boeing 747 commerciali di Atlas Air e Kalitta Air sono diventati ospiti abituali.
Nel gennaio 2025, tre Boeing 747 noleggiati da USTRANSCOM hanno consegnato un altro lotto di armi a Rzeszow, tra cui missili HIMARS e pezzi di ricambio per F-16, come parte di un pacchetto di aiuti da 500 milioni di dollari firmato dall’amministrazione Biden. Il sostegno militare complessivo degli Stati Uniti ha superato i 65 miliardi di dollari e continua a crescere.
WEAPONS LOBBY – 16. Big Five US Arms Makers Profit From Ukraine Conflict and Overcharge Pentagon
Il coinvolgimento del Canada nell'”Ukrainian Express” aggiunge una nuova dimensione all’operazione. Secondo Flightradar24, i voli del C-130J da Karup iniziarono in seguito all’arrivo di grandi carichi dagli Stati Uniti nei porti del Nord Europa, supportando la teoria di uno schema di consegna via mare.
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