WAR STREET… L’INGANNO DEMOKRATICO! L’ultimo Libro di un Funzionario Interpol Italiano sulle Guerre Mondiali per il “VITELLO D’ORO”
“WAR STREET – L’inganno demokratico”. Atto d’accusacontro l’imperialismo camuffato da democrazia. il romanzo-verità di Evangelista
di Piero Angelo De Ruvo
Un thriller che scava nei retroscena più oscuri della geopolitica internazionale, rivelando il legame profondo tra conflitti armati, interessi economici e manipolazione dell’opinione pubblica. “WAR STREET – L’inganno demokratico” non è solo un’opera narrativa, ma un atto d’accusa feroce contro l’ipocrisia della cosiddetta esportazione di democrazia.
Con WAR STREET, l’ex funzionario INTERPOL Antonio Evangelista con incarichi di vertice in contesti ad alto rischio, tra cui la cooperazione antiterrorismo in Giordania, firma un romanzo denso, documentato e disturbante, che fonde elementi di fiction e realtà in un intreccio avvincente quanto spietato. Al centro della storia, Jacob Drake: un uomo disilluso, lucido e tagliente, ispirato direttamente dalle esperienze vissute dall’autore tra Giordania, Beirut, Kosovo e Bosnia. Drake non è un eroe, ma una coscienza acuta che attraversa gli scenari di guerra con lo sguardo di chi sa come funziona davvero il mondo.
CALIFFATO D’EUROPA: LA JIHAD IN BOSNIA ARMATA DA SAUDITI E CIA
L’autore ci porta in un universo narrativo dove la guerra non è altro che una leva economica, un investimento ad alto rendimento per élite finanziarie e lobby internazionali. Lungi dall’essere uno scenario di scontro ideologico, il conflitto diventa merce di scambio, strategia di mercato, occasione per acquisire risorse, controllare valute, colonizzare banche. Una “battaglia di Borsa” mascherata da intervento umanitario.
Il romanzo intreccia una trama internazionale che ruota attorno a due orfani russi, separati alla nascita: lui, genio matematico e insider della Banca d’Inghilterra; lei, nipote del capo del Servizio segreto russo, reclutatrice di talenti per operazioni di infiltrazione strategica in Occidente. Un legame segreto li unisce, mentre sullo sfondo si muovono banchieri spregiudicati, apparati di intelligence e burattinai dell’alta finanza coinvolti in trent’anni di guerre, dal Kosovo alla Siria. Un intreccio mozzafiato che culmina in un finale che non si può raccontare senza compromettere l’intero impianto narrativo. E forse anche qualcosa di più.
Ma a rendere WAR STREET qualcosa di diverso da un semplice romanzo è la base reale su cui si fonda. La stessa base reale con cui Gospa News ha condotto le sue inchieste fornendo il contesto necessario per comprendere il senso più profondo dell’opera.
Guerre, gas e menzogne atlantiche
Tra le inchieste più rilevanti, spicca quella del giugno 2024 sulle menzogne della NATO nel Mediterraneo, dove Evangelista smaschera il reale movente di molti conflitti recenti: il controllo delle rotte del gas. Altro che missioni di pace o stabilizzazione dei territori: secondo l’autore, la destabilizzazione dell’area (dalla Libia alla Siria, fino all’Ucraina) è stata funzionale a spianare la strada a interessi energetici delle grandi multinazionali occidentali, sostenute da governi e apparati militari.
Nel dossier si evidenzia anche come la propaganda atlantista abbia manipolato l’opinione pubblica, criminalizzando ogni opposizione alle strategie energetiche imposte da Bruxelles e Washington. Evangelista sottolinea il rischio concreto di collasso finanziario per molti Paesi europei – Ungheria, Slovacchia, Germania – nel momento in cui le forniture russe venivano tagliate senza alternative concrete.
Jihad e geopolitica: la nuova Siria come laboratorio del caos
Altro snodo cruciale è l’inchiesta pubblicata a dicembre 2024 su Al-Jolani e la cosiddetta “nuova Siria del califfato”. Evangelista – basandosi su fonti dirette e personali – ricostruisce il ruolo ambiguo delle potenze occidentali nel favorire l’ascesa di gruppi jihadisti, utilizzati come forza destabilizzante e pedina di scambio in una guerra per procura, funzionale al controllo dei giacimenti petroliferi e delle infrastrutture regionali.
Il leader di Hayat Tahrir al-Sham, già terrorista di Al-Qaeda in Siria, viene descritto come un uomo protetto, funzionale agli interessi USA, Turchia e Israele. In questo contesto, il terrorismo si rivela strumento geopolitico, più che nemico reale da combattere. Non a caso, Evangelista mette in discussione il senso delle politiche securitarie, proponendo una riflessione radicale: “Non la polizia, ma la diplomazia può fermare le guerre”, scrive l’ex funzionario.
Narrativa e inchiesta: due binari per una verità scomoda
La forza di WAR STREET sta proprio in questo doppio registro: da una parte, un romanzo avvincente, capace di tenere il lettore col fiato sospeso; dall’altra, un’opera che affonda le radici in un lavoro di ricerca e denuncia giornalistica puntuale e coraggioso. Evangelista non risparmia critiche nemmeno al sistema giudiziario e diplomatico italiano, troppo spesso silente o allineato. La sua prosa è diretta, priva di filtri, e supportata da documenti, testimonianze e analisi strategiche che pongono il lettore di fronte a un’amara verità: la guerra non è più l’eccezione, ma uno strumento costante di controllo globale.
Lo stile asciutto e tagliente ricorda i grandi del thriller politico, ma il contenuto va oltre: ogni pagina è intrisa di realtà, ogni dettaglio è plausibile, ogni svolta narrativa ha un’eco riconoscibile nei fatti degli ultimi decenni.
Leggendo Evangelista, ci si chiede inevitabilmente: chi trae profitto dalla guerra? Chi decide cosa è giusto e cosa no? E, soprattutto, quali verità ci sono state nascoste nel nome della democrazia?
In Conclusione, WAR STREET – L’inganno demokratico non è solo un libro, ma un dispositivo di consapevolezza. È un invito a guardare dietro le quinte del potere, a decostruire la retorica del bene e del male, a riconoscere la guerra per ciò che spesso è: un grande affare gestito da pochi, pagato da molti. Evangelista, con il suo profilo unico e la sua competenza sul campo, si conferma una voce autorevole e fuori dal coro, che merita ascolto in un’epoca dominata dalla disinformazione di Stato. Dopo averlo letto, guardare un telegiornale, un investimento finanziario o una “missione di pace” non sarà più la stessa cosa.
Un’opera che merita di essere letta, discussa e soprattutto capita. Prima che sia troppo tardi.
Piero Angelo De Ruvo
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Sottufficiale dell’Esercito Italiano in Congedo.. Ex sindacalista militare
Membro del direttivo dell’associazione Constitutio Italia
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