VACCINI mRNA COVID: dagli USA lo studio più AGGHIACCIANTE SUI DANNI GENETICI! Gravi e Durature Alterazioni legate al Cancro e alle Malattie Croniche
di Fabio Giuseppe Carlo Carisio – direttore Gospa News
«In uno studio rivoluzionario intitolato “Vaccini a mRNA sintetico e disregolazione trascrittomica: evidenze da eventi avversi di nuova insorgenza e tumori post-vaccinazione” – appena caricato su Preprints.org – abbiamo scoperto che le iniezioni di mRNA per il COVID-19 possono innescare una disregolazione genetica profonda e duratura negli individui che sviluppano eventi avversi di nuova insorgenza o tumori dopo la vaccinazione».
Lo studio è stato condotto da scienziati di Neo7Bioscience (Dr. John Catanzaro, Dr. Natalia von Ranke, Dr. Wei Zhang, Dr. Philipp Anokin), dell’Università del Nord Texas (Dr. Danyang Shao, Dr. Ahmad Bereimipour, Minh Vu), della Fondazione McCullough (Dr. Peter McCullough e Nicolas Hulscher) e Medicinal Genomics (Kevin McKernan).
McCullough, Hulscher e McKernan sono tra gli scienziati più citati nelle nostre inchieste in relazione alle loro straordinarie scoperte sulla pericolosità dei vaccini Covid comparabili a livello mondiale solo con quelle di due italiani: il bioimmunologo Mauro Manrtovani e il biochimico Gabriele Segalla
Migliaia di Geni alterati dai Vaccini mRNA, come segnlato da Gospa News nel 2021
«Utilizzando il sequenziamento dell’RNA ad alta risoluzione di campioni di sangue e l’analisi dell’espressione genica differenziale, abbiamo scoperto che i “vaccini” contro il COVID-19 hanno gravemente compromesso l’espressione di migliaia di geni, inducendo insufficienza mitocondriale, riprogrammazione del sistema immunitario e attivazione oncogenica che persistevano per mesi o anni dopo l’iniezione» scrive il noto epidemiologo Hulscher, uno dei firmatari della ricerca, confermando quando denunciato da Gospa News fin dalle prime inchieste del 2021.
«Abbiamo arruolato partecipanti adulti (di età compresa tra 18 e 70 anni) che hanno sviluppato sintomi di nuova insorgenza a seguito della somministrazione di vaccini COVID-19 a base di mRNA (BNT162b2 [Pfizer] o mRNA-1273 [Moderna]). Tutti i partecipanti hanno fornito il consenso informato scritto prima dell’inclusione nello studio» si legge nel sommario del documento che spiega le tipologie di danneggiati da vaccino.
«Tra i soggetti sintomatici con eventi avversi non maligni, le manifestazioni riportate includevano lesioni cardiovascolari, trombosi, affaticamento cronico e disfunzione neurologica, emerse poco dopo la vaccinazione».
«Un altro gruppo di partecipanti ha ricevuto una diagnosi di cancro come condizione di nuova insorgenza entro un breve lasso di tempo dalla somministrazione del vaccino a mRNA. La popolazione dello studio è stata divisa in due gruppi: il primo era composto da tre soggetti che hanno sviluppato sintomi di nuova insorgenza post-vaccinazione (gruppo 1), mentre il secondo includeva sette soggetti con diagnosi di cancro di nuova insorgenza (gruppo 2). Una coorte di 803 soggetti sani è stata utilizzata come gruppo di controllo di riferimento».
«Il sequenziamento di RNA in massa è stato eseguito su sangue periferico di due gruppi di pazienti: individui con eventi avversi non maligni di nuova insorgenza e individui con nuova diagnosi di cancro dopo la vaccinazione. Un gruppo di controllo di individui sani è stato utilizzato per il confronto»
«Entrambi i gruppi di pazienti vaccinati hanno mostrato una diffusa disregolazione trascrizionale. Nel gruppo con eventi avversi non maligni, gli incrementi caratteristici includevano disfunzione mitocondriale, stress mediato dal proteasoma, instabilità trascrittomica e infiammazione sistemica. Il gruppo oncologico ha mostrato ulteriori caratteristiche di instabilità genomica e riprogrammazione epigenetica. Il decadimento nonsenso-mediato (NMD), lo stress ribosomiale e l’attivazione di MYC erano evidenti in entrambi i gruppi, mentre la segnalazione immunitaria tramite TLR e interferoni di tipo I era particolarmente elevata nei pazienti oncologici».
Molecola Diabolica, Frammenti di DNA e Spike Tossica Persistente
Nell’introduzione i medici universitari americani hanno evidenziato il ruolo cardine nella nuova biotecnologia della “molecola diabolica” da noi così definita perchè modificata ben tre volte in laboratorio prima di essere inserita nei vaccini…
«A differenza dell’mRNA endogeno, i trascritti derivati dai vaccini incorporano caratteristiche non naturali come la sostituzione di N1-metilpseudouridina (m1Ψ), code poli(A) estese e regioni non tradotte ottimizzate (UTR) per migliorare la stabilità e l’efficienza traduzionale. Queste stesse modifiche possono alterare il metabolismo e la sorveglianza dell’RNA, contribuendo all’infedeltà ribosomiale, allo spostamento di frame +1 e al ripiegamento proteico difettoso [10,11]. Studi indipendenti hanno riportato la trascrizione inversa dell’mRNA del vaccino in DNA tramite elementi LINE-1 endogeni, evidenziando problemi di integrazione genomica ed espressione persistente [10,12]».
Nello studio si rimarca poi la pericolosità dei frammenti di DNA già denunciati dal chirurgo generale della Florida Jospeh Ladapo che è stato trato uno dei primi rappresentanti di autorità sanitarie occidentali a denunciare il rischio oncogeno connesso a tali materiali genetici di scarto chiedendo l’immeditato stop alle vaccinazioni mRNA.
«Recenti analisi delle fiale del vaccino BNT162b2 hanno rivelato DNA plasmidico residuo, inclusi geni enhancer SV40 e di resistenza agli antibiotici, sollevando preoccupazioni sul potenziale rischio oncogenico derivante da esposizione genomica involontaria [13,14,15,16,17]».
Poi i ricercatori accademici americani si concentrano sulla tremenda persistenza della Proterina tossica Spike che secondo le Big Pharma e i goveerni avrebbe dovusto “sparire” nel giro di 24-48 ore mentre ne è stata rilevanta la presenza nel sangue dal bioimmunologo Mauro Mantovani per addirittura 2 anni…
«Inoltre, recenti ricerche hanno dimostrato che la proteina spike tradotta dai vaccini a mRNA può persistere nella circolazione per periodi prolungati, ben oltre le aspettative farmacocinetiche iniziali, sostenendo potenzialmente la segnalazione infiammatoria e l’attivazione immunitaria [18,19,20]. Infine, alcuni studi suggeriscono che il SARS-CoV-2 presenta firme molecolari coerenti con l’assemblaggio del genoma sintetico, sollevando ulteriori preoccupazioni sulle piattaforme di RNA ingegnerizzate e sulle loro conseguenze biologiche impreviste [21]. Queste caratteristiche sollevano collettivamente preoccupazioni riguardo alle conseguenze cellulari indesiderate dell’esposizione all’mRNA sintetico».
Le Conclusioni del Nuovo Studio sui Danni Genetici e Immunitari
In estrema sintesi i risultati del loro studio suggeriscono che:
- I vaccini a mRNA possono indurre profili di espressione genica compatibili con la formazione di tumori e malattie croniche
- Gli individui vaccinati con mRNA potrebbero essere a maggior rischio di cancro, disfunzioni immunitarie e disturbi infiammatori
- L’mRNA sintetico e la proteina spike a lunga durata sembrano creare uno stress cellulare prolungato che interrompe la normale regolazione genetica
- Le firme suggeriscono una potenziale trascrizione inversa dell’mRNA del vaccino e la persistenza del DNA plasmidico, sollevando preoccupazioni per l’interferenza trascrizionale a lungo termine o una possibile integrazione genomica
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