“FAKE-NEWS CONTRO LA RUSSIA DI MEDIA E GOVERNANTI ITALIANI”. L’Ambasciatore di Putin: “Virus Russofobo”. Mosca convoca l’Incaricato d’Affari di Roma. Esportazioni a rischio?
di Fabio Giuseppe Carlo Carisio – direttore Gospa News
“Due nuovi virus hanno penetrato le élite italiane al posto del Covid: la russofobia e l’ucrofilia, che acquisiscono forme particolarmente aggressive”. Lo ha detto circa una settimana fa l’ambasciatore russo in Italia, Alexei Paramonov, in un’intervista al quotidiano Izvestia, aggiungendo che la Russia “non deve fidarsi affatto degli interlocutori ufficiali italiani”.
Dopo l’avvertimento è arrivata un’iniziativa diplomatica ufficiale.
Mosca ha convocato l’incaricato d’Affari Italiano in Russia per lanciare un segnale che sa di monito subliminale implicito: o la linea del mainstream russofobo cambia o potrebbero compromettersi le relazioni commerciali tra la Russia e l’Italia, proprio nel momento in cui i dazi americani imposti dal presidente Donald Trump rischiano di far soffrire molti settori strategici come agroalimentare, meccanica, farmaceutica, moda e occhialeria.
Le posizioni russofobe dei media italiani derivano dal fatto che la maggior parte di essi sono controllati da esponenti politici della maggioranza o dell’opposizione che rientrano in quella sfera “bipartisan” del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale di matrice massonico-sionista.
Soprattutto nell’ambito dei partiti di governo del centrodestra questo orientamento geopolitico è ben visibile nell’ipocrita visione geopolitica che da una parte denigra la Russia come invasore ingiustificato dell’Ucraina, nonostante il sanguinario Golpe del 2014 a Kiev ordito dai paesi NATO e finanziato dall’attuale segretario generale Mark Rutte quando era primo ministro olandese, dall’altra nega il genocidio in Palestina commesso dal loro amico alleato sionista Benjamin Netanyahu.
Proprio questa ipocrita contraddizione consente ai giornali di sinistra di salvare la faccia sul massacro in Medio Oriente ma ne evidenzia il limite per il fatto di esser da sempre favorevoli, tranne rare eccezioni, al sostegno militare al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, un altro sionista, nonostante sia alla guida di un regime apertamente filo-nazista idolatrato dai Meloniani e dai Britannici…
L’incaricato d’affari italiano convocato al Ministero degli Esteri per discutere dell’orientamento anti-russo dei media italiani
L’incaricato d’affari italiano è stato convocato al Ministero degli Esteri russo in relazione alla campagna anti-russa in corso sui media italiani e alla “reazione sproporzionata” di Roma alla posizione di Mosca, hanno dichiarato i diplomatici in una nota.
“Il 5 agosto, l’incaricato d’affari italiano in Russia, Sferra Carini, è stato convocato al Ministero degli Esteri russo in relazione alla campagna anti-russa in corso sui media italiani e alla reazione sproporzionata di Roma al rifiuto di Mosca di dichiarazioni odiose rilasciate da alti funzionari italiani contro la Russia”,si legge nella nota riportata dall’agenzia russa TASS.
“È stato fatto notare alla parte italiana che le costanti attività anti-russe dei principali media italiani, tra cui numerose falsificazioni e articoli contenenti informazioni inaccurate da parte di corrispondenti a Mosca, nonché le esplosioni russofobe con il pieno sostegno degli ambienti dirigenti italiani, contribuiscono solo ad aggravare l’attuale crisi nelle relazioni russo-italiane”, ha sottolineato il Ministero.
Che l’Occidente propali una marea di fake-news contro la Russia lo ha detto senza remore persino l’ex funzionario Interpol ora in pensione Antonio Evangelista in vari libri in cui ha denunciato le menzogne della NATO per portare avanti nel Mar Mediterraneo e in Europa le guerre per il controllo delle risorse energetiche…
Secondo il Ministero, dipingere la Russia come il nemico è controproducente e “non risponde in alcun modo agli interessi fondamentali degli italiani e non riflette le lunghe tradizioni di amicizia e reciproca simpatia tra i popoli russo e italiano”.
Il diplomatico ha aggiunto che la recente cancellazione dell’esibizione del direttore d’orchestra Valerij Gergiev al festival musicale “Un’estate da Re” di Caserta è stata resa possibile da questo clima difficile.
L’ambasciatore russo: “Élite italiane affette da russofobia e ucrofilia, non dobbiamo fidarci”
“Due nuovi virus hanno penetrato le élite italiane al posto del Covid: la russofobia e l’ucrofilia, che acquisiscono forme particolarmente aggressive”. Lo ha detto l’ambasciatore russo in Italia, Alexei Paramonov, in un’intervista al quotidiano Izvestia, aggiungendo che la Russia “non deve fidarsi affatto degli interlocutori ufficiali italiani”. Lo ha riportato con risalto RAI News.
“In generale – ha afferma Paramonov – la leadership italiana rimane ermeticamente chiusa a contatti ufficiali con la parte russa a tutti i livelli” e i dirigenti italiani “non si stancano mai di ripetere parole come un mantra sulla lealtà alla Nato e sulla disponibilità a mettere in atto tutto ciò che viene da questa organizzazione aggressiva e distruttiva”.
Ciò comprende anche l’aumento delle spese militari fino al 5% del Pil, che “per l’Italia significa una vera catastrofe economica”.
“Le autorità – continua l’ambasciatore – non smettono di ripetere che questo deve essere fatto per essere pronti a respingere un’invasione russa”, ma “questa è una mera menzogna”. “Dalle autorità italiane – prosegue Paramonov – “sentiamo costantemente dichiarazioni rassicuranti che l’Italia non è in stato di guerra con la Russia, che non manderà personale militare sul territorio dell’Ucraina nelle zone di combattimento, e non permette alle autorità ucraine di utilizzare gli armamenti forniti per colpire in profondità la Federazione Russa”.
Ma in realtà Mosca non può fidarsi troppo di questo perché da molti anni “i Paesi dell’Occidente collettivo, compresa l’Italia, hanno cercato di presentare la loro posizione e azioni in una luce migliore e più amichevole rispetto a quello che erano veramente”.
Per questo, conclude il diplomatico, “ora non dobbiamo affatto fidarci dei nostri interlocutori ufficiali italiani”.
La Censura Russofoba al Gruppo FB “Amici della Russia di Putin” già nel 2019
La Russofobia dei media di mainstream si è incrementata con l’avvio dell’operazione militare speciale in Ucraina da parte del presidente russo Vladimir Putin per “denazificare“ e “de-militarizzare” il paese confinante da un piano specifico di militarizzazione deciso a tavolino dai vertici di NATO e UE attraverso il think-tank CEPA nel 2020, ovvero in piena pandemia, grazie ai finanziamenti della Lobby delle Armi.
Gospa News fu la prima a rivelare il piano CEPA nel novembre 2021, ovvero tre mesi prima dell’inizio del conflitto in Ucriana il 24 febbraio 2022.
Ma fummo anche tra i primi a subire lecensure contro la libertà di espressione su Facebook attraverso il gruppo “Amici della Russia di Putin” di cui io stesso ero amministratore insieme all’attivista politico di centrodestra Andrea Nanaetti e ad altri suoi amici.
Alla vigilia delle elezioni europee del 2019 tale gruppo FB fu accusato di voler manipolare la consultazione elettorale, come se 45mila persone avessero qualche chance di farlo, da vari quotidiani di mainstream tra cui La Stampa.
RUSSOFOBIA SUI MEDIA MONDIALISTI: ATTACCO AL GRUPPO FB AMICI DI PUTIN
Prima il gruppo fu limitato da FB e poi fu chiuso da un giorna all’altro e da lì iniziò la caccia alle streghe anche contro Gospa News arrivata al culmine dopo le inchieste che già nel 2020 svelavano l’origine artificiale e non naturale della pandemia da Covid e virus SARS-Cov-2 costuito in laboratorio… Siamo stati infatti bannati 7 volti sia nella pagina, nei gruppi che nei profili privati.
Andrea Nanetti, esponente politico emiliano passato dalla Lega a Fratelli d’Italia, è stato poi ostracizzato proprio per aver cercato di inneggiare a un dialogo finalizzato a trovare una soluzione pacfica al conflitto in Ucraina e aver denunciato le inutili e sucide sanzioni dell’UE e dell’Italia contro la Russia.
L’impressione è che il Virus della Russofobia sia molto più radicato e letale di quanto abbiano denunciato, per diplomazia, i portavoce di Mosca.
Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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