GENOCIDIO A GAZA: ITALIANI ED EUROPEI CONTRO I GOVERNI NAZI-SIONISTI DI USA, ITALIA & GERMANIA. Proteste a Favore della Palestina in molte Capitali (VIDEO)
di Carlo Domenico Cristofori
Il 22 settembre le piazze principali d’Italia sono state bloccate dalle manifestazioni contro il Genocidio a Gaza che si è accentuato negli ultimi giorni per le nuove devastanti operazioni di terra dell’Israel Defense Forces che, secondo l’obiettivo del regime di Benjamin Netanyahu, mirano ad occupare tutta la cità di Gaza. Circa mezzo milione di persone è già fuggito senza nulla, decine di vittime al giorno sono cadute sotto i bombardamenti a tappeto sebbene in fuga.
Nei giorni precedenti manifestazioni in tutte le capitali d’Europa.
ATTENZIONE. Errore tecnico del video dal minuto 2,45 ma prosegue dal minuto 3,25
«Centinaia di migliaia di persone in corteo in circa 80 città. La protesta di sindacati, studenti e cittadini comuni per chiedere il cessate il fuoco in Palestina e contro la collaborazione militare, politica ed economica con il governo israeliano è stata imponente e in gran parte pacifica. Con l’eccezione di alcuni gruppi violenti che hanno attaccato la stazione centrale di Milano e si sono scontrate con la polizia, fatti che hanno innescato una polemica politica da parte dei partiti di maggioranza» scrive RAI News.
Tra i cortei più nutriti, quello di Roma, con oltre 50mila presenze: autorizzata dalla polizia una deviazione sulla tangenziale est, percorsa per un tratto e parzialmente bloccata. Autostrade e tangenziali invase anche a Bologna e a Pisa, bloccati i porti di Genova, Livorno e Marghera.
In molte città la polizia è indietreggiata di fronte ai manifestanti che hanno invaso pacificamente la stazione di Torino, i binari ferroviari e l’autostrada A-14 a Bologna.
Idranti della Polizia contro i Manifestanti di Venezia
Purtroppo le forze dell’ordine hanno invece di cercato di cacciare i manifestanti pro Palestina dal porto di Marghera (Venezia) usando gli idranti (da minuto 3,25 del video) riportando alla mente quanto accadde durante le proteste contro i Green-Pass per l’emergenza Covid-19.

“Un pensiero di vicinanza alle forze dell’ordine, costrette a subire la prepotenza e la violenza gratuita di questi pseudo-manifestanti. Mi auguro parole chiare di condanna da parte degli organizzatori dello sciopero e da tutte le forze politiche”.
Così, sui social, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a proposito degli scontri a Milano che non ha mai pubblicato dichiarazione dello stesso tenore per i bambini stuprati e ammazzati a Gaza.
Mentre esponenti del suo partito Fratelli d’Italia hanno contestato per antisemitismo lo scioccante dossier della diplomatica italiana Francesca Albanese, relatrice speciale ONU per i Territori Palestinesi Occupati.
Stato di Palestina riconosciuto da 6 Governi Occidentali. Non dagli Affaristi di Guerra Italia e Germania
Proprio l’unedì è inziata l’Assemblea Generale dell’ONU durante la quale la Francia ha annunciato il ricnoscimento dello Stato di Palestina. Analoghe dichiaraz<ioni erano giunte in giornata dai governi di Belgio, Portogolallo, Regno Unito, Australia e Canada.
Mentre Italia, Germania e USA ancora rifiutano di riconoscere la Palestina e gli USA hanno posto per la sesta volta il veto alla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per un’immeditata tregua a Gaza.
Italia, Germania e USA sono tra i principali alleati e fornitori di armi del regime di Netanyahu denotando una deriva nazi-sionista come quella già palesata con il filo-nazista presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
I rigurgiti della Destra estremista stanno diventando uno spettro che aleggia in Occidente grazie al potere sfrontato del presidente americano repubblicano Donald Trump che sta compiendo stragi di civili in varie parti del mondo (Iran, Yemen ecc) e innescando pericolose tensioni in altrre zone roventi della terra come il Venezuela.
L’amministrazione Trumpo ha persino ritirato il visto di accesso negli USA ai delegati dell’Autorità Nazionale Palestinese e pertanto il presidente Mahoud Abbas ha potuto intervenire nell’assemblea ONU solo tramite videoconferenza.
Abbas ha espresso profonda gratitudine per la storica dichiarazione che riconosce la Palestina (oggi riconosciuta come stato da 153 su 193 paesi ONU) , definendola una pietra miliare verso la fine della crisi umanitaria e dell’occupazione.
Il presidente palestinese ha ribadito l’impegno della Palestina a creare uno Stato indipendente accanto a Israele, basato sulla legittimità internazionale e sull’Iniziativa di pace araba. Sottolineando l’unità interna, ha dichiarato che Hamas non avrà alcun ruolo nel governo e ha invitato tutte le fazioni a disarmarsi e a trasferire le armi all’Autorità palestinese, con l’obiettivo di creare uno Stato disarmato con un unico sistema giuridico e di sicurezza.
Carlo Domenico Cristofori
La Testimonianza di Padre Romanelli da Gaza
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