IN MEMORIA DI SAN PIO. La Commemorazione dell’Arcivescovo di San Giovanni Rotondo (VIDEO intervista esclusiva)

IN MEMORIA DI SAN PIO. La Commemorazione dell’Arcivescovo di San Giovanni Rotondo (VIDEO intervista esclusiva)

di Piero Angelo De Ruvo

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L’attualità del Santo di Pietrelcina

San Giovanni Rotondo, 23 settembre 1968 – 2025

Il cuore della devozione popolare continua a pulsare forte tra le strade di San Giovanni Rotondo. Come ogni anno, il 23 settembre, anniversario della morte di San Pio da Pietrelcina e giorno della sua Nascita al Cielo ricordato per commemorare la sua Santità, diventa un appuntamento imprescindibile per migliaia di fedeli che da ogni angolo del mondo si radunano attorno al santuario che custodisce le spoglie di San Pio da Pietrelcina.

Una fiumana di pellegrini, famiglie, giovani e anziani, si riversa nella cittadina garganica per rendere omaggio al frate stimmatizzato, simbolo di fede e speranza, la cui voce sembra non essersi mai spenta.

Tra i momenti più significativi delle celebrazioni, spiccano le parole di Monsignor Franco Moscone, Arcivescovo di Manfredonia–Vieste–San Giovanni Rotondo, che guida la comunità spirituale nata attorno al Santo cappuccino ed è stato intervistato in esclusiva da Gospa News (vedi video sotto).

Mons. Moscone: “I giovani hanno sete di autenticità”

Padre Pio, figura centrale della spiritualità del Novecento, non è soltanto un ricordo legato a miracoli, confessionali e piaghe che hanno destato stupore e conversioni, la sua testimonianza continua a interrogare il presente e a indicare una strada in un tempo che sembra aver smarrito il senso del silenzio, della profondità, della preghiera.

Interpellato sul rapporto tra Padre Pio e le nuove generazioni, l’arcivescovo non ha esitazioni:

“Di sicuro padre Pio sta parlando anche alla generazione Z, ai giovani di oggi, io ogni tanto mi fermo presso la cripta del santuario di santa Maria delle Grazie, la gente che passa è gente di tutte le età. Padre Pio ha la capacità di toccare i cuori indipendentemente dalla storia che ognuno ha, dalla fede o meno che crede di avere e non so perché è un dato di fatto è un dono, dopo tutto la fede è un dono di Dio che tocca i cuori di ogni generazione”.

Il messaggio del frate, dunque, non è nostalgia ma sfida; non si tratta di ammirare, ma di imitare; non di venerare da lontano, ma di lasciarsi coinvolgere.

Un santuario che non dorme mai

Ogni giorno milioni di fedeli, provenienti da realtà e culture diversissime, approdano a San Giovanni Rotondo, guidare il santuario di San Pio è una missione complessa e delicata, è un flusso ininterrotto che richiede organizzazione, ma soprattutto uno sguardo pastorale capace di accogliere la fragilità e le speranze che ciascun pellegrino porta con sé.

“In qualche modo è una piccola Roma, -sottolinea Mons. Moscone, evidenziando che – Più che una sfida dell’Arcivescovo è una sfida di chi custodisce un santuario e quindi dei confratelli di padre Pio che sono i frati cappuccini. Però è chiaro, il Vescovo locale è custode della santità del luogo e non può fare a meno di guardare a padre Pio e di indicarlo come segno continuo corrente della possibile santità di questo ambiente. Padre Pio diventa un faro che la chiesa di  Manfredonia, Vieste e San Giovanni Rotondo ha da custodire non per sé stessa ma per l’umanità intera e per la chiesa”.

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Quindi, custodire questo luogo significa portare il peso e la grazia della fede popolare, perché la responsabilità è enorme, qui il mondo intero si incontra e questa gente ci ricorda che la fede non è teoria, ma esperienza viva di pace. Il santuario diventa così non solo meta di pellegrinaggio, ma anche laboratorio di fede, scuola di misericordia e punto di incontro tra culture e generazioni.

Il messaggio che non smette di parlare

Il cuore dell’intervista mette in luce l’attualità sempre viva del messaggio di San Pio da Pietrelcina.

Come ricorda Mons. Moscone, non possiamo ridurre la sua eredità a reliquie o semplici commemorazioni esteriori, Padre Pio ci richiama a incarnare nella vita quotidiana ciò che ha vissuto in prima persona, la fedeltà perseverante alla preghiera, l’offerta del sacrificio unita all’amore di Cristo, la carità concreta verso chi soffre nel corpo e nello spirito.

San Pio si definiva semplicemente un frate che prega e il messaggio che non mancherà mai”.

Questa frase evidenziata dall’Arcivescovo Franco Moscone racchiude il nucleo della sua testimonianza, la preghiera come via privilegiata per entrare in intima comunione con Dio e, al tempo stesso, per ritrovare relazioni autentiche e fraterne con gli altri.

“Pregare non significa solo volgere lo sguardo al cielo, – conclude il vescovo- ma implica anche guardare dentro di sé e accogliere la propria fragilità, riconoscendo con umiltà la precarietà della vita umana e quella del nostro prossimo”.

La preghiera non è un atto formale, ma il respiro dell’anima che unisce la terra al cielo, l’uomo a Dio, trasformando persino i limiti umani in opportunità di grazia. È un dono che domanda coerenza, che interpella e provoca.

Padre Pio ci ricorda che la fede non è un sentimento fugace, ma una scelta da rinnovare ogni giorno come fondamento di verità, pace e giustizia.

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Una festa che guarda avanti alla Spiritualità del Frate Francescano

La celebrazione del 23 settembre, dunque, non si esaurisce in una memoria liturgica. È un evento che apre al futuro. Tra candele accese e rosari sussurrati, la città si trasforma in un grande cenacolo di preghiera, Padre Pio non appartiene al passato ma continua a essere un punto di riferimento per chi desidera vivere il Vangelo nella concretezza della vita quotidiana.

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“Il futuro della fede, – afferma Mons. Moscone –  passa anche da qui, dal volto umile e sofferente di un frate che, con le mani piagate, ha saputo stringere quelle di milioni di uomini e donne. San Pio continua a parlare, ed il suo linguaggio è universale, speranza, autenticità, amore”.

“Buona festa di San Pio a tutti e a quanti seguono la vicenda e la spiritualità di San Pio.Questo è l’augurio che Mons. Moscone lancia attraverso il nostro sito.

Piero Angelo De Ruvo
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Sottufficiale dell’Esercito Italiano in Congedo.. Ex sindacalista militare
Membro del direttivo dell’associazione Constitutio Italia

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