VERSO LA GUERRA MONDIALE: “NO DI ZELENSKY” AL PIANO DI PACE USA SULL’UCRAINA. Prevista “Spartizione tra Mosca e Kiev delle Regioni del Fronte”: come anticipò Gospa News dopo il Summit Trump-Putin

VERSO LA GUERRA MONDIALE: “NO DI ZELENSKY” AL PIANO DI PACE USA SULL’UCRAINA. Prevista “Spartizione tra Mosca e Kiev delle Regioni del Fronte”: come anticipò Gospa News dopo il Summit Trump-Putin

di Redazione Gospa News

Il piano di pace Trump per la fine della guerra in Ucraina garantirebbe alla Russia alcune zone dell’est del Paese che attualmente non controlla – in sostanza tutto il Donbass – in cambio di garanzie di sicurezza degli Stati Uniti per Kiev e per l’Europa nel caso di future aggressioni di Mosca.

Lo rivela ad Axios una fonte dell’amministrazione americana informata sul piano, secondo cui la convinzione della Casa Bianca è che l’Ucraina perderebbe comunque quelle porzioni di territorio che dovrebbe cedere alla Russia e che quindi sia “interesse di Kiev raggiungere un accordo adesso”.

I 28 punti del piano di Trump darebbero alla Russia il pieno controllo delle regioni di Luhansk e Donetsk (che insieme formano il Donbass), nonostante l’Ucraina controlli ancora il 12% di territorio in quelle zone.

Nonostante il controllo di Mosca, le aree dalle quali Kiev dovrebbe ritirarsi sarebbero considerate una zona smilitarizzata nella quale la Russia non potrebbe dispiegare proprie truppe, riferisce Axios, secondo cui nelle altre due regioni di Kherson and Zaporizhzhia, le attuali linee di controllo rimarrebbero per lo più congelate, con la Russia che restituirebbe alcuni territori, previa negoziazione.

Si tratta, in sostanza, esattamente della proposta di accordo per una suddivsione territoriale anticipata da Gospa News ad agosto, dopo il meeting tenutosi in Alaska tra Trump e Putin.

Secondo il piano, infatti, gli Stati Uniti e altri paesi riconoscerebbero la Crimea e il Donbas come territorio legalmente russo, ma all’Ucraina non sarebbe richiesto di farlo.

Un funzionario ucraino ha affermato che il piano includerebbe anche limitazioni alle dimensioni dell’esercito di Kiev e alle sue armi a lungo raggio in cambio di garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti. Non è chiaro cosa comporterebbero le garanzie di sicurezza degli Stati Uniti oltre alla promessa di difendere l’Ucraina da ulteriori aggressioni russe.

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E’ assai probabile che “le garanzie di sicurezza” possano essere attuate, come anticipato da Gospa News, attraverso un dispiegamento di truppe americane nelle zone smilitarizzate, destinate a diventare nel tempo un’enclave eternamente provvisoria degli USA nel Donbass ricco di petrolio, gas e minerali rari tanto da essere stato uno dei primari motivi del Golpe ordito dagli USA e dai paesi NATO nel 2014, da cui scaturì la sanguinosa guerra civile nelle regioni russofobe.

Secondo due fonti con conoscenza diretta, il Qatar e la Turchia sono coinvolti nella stesura del nuovo piano di Trump e nel sostenere gli sforzi di mediazione degli Stati Uniti e un funzionario di Doha avrebbero partecipato ai colloqui tra l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e il consigliere per la sicurezza nazionale ucraino Rustem Umerov lo scorso fine settimana.

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Mosca, “nessuna proposta ufficiale dagli Usa sul piano di pace”

Mosca non ha ricevuto alcuna informazione dagli Usa attraverso i canali ufficiali sul piano di pace in Ucraina di cui hanno scritto diversi media internazionali. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, alla testata Rbc.

La portavoce, aggiunge Rbc, ha detto che “se la parte americana avesse una qualsiasi proposta, l’avrebbe comunicata attraverso i canali in uso tra i ministeri degli Esteri dei due Paesi”, ma il ministero degli Esteri di Mosca “non ha ricevuto niente di simile dal Dipartimento di Stato”.

Media: no di Zelensky al piano Usa

Ma in risposta a questo piano ancora non ufficiale, sebbene trapelato da media vicini all’intelligence americana, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ritenuto dagli analisti di geopolitica militare un agente del controspionaggio MI6 del Regno Unito, ha già fatto arrivare il suo NO che rappresenta un ulteriore passo verso la Terza Guerra Mondiale in Europa.

Un conflitto necessario ad alimentare la potente oligarchia dei governanti partner delle industrie belliche controllate dalla Lobby Sionista Americana anche nel Vecchio Continente.

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Zelensky, non è interessato a discutere del piano Usa sull’Ucraina e per questo motivo ha preferito non incontrare il rappresentante speciale del Presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff, oggi ad Ankara.

Secondo Axios, Witkoff aveva in programma di incontrare oggi ad Ankara Zelensky e il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan. L’incontro sarebbe stato rinviato quando e’ diventato chiaro che Zelensky non è interessato a discutere il piano statunitense. Zelensky si è invece recato ad Ankara con un altro piano, elaborato con i partner europei, che la Russia non avrebbe mai accettato, ha aggiunto un funzionario statunitense.

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Secondo quanto riportato dai media, il nuovo “piano di pace” statunitense in 28 punti per porre fine alla guerra in Ucraina prevede, tra le altre cose, il trasferimento dell’intero Donbass alla Russia, la riduzione della metà dell’esercito ucraino e il riconoscimento del russo come lingua di Stato.

Secondo il portale Axios, il piano e’ stato elaborato in particolare dall’ambasciatore statunitense Stephen Witkoff e dal capo del Fondo russo per gli investimenti diretti, Kirill Dmitriev.

Parigi, “gli ucraini rifiuteranno una pace-capitolazione”

“Vogliamo una pace giusta e duratura, per prevenire una nuova aggressione da parte della Russia. In questo spirito continuiamo a sostenere l’Ucraina con il piano di finanziamento basato sui prestiti di riparazione e con la cooperazione militare”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot arrivando al consiglio affari esteri.

“La pace non può significare però la capitolazione: gli ucraini, che lottano eroicamente da tre anni, rifiuteranno ogni tipo di capitolazione”, ha aggiunto.

“Serve partire da una tregua sulla linea di contatto, per poi arrivare ai negoziati, anche sui territori, l’unico che rifiuta è Putin”.

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Poichè Zelensky rifiutò un accordo di tregua nel marzo 2022 e in molteplici altre occasione, come gli imposero i suoi “registi” del Regno Unito, appare inevitabile che oggi Mosca non accetti di discutere sulle aree già conquistate che si stanno ampliando in modo vertiginoso sul fronte di battaglia.

Soprattutto alla luce dei ripetuti attacchi terroristici perpetrati dai servizi speciali di Zelensky con l’aiuto dell’intelligence del Regno Unito e di altri paesi NATO.

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