“CASO BASSETTI, 10.000 FIRME CONTRO UNA NOMINA RITENUTA INCOMPATIBILE”. Rivolta di Medici e Associazioni contro il Dottore Pagato dalle Big Pharma

“CASO BASSETTI, 10.000 FIRME CONTRO UNA NOMINA RITENUTA INCOMPATIBILE”. Rivolta di Medici e Associazioni contro il Dottore Pagato dalle Big Pharma

di Piero Angelo De Ruvo

La nomina del professor Matteo Bassetti a Presidente del nuovo Gruppo di lavoro presso il Ministero dell’Università e della Ricerca continua a generare un’ondata di polemiche e proteste pubbliche. Secondo quanto riportato dal comunicato stampa del Comitato di Scopo per la Tutela della Salute Pubblica, l’iniziativa civica che negli ultimi giorni ha promosso una petizione di forte critica verso la scelta governativa, le firme raccolte hanno già superato quota 10.000, nonostante — come lamentano gli stessi promotori — il “totale silenzio della stampa mainstream”.

Al centro delle contestazioni non vi è solo l’opportunità politica della nomina, ma un insieme articolato di elementi che sollevano dubbi sulla compatibilità del ruolo con il profilo del medico infettivologo, già più volte figura centrale nel dibattito pubblico.

Conflitto di interesse: il nodo irrisolto

Uno dei passaggi più discussi del comunicato è quello in cui il Comitato richiama una dichiarazione resa da Bassetti nel corso di un’audizione parlamentare del 17 novembre 2025. In quell’occasione — secondo il documento — il professore avrebbe affermato che la collaborazione economica con aziende farmaceutiche rappresenta una delle parti del mio lavoro”.

Il comunicato interpreta questa affermazione come la manifestazione di un “conflitto di interesse strutturale”, ritenuto “incompatibile con il ruolo di chi deve valutare e assegnare fondi pubblici”.

Si tratta di una posizione nettamente critica, che mette in evidenza un tema ben noto nel dibattito sulla governance della ricerca, l’equilibrio, spesso complesso, tra competenze specialistiche e indipendenza decisionale.

Sebbene la collaborazione tra accademia e industria sia un fenomeno diffuso — e in molti casi necessaria per l’avanzamento scientifico — il problema sollevato dai firmatari riguarda la trasparenza e l’opportunità di assegnare incarichi istituzionali decisionali a figure che intrattengono rapporti economici continuativi con gli stessi settori industriali coinvolti nei bandi da valutare.

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La condanna per violazione del decoro istituzionale

Un altro elemento che alimenta la contestazione è il riferimento a una sentenza del Tribunale di Genova.

Nel comunicato si legge infatti che nel 2023 il Tribunale di Genova ha condannato il Prof. Bassetti per dichiarazioni offensive prive di fondamento scientifico, in contrasto con il dovere costituzionale di adempiere funzioni pubbliche ‘con disciplina e onore’”.

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Questo riferimento è tra i passaggi che più hanno infiammato il dibattito pubblico, i promotori sostengono che l’episodio, seppur relativo a vicende precedenti alla nomina, indebolirebbe l’autorevolezza necessaria per guidare un gruppo di lavoro ministeriale, ruolo che richiede equilibrio istituzionale e un linguaggio considerato adeguato allo status pubblico.

Le criticità nella formazione e il ruolo nella Scuola di Specializzazione

Il comunicato porta all’attenzione anche le segnalazioni dell’Associazione Liberi Specializzandi, che avrebbe evidenziato “tutoraggio insufficiente, turni non supervisionati, problemi formativi” all’interno della Scuola di Specializzazione diretta da Bassetti.

Pur trattandosi — anche in questo caso — di contestazioni provenienti da una specifica fonte e non di accertamenti giudiziari, esse rientrano nel quadro di preoccupazioni che il Comitato di Scopo per la Tutela della Salute Pubblica, ritiene rilevanti per valutare l’idoneità del docente al nuovo incarico.

Un segnale politico e culturale

Al di là del merito tecnico, la vicenda riapre un interrogativo più ampio, come si garantisce indipendenza, trasparenza e credibilità nella gestione della ricerca pubblica?
La nomina di Bassetti — figura discussa ma al tempo stesso influente e mediatica — sta diventando il terreno di scontro di una crescente richiesta di rigore etico nelle istituzioni scientifiche.

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Il Comitato chiede non solo la revoca della nomina, ma anche la pubblicazione dei conflitti di interesse di tutti i membri delle commissioni e l’introduzione di “criteri automatici di esclusione per chi intrattiene rapporti economici continuativi con aziende del settore oggetto dei bandi”.

Il Ministero, finora, non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sulla vicenda, quel che è certo è che la protesta non sembra destinata a placarsi,

La scienza deve essere indipendente. Le istituzioni devono essere credibili” recita uno dei passaggi conclusivi del comunicato, lasciando intendere che la mobilitazione continuerà a crescere.

Piero Angelo De Ruvo

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Sottufficiale dell’Esercito Italiano in Congedo.
Membro del direttivo dell’associazione Constitutio Italia

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