ANALISI CRITICA SUI VACCINI DEL DOTTOR DONZELLI. “Le Prove Scientifiche sono la Chiave per una Decisione Informata sulla Vaccinazione”

ANALISI CRITICA SUI VACCINI DEL DOTTOR DONZELLI. “Le Prove Scientifiche sono la Chiave per una Decisione Informata sulla Vaccinazione”

di Piero Angelo De Ruvo

A quasi due anni dall’insediamento della Commissione parlamentare di inchiesta sul Covid-19, il dibattito sulla gestione della pandemia, sulle scelte vaccinali, sui criteri di governance sanitaria e sui conflitti di interesse resta acceso.

Ne ha parlato in un’intervista esclusiva a Gospa News il dott. Alberto Donzelli, medico specialista in Igiene e Medicina preventiva e già membro del Consiglio Superiore della Sanità e consulente della Commissione Covid, mettendo in primo piano il suo ruolo di “Evidence Basic Vax”, ovvero una vaccinologia basata sull’evidenza, sulle prove.

Un approccio che utilizza dati scientifici solidi per sviluppare, valutare e raccomandare i vaccini, integrando tali evidenze con la pratica clinica e le conoscenze emergenti, al fine di garantire i più alti standard di sicurezza ed efficacia, come riconosciuto anche in documenti e pubblicazioni scientifiche italiane e internazionali.

I lavori della Commissione Covid

Secondo Donzelli, i lavori della Commissione Covid stanno procedendo, seppur con lentezza a causa della complessità delle tematiche affrontate,

«La Commissione procede, non speditissimamente perché siamo ancora sulla fase pre-vaccini, sul primo anno della pandemia, però procede con buona volontà e con un ritmo che penso prima della fine della legislatura arriverà anche a concludere la valutazione della fase più importante ed interessante di sanità pubblica che è quella delle campagne vaccinali.».

 

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La polemica sulla nomina di Matteo Bassetti

Uno dei passaggi più critici dell’intervista riguarda la contestata nomina del prof. Matteo Bassetti a presidente di un nuovo gruppo di lavoro del MUR. Donzelli non entra nel merito personale, ma solleva questioni di metodo e credibilità:

«La prima cosa che una carica importante nell’amministrazione pubblica dovrebbe avere è essere assolutamente immacolata dal punto di vista dei conflitti di interesse, in realtà il prof. Bassetti dichiara e lo ha dichiarato anche in commissione, una quantità inenarrabile di relazioni finanziarie con l’industria produttrice di tecnologie sanitarie di farmaci, di vaccini».

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Secondo il medico, le numerose relazioni finanziarie dichiarate dal prof. Bassetti con l’industria farmaceutica costituirebbero un elemento problematico, nella misura in cui potrebbero sollevare interrogativi sull’opportunità e sull’indipendenza delle sue prese di posizione pubbliche.

«c’è una letteratura sterminata che mostra che anche i conflitti assolutamente irrisori, rispetto a quelli che dichiara il prof Bassetti, con tantissimi emolumenti per le sue prestazioni sono condizionanti e distorcono quelle che sono le valutazioni oltre giustamente a determinare nel pubblico una perdita di credibilità».

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Donzelli richiama inoltre precedenti istituzionali e conclude che una nomina chiamata a orientare l’assegnazione di fondi pubblici per la ricerca sanitaria dovrebbe rispondere a criteri di massima indipendenza.

Vaccini Covid e trasmissione: “una narrazione smentita”

Nel corso dell’intervista, Donzelli torna su alcune affermazioni pubbliche risalenti al 2021 da parte del Prof. Bassetti, contestandone il fondamento scientifico:

«Dire “vaccinati, proteggi gli altri oltre a proteggere anche te” è stato smentito non dopo, ma prima che venisse pronunciata quella frase». Citando e riportando in maniera inconfutabile i dati del CDC statunitense dell’estate 2021, entrando nello specifico, continua, «I CDC notarono con sconcerto che i vaccinati si infettavano almeno quanto i non vaccinati, se non di più».
Il Dott. Donzelli prosegue con le dichiarazioni dell’allora direttrice del CDC Rochelle Walensky:

«Quello che i vaccini non possono fare più in nessun modo è prevenire la trasmissione». dichiarazioni che, seppur sconcertanti, non hanno ricevuto il giusto risalto.

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Attraverso i dati riportati sulle slide che il Dott. Donzelli mostra durante l’intervista, viene dimostrata l’Efficacia e i limiti della protezione vaccinale, sottolineando la criticità nella durata della protezione,

«Nei giovani, dopo sei mesi la protezione della terza dose scende sotto il livello dei non vaccinati come propensione ad infettarsi e a 8-9 mesi avevano il 44% in più di infezione rispetto ai non vaccinati».

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Il capitolo dell’antinfluenzale

Ampio spazio è dedicato anche alla vaccinazione antinfluenzale. Donzelli insiste sulla necessità di basarsi sugli studi randomizzati controllati:

«Il requisito pacificamente riconosciuto per autorizzare un farmaco è che ci siano studi randomizzati controllati, non solo osservazionali».

Secondo la sua analisi, nella popolazione generale emergerebbero invece segnali diversi, che mostrerebbero un cambiamento nel modo di pensare e di comportarsi delle persone. Molti cittadini sembrerebbero vivere la situazione in modo più concreto, basandosi sulla propria esperienza quotidiana, e manifesterebbero esigenze e preoccupazioni che non sempre coincidono con quanto viene sostenuto nel dibattito pubblico. Questo divario indicherebbe una distanza crescente tra le posizioni ufficiali e ciò che la gente comune percepisce e sperimenta nella vita di tutti i giorni.

«Negli altri soggetti la mortalità cardiovascolare non è diminuita, ma è aumentata del 45 per cento».

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Riguardo a bambini e donne in gravidanza, cita revisioni e trial internazionali, sollevando interrogativi sugli effetti avversi e concludendo con una domanda diretta al pubblico:

«Cosa fareste voi se aveste queste informazioni, vi vaccinereste o no?».

Oltre le etichette, la rivendicazione “dell’evidence based vax”

Il punto di arrivo dell’intervista è una netta presa di posizione contro le semplificazioni del dibattito pubblico. Donzelli rifiuta l’etichetta di “no vax” e rivendica un approccio fondato sulle prove:

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«Io non sono un no vax, è un termine che rifiuto. Io sono un evidence based vax, mi attengo alle vaccinazioni basate su prove di avere un effetto netto molto favorevole rispetto agli effetti sfavorevoli», e aggiunge, «La medicina basata sulle prove non si basa sulla lunghezza dei curriculum o sulla voce più forte, ma sulle prove che si mettono sul tavolo».

Per Donzelli, il nodo centrale non è “chi parla”, ma “cosa mostra”, «Chi porta le prove ha la responsabilità di farle capire. Se non riesco a farvelo capire, avete diritto di prendervela con me».

Da qui la richiesta ai media di un confronto pubblico e autentico, un confronto equo ed equilibrato, «In un confronto all’americana, stesso spazio per tutti, promuovetelo». Annuncia, infine, un futuro dibattito istituzionale sulle vaccinazioni pediatriche «abbiamo chiesto per le vaccinazioni pediatriche di avere una sala ufficiale del parlamento del o senato per poter affrontare questo dibattito iniziale. Ci hanno detto di sì, e vi informeremo quando ci sarà questo evento in cui noi porteremo le prove».

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Il Dott. Donzelli conclude con fermezza,

«Se uno mi dà del no vax lo denuncio subito per diffamazione, così chi ha diffamato deve mettere mano al portafogli».

L’intervista restituisce l’immagine di una posizione equilibrata, che prende le distanze tanto dalle derive negazioniste quanto da un atteggiamento dogmatico e impermeabile al dubbio. Donzelli non si colloca contro i vaccini in quanto strumenti di prevenzione, né ne mette in discussione il valore storico e scientifico in senso generale; piuttosto, esprime una critica nei confronti di un loro utilizzo ideologico, semplificato o accettato in modo acritico, soprattutto quando viene sottratto al vaglio del metodo scientifico e al dibattito pubblico informato.

VIDEO – L’intervista Integrale al dottor Donzelli

La sua posizione richiama con forza il principio del rigore metodologico, ogni intervento sanitario, e in particolare quelli che incidono su larga scala, dovrebbe essere valutato sulla base di dati trasparenti, verificabili e aggiornati, tenendo conto dei benefici ma anche dei rischi, delle differenze tra contesti e delle specificità dei singoli casi. In questa prospettiva, la scienza non è un corpus di verità intoccabili, bensì un processo in continuo divenire, fondato sul confronto critico, sulla revisione delle evidenze e sulla disponibilità a correggere le proprie conclusioni alla luce di nuovi dati.

Il messaggio finale che emerge dall’intervista è dunque un invito alla maturità del dibattito pubblico, la fiducia nella sanità pubblica non può essere imposta dall’alto né costruita attraverso slogan, appelli all’autorità o semplificazioni mediatiche, ma attraverso comunicazione chiara, accesso ai dati, pluralismo delle posizioni e decisioni fondate sull’evidenza, valutate caso per caso.

Piero Angelo De Ruvo

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Sottufficiale dell’Esercito Italiano in Congedo.
Membro del direttivo dell’associazione Constitutio Italia

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