CONTRO I VACCINI DEL DECRETO LORENZIN: MEDICO RADIATO RICORRE IN CASSAZIONE. Punito per aver Informato i Pazienti dei Rischi in contrasto con gli Affari delle Big Pharma
di Piero Angelo De Ruvo
Radiazione dall’albo e libertà di parola
La radiazione del dottor Dario Miedico dall’Albo Professionale dell’Ordine dei Medici di Milano non è soltanto una sanzione disciplinare, è diventata, negli anni, un caso emblematico che solleva interrogativi profondi sul rapporto tra libertà di espressione, autorità scientifica e potere disciplinare all’interno delle professioni sanitarie.

Nel ricorso in Cassazione effettuato dal medico legale, si legge:
«Una radiazione dall’albo, con conseguente definitivo impedimento all’esercizio della professione di medico, si spiegherebbe solo di fronte a una condotta, voluta o anche solo dovuta a inescusabile negligenza, gravemente lesiva del diritto alla salute dei pazienti trattati cioè dello scopo principe dell’attività professionale ovvero a una esplicita affermazione di principi assolutamente contrastanti con i doveri del medico (per fare un esempio, l’affermazione della legittimità o doverosità di condotte gravemente discriminatorie).»
Il Dott. Diego Miedico, è un Medico chirurgo con oltre cinquant’anni di carriera, specialista in epidemiologia e medicina preventiva e medicina del lavoro, il dott. Miedico è stato radiato per aver espresso pubblicamente posizioni critiche sulle modalità di attuazione delle vaccinazioni obbligatorie, in particolare in età pediatrica,
Medici sotto pressione: il dibattito sui vaccini soffocato dalla paura di sanzioni
Il clima di paura che ha spinto i medici a smettere di esprimersi liberamente, ha impoverito il dibattito scientifico sostituendo il confronto aperto con la paura di sanzioni disciplinari:
«la mia radiazione, è avvenuta in concomitanza con la legge Lorenzin,- afferma il medico legale-, che ha portato i vaccini obbligatori da 4 a 10 allora si trattava di bloccare qualunque altra opposizione medica colpendo qualcuno, ed hanno colpito me, il dott. Gava e la dott.ssa Lesmo, hanno colpito noi per mettere paura a tutti, e questo è stato realizzato e per cui di fatto non ce stata quasi opposizione a ben 10 vaccini obbligatori, su questo bisogna riflettere».
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«che i vaccini possano produrre un danno, -continua il dott. Miedico-, è non solo una cosa nota a livello scientifico ma è previsto dalle leggi esistenti. Per cui io da 30, 40 anni seguo situazioni di questo genere, ho vinto molte cause, per cui ho fatto in modo che bambini e le loro famiglie ottenessero quanto di loro diritto perché danneggiati dalle vaccinazioni obbligatorie, per cui io denuncio da sempre il pericolo di queste vaccinazioni».
L’Ordine dei Medici lo accusa di aver diffuso informazioni vaccinali ritenute fuorvianti e non scientificamente validate, enfatizzando i rischi e minando la fiducia pubblica, in violazione dei doveri deontologici. Il Dott.Miedico si difende sostenendo di non essere contrario ai vaccini, ma di aver esercitato una legittima critica sulle modalità di somministrazione, sulla mancanza di informazione completa sui rischi, e sull’assenza di adeguati monitoraggi individualizzati, soprattutto nei minori, rivendicando la tutela della libertà di espressione scientifica e giudicando la sanzione sproporzionata. Sostiene, inoltre, che le sue posizioni sono state confermate da numerose sentenze favorevoli avallate da consulenti nominati dai giudici.
«ho segnalato il pericolo perché la scienza conosce benissimo il pericolo ma i cittadini prima di essere vaccinati o di far vaccinare i loro bambini non vengono informati assolutamente dei pericoli cui sono esposti, per cui anche una componente fondamentale di qualunque atto sanitario che è il consenso informato. Questo è l’Abc della medicina, oltre a essere medico legale, prima di fare qualunque cura bisogna informare ed avere l’assenso della persona nei confronti della quale si interviene.»
Manifestazione del pensiero in ambito scientifico
Sempre nel ricorso in cassazione, si è, inoltre, ribadito che: “[i]l riferimento all’art. 21 Cost. implica che l’esercizio di tale libertà [quella di manifestazione del pensiero in ambito artistico e scientifico], quando avviene con modalità rispettose dei limiti previsti dall’ordinamento, ancorché sia nel concreto contenuto difforme dal pensiero di altri, e a prescindere dalla maggiore o minore autorevolezza intellettuale di costoro, è insuscettibile di sanzione, sia da parte degli organi statali sia dagli organismi preposti all’applicazione delle sanzioni disciplinari.” (enfasi aggiunte). Si aggiungeva altresì che “ove […] la manifestazione del pensiero artistico e scientifico potesse diventare fonte di responsabilità per l’individuo, per il solo fatto di essere contenutisticamente diversa da quella altrui, si attenterebbe al nucleo insopprimibile delle libertà costituzionali che la presidiano”.
La libertà di manifestazione del pensiero costituisce uno dei pilastri fondamentali dell’ordinamento democratico, essa garantisce a ciascun individuo il diritto di esprimere opinioni, idee e convincimenti, anche quando questi risultino non condivisi o in contrasto con quelli altrui. In tale cornice si inserisce la seguente dichiarazione del Dott. Miedico:
«L’esercizio di tale libertà, quando avviene con modalità rispettose dei limiti previsti dall’ordinamento, ancorché sia nel concreto contenuto difforme dal pensiero di altri, è suscettibile di sanzione, sia da parte degli organi statali sia dagli organismi preposti all’applicazione delle sanzioni disciplinari.»
Il cuore della vicenda non è solo scientifico, ma profondamente giuridico e politico, dove un Ordine professionale sanziona un medico per le sue opinioni espresse nel dibattito pubblico, pertanto
chi decide cosa è “scienza” e cosa è “disinformazione”
A questa domanda il dott Miedico non ha dubbi,
«l’informazione in Italia è gestita da tutti i mass media e la scienza è invece in mano soprattutto alle industrie private e farmaceutiche Per l’industria farmaceutica è un grosso vantaggio il fatto che una vaccinazione sia obbligatoria, perché a quel punto produzione e informazione sono di fatto nelle mani di chi produce i vaccini.»
Un precedente che fa discutere
Ed è qui che il caso Miedico smette di essere una questione personale e diventa un problema collettivo come il garantire il pluralismo scientifico senza compromettere la fiducia nella sanità pubblica.
La radiazione di Miedico rappresenta un precedente pesante, se confermata definitivamente, potrebbe segnare una linea chiara, il disaccordo scientifico, quando esce dai confini accademici e approda nel dibattito pubblico, diventa sanzionabile.
«io di fatto sono stato radiato semplicemente perché come medico tutelo gli assistiti, cioè i bambini che devono essere vaccinati la popolazione generale e questo è un mio dovere fondamentale previsto dal giuramento di Ippocrate e da tutta una serie di altre norme. Informo su fatti e non su mie invenzioni. Io invece avrei offeso i vaccini, come se si potessero offendere i vaccini, ma semplicemente dicendo che i vaccini sono pericolosi e possono anche uccidere delle persone, ecco lo sto ripetendo, ma perché e vero e qualunque medico serio sa queste cose». Il medico legale conclude,
«L’ordine non ha pensiero, ma imposizioni che gli ordini hanno subito da parte del governo, l’ordine è il braccio armato del sistema e si è comportato proprio come un braccio armato»
Il Dott. Miedico conclude esprimendo amarezza per la lunga durata della sua vicenda giudiziaria nonostante l’età avanzata, «sto aspettando da 8 anni, e sono ancora radiato a 85 anni, probabilmente ci si aspetta che io ci lasci la pelle, ma io ho un motivo in più per non lasciarla».
Esorta il cittadino a informarsi, «Quello che ci tengo a dire è l’importanza di pretendere sempre da parte dei cittadini di esprimere il proprio consenso informato. Il cittadino prima di subire qualunque atto sanitario imposto, ogni cittadino deve essere informato adeguatamente e finché non è informato adeguatamente ha il diritto di rifiutare qualunque imposizione, questo è un concetto fondamentale, ogni cittadino deve documentarsi per conto suo perché la sua salute e sua e non deve interferirvi nessun altro, la collettività deve essere tutelata ma deve essere tutelata a partire dal singolo cittadino e soprattutto dai minori che io tutelo come ho tutelato tutti i miei nipoti e nessuno dei sette e stato vaccinato e tutti e sette per mia gioia stanno benissimo»
La vicenda del Dott. Miedico non chiede necessariamente di essere letto in termini di adesione o rifiuto delle sue posizioni, ma come occasione di riflessione critica sul modo in cui le istituzioni sanitarie gestiscono la critica, tra libertà di espressione scientifica e potere disciplinare degli Ordini professionali. La sua radiazione solleva il rischio che la controversia medica venga punita invece di essere discussa, compromettendo il pluralismo scientifico. Al centro vi è il diritto al consenso informato, principio fondamentale dell’etica medica, che non può essere annullato neppure in presenza di obblighi sanitari. La tutela della salute pubblica deve convivere con la tutela del singolo cittadino, senza generare paura o autocensura tra i professionisti. Ignorare queste riflessioni significherebbe rinunciare a una parte essenziale della cultura democratica e scientifica su cui dovrebbe fondarsi la medicina contemporanea.
Piero Angelo De Ruvo
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Sottufficiale dell’Esercito Italiano in Congedo.
Membro del direttivo dell’associazione Constitutio Italia
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