VACCINI COVID mRNA: RISCHI TURBO-CANCRO sempre più ALTI Pericolosi Residui Ibridi di RNA:DNA trovati nelle Fiale di Pfizer e Moderna da nuovo Studio

VACCINI COVID mRNA: RISCHI TURBO-CANCRO sempre più ALTI Pericolosi Residui Ibridi di RNA:DNA trovati nelle Fiale di Pfizer e Moderna da nuovo Studio

Nell’immagine di copertina: la bioimmunologa canadese Jessica Rose


di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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L’esperto americano di genomica Kevin McKernan e la bioimmunologa canadese Jessica Rose sono stati tra i primi a denunciare la presenza di miliardi di plasmidi e di frammenti di DNA nei vaccini mRNA antiCovid segnalando la pericolosità di take contaminazione anomala.

Ciò ha poi indotto il chirurgo generale della Florida, Joseph A., Ladapo, a chiede la sospensione dei prodotti di Pfizer e Moderna proprio perchè tali “scorie” del processo di produzione di queste “terapie geniche” hanno un elevato rischio di tossicità che può anche scatenare tremende forme di turbo-cancro, una reazione avversa ai vaccini mRNA ormai entrata nella letteratura medica-scientifica.

I ricercatori McKernan e Rose hanno scoperto qualcosa di ancora più allarmante in un nuovo studio pubblicato su Zenobo

Proprio i due ricercatori hanno scoperto in un nuovo studio qualcosa di ancor più allarmante.

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La quantità di residui di DNA sarebbe ancor più grave ed elevata di quella già segnalata oltre la soglia d’allerta, secondo le stesse normative di regolazione della biotecnologia di produzione di sieri genetici a RNA messaggero imposte dalla FDA (Food and Drug Administration).

Non solo. Sarebbe anche correlata a una continua riproduzione della proteina tossica Spike che, secondo le previsioni delle Big Pharma avallate dalle autorità sanitarie governative dei paesi occidentali, dagli USA al Regbno Unito, dall’Australia all’Unione Europea, avrebbero dovuto rimanere in circolazione nel sangue solo per le 36-48 ore necessarie ad innescare la reazione anticorpale per la presunta immunizzazione (la rivista Science ha infatti pubblicato un articolo in cui si spiega perché gli attuali vaccini sono del tutto inefficaci).

Ma dozzine di studi, tra cui quello pionieristico del bioimmunologo italiano Mauro Mantovani, hanno invece confermato la persistenza di tale nociva proteina nel corpo umano dei vacicnati fino ad oltre 2 anni, evidenziando inoltre un disastroso impatto sul sistema immunitario con moltissime e gravissime patologie autoimmuni nel cervello, nel cuore e in altri organi umani vitali…

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Perché ci sono questi ulteriori residui di Dna? E perché non sono stati rinvenuti prima? Lo spiegano bene McKernan e Rose nell’Abstract del loro studio condotto insieme all’analista di dati Charlie Rixey.

«Il processo di produzione del vaccino a mRNA si basa su un’adeguata digestione del DNA a seguito di una reazione di trascrizione in vitro per rimuovere il DNA contaminante residuo dallo scheletro plasmidico. Per valutare la qualità e la quantità di potenziali impurità del DNA nei vaccini a mRNA, abbiamo analizzato lotti di vaccini non aperti e conformi alla catena del freddo per la contaminazione residua del DNA utilizzando PCR quantitativa (qPCR), fluorimetria RNasi A/Qubit e sequenziamento Oxford Nanopore da due flaconi Pfizer e tre Moderna».

La digestione del Dna è indotta da un’enzima denominato desossiribonucleasi o DNasi. Ebbene i ricercatori i ricercatori hanno riferito che in tutti i casi esaminati, l’enzima non ha distrutto completamente le sequenze.

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Ma questo ulteriore residuo, che quindi incrementa il numero di frammenti di DNA già rinvenuti, può essere individuato solo con un processo molto sofisticato che non viene utilizzato normalmente.

Alcune sequenze di DNA si ibridano con i corrispondenti trascritti di RNA, che trasportano le informazioni genetiche del DNA utilizzato per la sintesi proteica. Secondo gli autori, questi ibridi RNA:DNA sono significativamente più resistenti alla “digestione con DNasi I” rispetto al tipico DNA a doppio filamento.

La regione del gene Spike è particolarmente incline a formare tali ibridi

Poiché la regione del gene spike viene trascritta in mRNA in grandi quantità, è particolarmente incline a formare tali ibridi.

«Abbiamo confrontato gli ampliconi della regione spike e gli ampliconi del vettore plasmide per distinguere tra contaminanti del DNA come DNA a doppio filamento (dsDNA) e ibridi RNA:DNA. I test qPCR hanno rivelato una discrepanza di oltre 100 volte nella quantificazione tra dsDNA e ibridi RNA:DNA, coerente con un’efficienza di digestione non uniforme della DNasi I durante la produzione del vaccino a mRNA» Spiegano più tecnicamente McKernan, Rose e Rixey nell’Abstract.

L’Abstract – o Sommario – dello studio, pubblicato su Zenodo – link tra le fonti in fondo all’articolo

Rammnentiamo che il problema di sicurezza dei vaccini contro il COVID-19 non è legato al peso, ma al numero di frammenti di DNA: i frammenti più piccoli presentano un rischio maggiore che il DNA venga integrato nelle cellule esistenti.

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Nello studio, però, Kevin McKernan e Jessica Rose hanno trovato il metodo per identificare il problema e ridurlo

.«In effetti, il trattamento dei vaccini con DNasi I-XT ha determinato una degradazione del DNA spike da 100 a 1000 volte superiore, in particolare nelle regioni plasmidiche che formano ibridi RNA:DNA. Nel complesso, questi risultati indicano che il test del DNA residuo basato su una singola qPCR per il dsDNA non riesce a quantificare accuratamente le impurità e che il trattamento delle preparazioni vaccinali con DNasi I-XT durante il processo di produzione può migliorarne la qualità riducendo la contaminazione dovuta agli ibridi RNA:DNA» concludono.

McKernan, direttore scientifico e fondatore di Medicinal Genomics, ha sollevato per la prima volta preoccupazioni sulla contaminazione del DNA nei vaccini contro il COVID-19 nel 2023.

È stato allora che il suo laboratorio ha sequenziato i vaccini contro il COVID-19 di Moderna e Pfizer e ha scoperto la presenza di DNA residuo che ha accusato Pfizer di aver eliminato dai dati forniti dall’azienda alle autorità di regolamentazione.

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Se desideri approfondire l’argomento leggi l’articolo di Gospa News International che ha parzialmente ripubblicato quello di The Defender – Children’s Health Defense (parziale finanziatore della ricerca) he ha parzialmente contribuito. In esso ci sono anche le interviste ai tre scienziati.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio – direttore Gospa News

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FONTI PRINCIPALI

GOSPA NEWS – DOSSIER VACCINI E TURBO-CANCRO

RNA:DNA hybrids survive digestion in mRNA vaccine manufacturing


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Fabio G. C. Carisio

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