ECCO PERCHE’ LE SPESE DI MACELLERIA DEI GARANTI DELLA PRIVACY POTREMMO PAGARLE NOI! Dopo la Riforma Meloni della Corte dei Conti che limita il Danno Erariale
Nell’immagine di copertina: Pasquale Stanzione – Presidente del Garante per la protezione dei dati personali, il ministro Nordio e la premier Meloni
di Redazione di Gospa News
Il cerchio si chiude perfettamente nella strategia politica del Governo Meloni di non far pagare ai maldestri amministratori pubblici o ai malfattori della politica i soldi indebitamente spesi in nome dei contribuenti dello Stato Italiano.
Il primo caso potrebbe essere quello dei “conti di macelleria” dei Garanti della Privacy. Non sarà facile per la magistratura penale dimostrare che in tutte quelle “spese pazze” è ravvisabile il reato di peculato… Ovvero dell’appropriazione indebita commessa da pubblico ufficiale.
Nella recente memoria basti pensare al caso delle mascherine cinesi per cui fu messo sotto inchiesta l’ex commissario per l’emegernza Covid Domenico Arcuri, inizialmente indagato anche per peculato ma poi oggetto di una richiesta di rivio a giudizio solo per abuso d’ufficio, reato poi cancellato dalla Legge Nordio (Legge n. 114/2024) che ha abrogato il reato di abuso d’ufficio (Art. 323 c.p.).
Finita la buriana dell’emergenza Covid i Meloniani educati dalle TV locali accuratamente foraggiate dai contributi governativi hanno dimenticato rapidamente tale vergogna…
Orbene, qualora i Garanti si dovessero trovare prosciolti da ogni accusa di peculato, com’è probabile visto che il confine tra le spese per “magnare” durante il loro ufficio e quello di aver derubato lo Stato Italiano con spese ingiustificate è molto labile, potrebbero essere poi perseguiti per quel danno erariale dalla Corte dei Conti.
Ma se la Procura della Corte dei Conti non riuscisse a provare il dolo o la colpa grave, l’importo da pagare da parte del condannato non potrà superare il 30% del danno accertato, come ha ben spiegato, riferendosi a casistica generale e non ccrelata al caso, la vice procuratrice della Corte dei Conti Paola Briguori in un video diffuso sui social.
Pertanmto circa 5mila euro di macelleria li dovrebbero pagare i cittadini italiani…
Ecco la splendida evoluzione dell’ex magistrato Nordio al servizio del Governo Meloni che si distingue per i conflitti d’interessi dei suoi ministri:
- Guido Crosetto, Ministro della Difesa, ex presidented ella Confindustria delle Armi
- Orazio Schillaci, Ministro della Salute invesitore e partner delle Big Pharma dei Vaccini
- Giancarlo Giorgetti, titolare del Dicastero dell’Economia che controlla il 30 % dell’industria bellica Leonardo spa dove lavora suo fratello
- Fabio Pinelli, vicepresidnete del Consiglio Superiore della Magistratura. memnbro del Comitato scientifico della Fondazione Leonardo finanziata da Leonardo spa.
Garante della Privacy, vertici indagati per peculato e corruzione. Ecco tutte le spese nel mirino della Procura
di Thomas Mackinson e Vincenzo Bisbiglia – pubblicato in origine sul Fatto Quotidiano
Tutti i link ai precedneti articoli di Gospa News sono stati aggiunti a posteriori per l’attinenza coi temi politici trattati
Blitz della Guardia di Finanza presso la sede del Garante della Privacy in piazza Venezia. Su mandato della Procura di Roma coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco le Fiamme Gialle hanno eseguito sequestri di tabulati, telefoni cellulari, computer e documentazione sui rimborsi e sulle spese.
Tutti i membri del collegio sono ufficialmente indagati: il presidente Pasquale Stanzione, Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza. L’accusa per loro è tripla: peculato, uso privato di beni pubblici, e corruzione. Sono state disposte perquisizioni sia negli alberghi romani dove soggiornano per motivi di servizio che presso le loro abitazioni private.
Hotel, parrucchiere, macelleria
Dal 2021 al 2024, le spese per organi e incarichi istituzionali crescono da 851mila a 1 milione e 247mila euro. E come sono cresciute? Nel dettaglio: hotel a cinque stelle, cene pagate con carta di credito dell’ente, compresi il parrucchiere (poi rimborsato a Cerrina Feroni), e “pasti pronti” da una macelleria per oltre 6mila euro in tre anni intestati a Stanzione, palestra, fitness e cure della persona.
I costi di rappresentanza e gestione salgono così da 20mila euro nel 2021 a 400mila nel 2024, in parallelo all’innalzamento del tetto mensile (da 3.500 a 5.000 euro) deciso dal Collegio nel 2020. L’accusa della Procura: “Avendo per ragioni del loro ufficio la disponibilità di denaro pubblico se ne appropriavano attraverso richiesta di rimborsi per spese compiute per finalità estranee all’esercizio del mandato”.
L’auto blu per FdI e i viaggi in business class
Agostino Ghiglia usa la Citroën C5X il 22 ottobre 2025 per recarsi alla sede di Fratelli d’Italia in via della Scrofa. Vigilia del voto sulla sanzione contro Report, nella sede avrebbe incontrato Arianna Meloni. Stanzione si fa accompagnare presso la casa di cura Santo Volto (27 novembre 2025). Per il G7 Tokyo (2023), costo ufficialmente comunicato 34mila euro, in realtà ne spendono oltre 80mila (40mila solo voli). “Alcuni componenti hanno viaggiato in business class pur in assenza dei presupposti previsti dalla regolamentazione (durata superiore alle 5 ore senza interruzioni)”. Analogo per Georgia e Canada.
Il presidente Stanzione accampa rimborsi per “pasti pronti” alla macelleria Angelo Feroci: 1.551 euro (2023), 3.318 euro (2024), 1.750 euro (2025). Il segretario generale Angelo Fanizza testimonia che sono stati trovati “2-3 documenti con spese di circa 70 euro cadauno”, non fatture vere.
Gli alberghi e il B&B delle figlie del Presidente
Rilevanti e anomale anche le spese per soggiornare a Roma. Cerrina Feroni risulta soggiornare spesso al Sina Bernini Bristol e all’hotel Mancino. Nel fascicolo: “Una cena per sei-sette persone” e “una spesa dal parrucchiere pagata con la carta dell’ente, salvo poi successivo rimborso”. Ghiglia alloggia presso due hotel, sempre di alta gamma, dall’Hotel Parco dei Principi al Rose Garden Palace. Nelle sue fatture compaiono voci per “bevande e fiori”. Scorza, unico residente a Roma, chiede rimborsi per alloggi e trasporti come pendolare.
Un caso a parte, l’affitto di piazza della Pigna scoperto dal Fatto. Per il Presidente Stanzione il garante nel 2020 ha affittato un appartamento da 142 metri quadri al n. 56. Ma il Fatto scopre che lui stesso al 53, il portone accanto, aveva comprato un appartamento per le figlie che è adibito a B&B senza titolo né licenze.
“Sulla stessa via insiste un altro immobile, sito al numero civico vicino, nel quale risulta insistere una struttura ricettiva nella forma di B&B, riconducibile a società facente capo alle figlie del Presidente Stanzione, i cui rapporti con i rimborsi da parte dell’Autorità sono in corso di accertamento”. Gli investigatori sottolineano questa contiguità come “meritevole di ulteriore approfondimento investigativo”. L’affitto al 56 sale da 2.900 a 3.700 euro mensili “dopo rinegoziazione privata”, non comunicata formalmente all’ente.
I viaggi in business e l’accusa di corruzione
Un grosso tema riguarda indebiti viaggi in volo in categoria business e in treno in classe executive per i quali i membri del collegio non avrebbero diritto. A questo si lega il capo di imputazione riferito alla corruzione perché indirettamente collegato all’ipotesi di emissione di provvedimenti in ritardo o con sanzioni più leggere di quanto inizialmente previsto dagli uffici.
In particolare nei confronti di Ita Ita Airways, che come responsabile della protezione dei dati aveva un legale dell0 studio E-Lex fondato da Guido Scorza, membro del Garante e nel quale ancora lavora moglie. La contropartita ipotizzata: a Marzo 2023 (stesso mese in cui ITA aderisce a “Finalmente un po’ di privacy”) i quattro ricevono da Ita tessere “Volare Executive” da 6mila euro l’una senza requisiti di chilometraggio.
Ombre anche sul procedimento sugli smart glasses Ray-Ban di Meta, la sanzione ipotizzata inizialmente pari a 44 milioni di euro viene progressivamente ridotta: prima a 12,5 milioni, poi a 1 milione, fino a essere annullata per intervenuta scadenza dei termini. Guido Scorza ne parla in termini positivi sui social, mentre Agostino Ghiglia avrebbe manifestato l’intenzione di “smontare” la relazione tecnica.
La Procura annota che i vertici dell’Autorità sapevano che il protrarsi dei tempi avrebbe fatto decadere il termine legale. In procedimenti paralleli, l’ASL Abruzzo 1, assistita sempre dallo studio E-Lex, si è vista comminare un semplice ammonimento, mentre l’ASL Napoli 3, in un caso analogo, è stata sanzionata per 30 mila euro.
di Thomas Mackinson e Vincenzo Bisbiglia – pubblicato in origine sul Fatto Quotidiano
Garante privacy, cosa succede ora sul fronte giudiziario? C’è un fatto importante su cui riflettere
di Fulvio Sarzana – pubblicato in origine su Il Fatto Quotidiano
Tutti i link ai precedneti articoli di Gospa News sono stati aggiunti a posteriori per l’attinenza coi temi politici trattati
La notizia è oramai nota. Il Collegio del Garante Privacy è stato investito da una burrasca mediatica che si è trasformata il 15 gennaio anche in una tempesta giudiziaria, attraverso l’avvio di un procedimento penale con capi di imputazione provvisori, a carico dei componenti del Collegio, di peculato ( per le spese “pazze”) e di corruzione (per presunti favoritismi nell’emissione o, all’opposto, di omissione di provvedimenti).
Nel frattempo il membro del Collegio, Guido Scorza, ha rassegnato le proprie dimissioni. Ma ora cosa potrà accadere dal punto di vista giudiziario?
Il procedimento ha debuttato con l’adozione di misure cautelari reali di sequestro, conseguenti a perquisizione. La prima – e più ovvia – cosa e che gli indagati avranno presentato una richiesta di riesame della misura cautelare reale (cioè dei dispositivi, pc, telefoni, documenti) reperiti nel corso della perquisizione presso gli Uffici del garante e le abitazioni private, lamentando l’inesistenza dei presupposti per procedere alla misura.
E’ una mossa che si adotta sempre in questo caso, anche se non vi sono i presupposti per farlo, perché in questo modo il Pubblico Ministero ha l’obbligo di trasmettere gli atti su cui si fondano le indagini, al Tribunale della libertà (del Riesame), in tempi brevissimi, consentendo agli indagati di poter accedere agli atti che altrimenti sarebbero disponibili dopo molti mesi solo a fine indagine. In proposito si adotta la formula della “richiesta di riesame con riserva di motivi”.
Una volta avuto accesso agli atti, si formulerà l’impugnazione vera e propria ed il Tribunale, ed eventualmente la Corte di Cassazione, potranno confermare o revocare il sequestro. Si parla di un periodo temporale di due settimane (tenendo presenti gli impegni del Tribunale di Roma) massimo.
Nel caso specifico del Garante c’è un fatto importante su cui però riflettere.
Poiché i componenti del Garante, con l’eccezione di Scorza, hanno deciso in blocco di rimanere al loro posto, si verificherà la situazione in cui il Collegio, ovvero l’organo sovraordinato, che intende proseguire le proprie funzioni, verrà a conoscere, e a poter concretamente operare, nel bene e nel male, nei confronti dei dipendenti che sono stati ascoltati dalla Procura di Roma, con i rischi per i lavoratori che non è difficile immaginare.
Sono questi i motivi tra gli altri che, in presenza di ipotesi di reati contro le pubbliche amministrazioni, consigliano di solito i vertici nel fare un passo indietro, anche al fine di evitare che maturino, magari inconsapevolmente, i presupposti per l’applicazione di misure più gravi quali le misure coercitive personali della custodia cautelare o, per i reati specifici contestati, la sospensione dall’esercizio delle funzioni del pubblico ufficiale, disposta dal pubblico Ministero in base all’art 289 del codice di procedura penale.
In casi come questi la formula di compromesso per non fare un definitivo passo indietro è l’auto-sospensione, seguita dall’assoluta mancanza di contatti con gli altri co-indagati, e, elemento imprescindibile il silenzio degli indagati, inteso come contegno necessario per poter raggiungere poi l’obiettivo di superare questa delicatissima fase processuale.
di Fulvio Sarzana – pubblicato in origine su Il Fatto Quotidiano
