ALTRO FLOP nelle INCHIESTE PENALI DEL DECRETO SPERANZA contro MEDICI NO-VAX. Falsi Certificati per Esenzioni dai Vaccini Covid: Assolti tutti i 19 Imputati a Varese
di Carlo Domenico Cristofori
Falsi certificati per “vaccino” Covid, assolti tutti i 19 imputati
Si è chiuso con un’assoluzione piena il procedimento dabanti al Tribunale di Varese nato dall’inchiesta sui presunti certificati falsi di esenzione dall’obbligo vaccinale anti Covid-19 emessi da medici di base per evitare ai loro assistiti, in condizioni di pericolo di salute per le potenziali gravi reazioni avverse dei sieri genici mRNA ormai conclamate da centinaia di studi mondiali, la vaccinazione forzosa necessaria per poter lavorare a varie categorie sociali durante l’emergenza pandemica.
L’architettura dell’inversione dell’onere della prova, inserita nel Decreto Leegge e nelle circolari del Ministero della Sanità per poter imporre l’obbligo vaccinale, non ha retto di fronte a un giudizio di merito, come peraltro Gospa News aveva anticipato analizzando secondo l’attuale giurisprudenza italiana un caso analogo verificatosi a Perugia.
Davanti al giudice per l’udienza preliminare, i 19 imputati finiti a processo sono stati infatti tutti assolti con la formula “perché il fatto non sussiste” dai reati contestati di falso in atto pubblico e concorso in falso in atto pubblico.
Attestati a Pagamento per i No-VAX mai Provati dall’Inchiesta
«L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza, aveva ipotizzato l’esistenza di un giro di attestazioni fasulle: secondo la ricostruzione investigativa, alcuni cittadini avrebbero pagato tra i 30 e i 50 euro per ottenere certificati di esenzione, pur non avendo patologie incompatibili con la somministrazione del vaccino»
Scrive Varese News facendo implictamente riferimento alle “perizie di parte” della pubblica accusa che sono il vero nodo di questa tipologia di inchieste penali essendo la salute del paziente una questione di stretta competenza del suo medico di fiducia che, operando secondo scienza e coscienza, è l’unico ad avere la facoltà di valutare rischi e benefici di ogni cura farmacologica, ancor più nel caso di una terapia genica come risultano essere i sieri genici mRNA contro il Covid.
Nel fascicolo erano stati coinvolti anche professionisti e presunti intermediari, oltre a numerosi soggetti indicati come “no vax” che avrebbero cercato il documento per continuare a lavorare senza vaccinazione.
Con la decisione del Gup, però, l’impianto accusatorio è caduto: per il giudice non sussiste il fatto contestato, con conseguente assoluzione per tutti gli imputati: non si è formata la prova legata al fatto che i medici avessero effettivamente visitato i pazienti, fattore determinante, base giuridica per sostenere la falsità dell’atto pubblico contestato.
Non solo. Il fatto che nel processo ai medici sia stato contestasto solo il falso, e non un’eventuale corruzione o concussione, dimostra che già la Pubblica Accusa aveva accertato l’insusistenza dei sospetti su un presunto giro di denaro a fronte delle esenzioni.
L’Assoluzione della Medica di Terni e dei suoi pazienti
Un caso analogo, ma nel quale non c’era nemmeno il più vago sospetto di una circolazione di soldi, è avvenuto in Umbria, in relazione a una medica di base che, secondo scienza e coscienza, ha fatto una battaglia medicatica e sociale per spiegare ai suoi assistiti la pericoloisità dei vaccini Covid mRNA basati suna biotecnologia farmaceutica sperimentale.
Questa sentenza si aggiunge infatti a quella pronunciata nel mese di dicembre dal giudice del Tribunale di Terni nei cofnronti della stimatissima dottoressa Patrizia Tiberi, assolta con il secondo comma (insufficienza di prove) da un’analoga accusa di falso in atto pubblico in concorso con una decina di suoi pazienti.
«Speriamo che siamo l’incipit di un riconoscimento di quanto di anomale è accaduto a partire dal 2020 in questa Repubblica delle Banane che è diventata l’Italia a prtire dalla seconda Repubblica» ha dichiarato in un’intervista Roberto Mastalia, legale di un imputato assolto.
«La norma di riferimento era la cirolare del Ministero della Salute n. 35-309 del 4 agosto 2021. Una circolare scritta coi piedi, piena di imprecisioni e contraddiioni suotto il profilo medico scientifico. Il capo di imputazione parlava di faste attestazioni in ordine a patologie che potessero legittimare il certificato di esenzione dai sedicenti vaccini antiCovid…» spiega l’avvocato perugino.
Carlo Domenico Cristofori
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