VERSO LA CRISI GLOBALE O LA GUERRA MONDIALE. Spartizione Sionista di Gas e Petrolio tra USA, Israele e Russia: Incognita Cina, Rischio Collasso UE

VERSO LA CRISI GLOBALE O LA GUERRA MONDIALE. Spartizione Sionista di Gas e Petrolio tra USA, Israele e Russia: Incognita Cina, Rischio Collasso UE

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

Ho atteso giorni prima di pubblicare questa riflessione nella speranza che il Cremlino desse un segnale di vita nei confronti del suo alleato Iran ma ciò non è avvenuto e il quadro è ormai chiaro.

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La Spartizione Sionista dell’Oro Nero tra Trump, Netanyahu e Putin

Dopo aver tradito il presidente siriano Bashar Al Assad, facendolo fuggire a Mosca, e il presidente venezuelano Nicola Maduro, rapito illegalmente da un bliz delle forze speciali USA, il presidnete russo Vladimir Putin ha deciso di tenere le distanze con un tacito patto di non belligeranza nei confronti dello sterminio avviato nel Golfo Persico dal premier israeliano Benjamin Netanyahu e dal presidente americano Donald Trump.

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L’appello di Steve Witkoff, inviato speciale USA in Medio Oriente, affinché l’intelligence russa non fornisca informazioni al governo iraniano trascinato in una guerra proprio mentre si stavano facendo passi in avanti su un accordo tra Teheran e Washington sul nucleare, è assai eloquente…

E’ la prova provata di un occulto accordo sionista nel quale Putin ha voluto sacrificare una storica alleanza con gli Iraniani e le Guardie della Rivoluzione Islamica per tenere buoni i tanti Askenaziti di tradizioone ebraica che vivono in Russia e partecipare alla spartizione mondiale del petrolio e del gas.

Sotto il profilo geopolitico gli obiettivi sono chiari: agli USA di Trump andranno le risorse energetiche del ricchissimo sottosuolo del Venezuela e di altri paesi dell’America Latina oltre al controllo totale del Golfo del Messico e di Cuba; Israele e Netanyahu potranno contare sull’immenso giacimento di gas di Marine Gaza, sui pozzi petroliferi abbandonati dagli USA nella Siria in mano a terroristi jihadisti facili da sconfiggere perchè sostenuti dalla CIA, e sulla rotta petrolifera del Mar Rosso nella speranza di poter conquistare anche lo Stretto d Hormuz, e la Russia potrà vincere più agevolmente la guerra contro l’Ucraina per il controllo del Donbass, satolllo di oro nero e gas, e il Mar Nero.

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La Speculazione della Russia sul Petrolio

La telefonata tra Putin e Turmp di ieri, lunedì 9 marzo, conferma uno stretto contatto e ha indotto il presidnente USA a fare uno dei suoi boriosi annunci: “La Guerra finirà presto”.

Ma la risposta del Leone Asiatico, confortato dalla nomina del nuovo leader religioso Khamnei (figlio prediletto dell’Ayatollah ucciso), non si è fatta attendere: “Decideremo noi quando fermare gli attacchi”

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Una replica inevitabile dopo 1,300 morti in Iran (e 17mila feriti), tra cui centinaia di bambini come le scolarette della scuola Minab colpita da missili americani Tomahaw, sebbene ben distante da una base dei Pasdaran, presuppone una vendetta clamorosa con la distruzione di tutte le 27 basi militari USA nella penisola arabica.

Nell’ambito di una strategia militare non c’è nulla di più ottimale per lo Zar di Mosca, in quanto l’avvenuto blocco del Golfo Persico al transito delle petroliere, avviato dalla flotta iraniana dell’IRGC e già culminato nell’incendio su due navi cisterna di oro nero, rappresenta un attacco senza precedenti al mercato internazionale, in quanto su quella rotta transitava il 20 % del petrolio mondiale.

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Ma siccome insieme ai paesi arabi dell’OPEC la Russia è uno dei principali estrattori di greggio nel mondo, la rivalutazione dei prezzi già schizzati intorno ai 119 $ dollari al barile fa gongolare Mosca anche perché le peggiori ricadute ci saranno sul mercato del Regno Unito e dell’Unione Europea, due acerrimi nemici in Ucraina al di là di ogni ragionevole tantativo di un accordo di pace proposto da Trump e sempre valitato con serietà dal Cremlino rispetto alle folli pretese del regime neonazista di Kiev guidato dal presidnete Volodymyr Zelensky in qualità di agente dell’MI6 Britannico.

Non solo. Secondo alcuni fonti militari gli USA 2miliardi e mezzi di dollari in dotazioni militari: ciò significa che avranno grosse dificoltà a rifornire ancora l’Ucraina e potrebbero avere seri problemi in caso di uno scontro diretto con Russia o Cina.

Il Tradimento di Putin agli Alleati e l’Incognita Cina

Sotto il primo umano, sociale e financo spirituale – vantandosi con fierezza di essere cristiano ortodosso – Putin sta perdendo una delle peggiori battaglie della sua lunga storia politica.

In primo luogo perché il suo alleato Maduro sta marcendo in galera con la moglie negli USA sotto l’accusa di narcoterrorismo costruita ad arte dalla CIA che è indicata anche da inchieste americane come uno dei principali organizzatori del commercio della droga nel mondo.

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In secondo luogo ha dimostrato che una protezione dello Zar di Mosca agli alleati è fragile come un calice di cristallo.

In terzo luogo facendo un tacito patto con Trump sull’Ucraina ha di fatto tradito la Cina a cui era indirizzato l’80 % del petrolio prodotto dall’Iran, e buona parte di quello del Venezuela, portando così Pechino al paradosso di Tucidide cme ben scritto da un’analista mediorientale di geopolitica su RAI News.

«L’idea nasce dalle riflessioni dello storico greco Thucydides sulla guerra del Peloponneso: fu l’ascesa di Atene e la paura che questa crescita provocò a Sparta a rendere lo scontro inevitabile. Trasportata nel XXI secolo, questa intuizione viene spesso utilizzata per descrivere la tensione crescente tra la potenza dominante, gli Stati Uniti, e la potenza emergente, la Cina» ha scritto Zouhir Louassini su RAI News.

La Vendetta dell’Iran con gli Attacchi agli Impianti Petroliferi e il Blocco di Hormuz

Lo stesso Trump, almeno mediaticamente, ha biasimato gli attacchi di Israele agli impianti petroliferi iraniani perché potrebbero portare a una degenerazione del conflitto al di là delle sue peggiori previsioni.

Infatti l’Iran ha risposto lanciando missili contro Haifa e i centri di estrazione e stoccaggio israeliani, manahc econtro uno degli impianti di produzione nel Golfo Persio (la raffineria Warse in Bahrain) utilizzata dalla 5 Flotta della Marina Americana per i suoi approvigionamenti di carburante.

L’Europa, dinnanzi a tutto ciò, per ora sta a guardare facendo finta, tramite alcuni paesi guerrafondai come Francia, Inghilterra e Italia, di sostenere con il dovuto distacco i Paesi Arabi e quindi, indirettamente, la Guerra degli USA per non incrinare per sempre la già debole Alleanza Atlantica che, di fatto, negli ultimi anni è divenuta una dittatura militare americana e soprattutto trumpiana.

Ecco perché al momento, solo se la Cina mosterà i muscoli inviando non due sole navi nel Golfo Persico per un mero monitoraggio come ha già fatto, l’accecante delirio di conquista di Netanyahu e Trump potrà essere fermato o quantomeno sospeso per qualche periodo.

Nella giornata di ieri il petrolio ha toccato il record storico degli ultimi anni con 119,5 dollari al barile per pois scendere, dopo  l’inevitabile speculazione degli investitori, ed assestarsi ai 93 dollari di questa mattina dopo l’annuncio di Trump di una guerra che sta per finire.

Le Dichiarazioni Contraddittorie di Trump

L’analisi su Al Jazeera di Scott Lucas, professore di politica statunitense e internazionale all’University College di Dublino, in merito alla descrizione che Trump fa della guerra con l’Iran come di una “breve escursione”. “Il problema qui è usare le parole di Trump come indicatore di dove siamo”, ha detto Lucas ad Al Jazeera.

“Le dichiarazioni che vengono citate in prima pagina [sono] che la guerra è molto vicina alla fine; ha anche detto nella stessa conversazione: ‘beh, sapete che abbiamo vinto, ma dobbiamo vincere di più e questo andrà oltre'”.

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Secondo Lucas, la realtà è che Trump era “scosso” dall’impennata dei prezzi del petrolio e dalle perdite di mercato, nonché dalla pressione interna contro questo tipo di operazioni militari.

“Quindi ha detto, ‘ehi, non preoccupatevi, finirà presto, ma poi subito dopo ha detto: ‘dobbiamo assicurarci di annientare il regime’ – e queste due cose non sono compatibili”.

Lucas ha anche delineato cosa potrebbe essere necessario perché gli Stati Uniti si ritirino. “Bisogna solo avere qualcuno che li aiuti a fermarsi e a cercare di salvare la faccia.”

Nella notte l’IRGC ha lanciato altri attacchi agli impianti energetici della penisola arabica, mentre le milizie irachene alleate hanno colpito ben 37 obiettivi militari americani in Iraq.

Questo potrebbe alimentare una risalita del prezzo del greggio soprattutto se gli USA, come annunciato da loro presidnete, non riusciranno a prendere il controllo dello Stretto di Hormuz per riaprire al traffico navale la rotta del petrolio come promesso da Trump.

Ma anche qualora ciò accadesse, se le navi cisterna iraniane dirette verso la Cina dovessero essere bloccate da un embargo illegale come quello applicato da Trump in Venezuela e a Cuba, Pechino potrebbe essere costretta a intervenire militarmente.

L’Unione Europea verso il Collasso Energetico o la Guerra Mondiale

Per i paesi dell’Unione Europea, che stanno valutando all’interno del G7 se sbloccare le riserve enegetiche accantonate, si profila un altro periodo di enormi rincari perché ormai dipendenti dal Gas Naturale Liquido americano che potrebbe subire rulteriori crescite dei costi a causa delle speculazioni a cascata.

La Russia ha già promesso ai suoi alleati principali come l’Ungheria che non ci saranno interruzioni delle forniture di risorse energetiche.

Mentre è ben difficile che il resto dell’Europa, guidato dia tre guerrafondai al servizio di Rockefeller e Rothschild come il Regno Unito di Key Starmer, l’UE di Ursula Von der Leyen, la Francia di Emmanuel Macron e l’Italia della Lobby delle Armi (Meloni, Crosetto e Giorgetti) scendano a patti con Putin perché dovrebbero accettare una resa incondizionata sull’Ucraina.

E’ più probabile che facciano come Parigi che ha già annunciato l’invio di una portaere nel Golfo Persico per scortare le navi di rifornimento dirette in Francia.

Ciò implicherebbe però l’immediato ingresso del conflitto della Franmcia e della NATO con la degenerazione del conflitto regionale in una guerra europea se non mondiale

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Pertanto, in qualsiasi, caso saranno proprio l’Europa e l’Italia a pagare il costo più gravoso delle guerre di Trump: sia che la guerra in Iran prosegua causando il collasso enegretico, sia che la Cina entri direttamente nel conflitto per preservare i suoi interessi petroliferi.

Va infatti rammentato che ogni crisi energetica, oltre alle speculazioni dirette dei grandi fondi d’investimento, produce un effetto domino sui costi di distribuzione delle merci con tremendi aumenti dei prezzi dei beni di prima necessità.

La Guerra degli Anticristi Sionisti

Esiste la terza ipotesi: che la minaccia cinese induca il presidnete americano a riprendere l’uso della ragione e a trattare una tregua dettagliata con Teheran.

Ma la sceneggiata della preghiera dei pastori evangelici nella Casa Bianca per la vittoria induce a ritenere che la folle teocrazia sionista di Trump, obnubilato dalla sua alleanza con Netaniahu e il suo sogno della grande Israele, sia ormai ben peggiore di quella Islamica Sciita dell’Iran e legittimi la nostra visione sul ruolo di Anticristi che i due leader di potenze atomiche come USA e Israele stanno interpretando verso le profezie di Medjugorje come quelle del Libro dell’Apocalisse di San Giovanni Apostolo.

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C’è anche da considerare il fatto che se pure Trump volesse interrompere il suo attacco all’Iran, come qualcuno dei suoi consiglieri gli sta suggerendo, le Lobby Sioniste che lo hanno portato alla Casa Bianca grazie alla regia di Netanyahu potrebbero impedirglielo facendogli ricordare i molteplici episodi in cui è menzionato negli Epstein Files del noto pedofilo ammazzato in cella a New York.

E non c’è molto da scherzare con i Sionisti Satanisti… 

Fabio Giuseppe Carlo Carisio – Direttore Gospa News

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Fabio G. C. Carisio

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