ITALIA VERSO LA GUERRA PER COLPA DELLA CIA. Drone su Base Italiana per Addestrare i Curdi ora reclutati dalle Spie USA contro l’Iran

ITALIA VERSO LA GUERRA PER COLPA DELLA CIA. Drone su Base Italiana per Addestrare i Curdi ora reclutati dalle Spie USA contro l’Iran

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

AGGIORNAMENTO DEL 15 MARZO 2026

Attacco con drone alla base di Ali Al Salem in Kuwait: Distrutto Velivolo di Ricognizione

«Questa mattina la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita capacità e personale americano e italiano, è stata oggetto di un attacco con drone che ha colpito uno shelter, all’interno del quale era ricoverato un velivolo a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana, andato distrutto. Ho immediatamente sentito il Colonnello Mangini per sincerarmi delle condizioni del personale italiano presente nella base. Al momento dell’attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto» scrive su X il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano.

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«Dell’accaduto ho prontamente informato il Ministro della Difesa Crosetto, col quale sono in costante contatto per l’aggiornamento continuo della situazione di tutti i nostri contingenti all’estero. Il dispositivo italiano della Task Force Air era stato preventivamente alleggerito nei giorni scorsi, nell’ambito delle misure adottate in relazione all’evoluzione del quadro di sicurezza nell’area. Il personale rimasto nella base è impiegato per lo svolgimento delle attività essenziali della missione» ha aggiunto l’alto ufficiale.

Luciano Portolano

Il velivolo colpito costituiva un assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era rimasto schierato nella base al fine di garantire la continuità delle operazioni. La situazione è costantemente monitorata dal Capo di Stato maggiore della Difesa e dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVIT), che mantengono un contatto continuo con i contingenti sul terreno.

Il Ministro Tajani: “Non credo che siano i militari italiani l’obiettivo specifico”

 “Non credo che siano i militari italiani l’obiettivo specifico”. Lo ha detto il vicepremier Antonio Tajani in collegamento telefonico con Skytg24 parlando dell’attacco alla base in Kuwait.

“Si tratta di basi internazionali. Non c’è un atteggiamento ostile nei confronti degli italiani. Certamente sono basi internazionali dove ci sono anche gli italiani e quando vengono attaccate anche gli italiani, come in questo caso, sono sotto tiro, però non credo che sia un attacco premeditato contro gli italiani in quanto tali. E’ un attacco contro basi dove ci sono anche gli americani”.

Nell’articolo sotto vi spieghiamo perché Tajan ha detto una consapevole bugia o non ha capito nulla di geopolitica come al solito… 

ARTICOLO DEL 13 MARZO 2026

L’attacco alla Base di Erbil del Contingente Italiano

Nella notte tra l’11 e il 12 un attacco missilistico ha preso di mira la base militare di Erbil, nel nord dell’Iraq, dove ha sede il contingente italiano. 

Intorno alle ore 23:10 di mercoledì 11 marzo, un missile (o secondo alcune fonti droni suicidi) ha colpito l’area della base nota come Camp Singara. L’esplosione ha causato un incendio che ha coinvolto alcuni automezzi, ma fortunatamente i protocolli di sicurezza hanno funzionato evitando il peggio.

Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha confermato poco dopo: “Un missile ha colpito la nostra base di Erbil. Non ci sono vittime né feriti tra il personale italiano. Stanno tutti bene”.

I soldati si sono rifugiati prontamente nei bunker e sono rimasti sotto costante monitoraggio del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI). Anche il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso ferma condanna, sottolineando che, nonostante la gravità dell’evento, il dispositivo di sicurezza ha retto.

È stato un attacco assolutamente deliberato. Quella è una base della Nato, quindi è una base che è anche americana. Per cui erano già avvenuti dei giorni scorsi degli incidenti o dei tentativi d’attacco”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto

“Abbiamo preferito – ha spiegato – lasciare in quella base il personale che è rimasto ancora in missione, perché è più sicura degli alberghi, ma abbiamo già fatto rientrare 102 persone in Italia da quella missione, e ne abbiamo spostate una quarantina in Giordania. E degli attuali 141 era già in fase di programmazione un rientro che non è facile perché non è possibile mandare un aereo, quindi deve avvenire via terra, probabilmente via Turchia”.

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Questo è quanto riportano le veline di stato del sito di RAI News lasciando spazio nel servizio sul TG1 all’ipotesi di un attacco mirato.

Ora noi vi spieghiamo perchè…

La Politica Suicida del Governo Meloni per entrare in Guerra

Questo attacco pone molte domande a cui certamente nè Crosetto, nè Tajani, tantomeno nella loro portavoce occasionale Giorgia Meloni, sono intenzionati a rispondere.

La prima ci costringe a chiedersi perché, nel tredicesimo giorno di una devastante guerra regionale che di ora in ora rischia di diventare mondiale, i soldati italiani siano ancora in quella base in Medio Oriente.

Proprio il Ministro della Guerra Italiano (ops della Difesa ma complice delle Lobby delle Armi e dei Signori della Guerra…) ha dichiarato che si stava provvedendo al rimpatrio TEMPORANEO dei 141 militari italiani ancora presenti nella Base NATO condivisa con gli USA, che avendo innescato la guerra contro l’Iran insieme ad Israele sono ovviamente nel mirino.

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Esiste il sospetto fondato che il Governo Meloni, il più guerrafondaio insieme a quello dei Massoni anglo-italiani che decisero di far entrare l’Italia nella disastrosa Prima Guerra Mondiale, stia cercando vittime italiane proprio per legittimare l’uso delle basi militari americane in Italia, dopo che la Spagna le ha negate al presidente Donald Trump e il Regno Unito le ha concesse solo dopo il sospetto attacco degli Hezbollah libanesi alla loro base di Cipro.

Proprio in risposta a quella minaccia, svanita nel giro di 24 ore, Meloni ha confermato la dislocazione della Fregata Martinengo a difesa di una Base Britannica (peraltro semi-evacuata) che è un territorio amministrativo a sé e quindi burocraticamente non fa ufficialmente parte dell’Unione Europea.

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La Vendetta degli Sciiti per la complicità dell’Italia con la CIA

Ma il vero problema non è a Cipro, bensì, ovviamente i paesi confinanti col Golfo Persico dove lo Stretto di Hormuz, una delle principali rotte mondiali del Petrolio, è bloccato dall’inevitabile risposta iraniana del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC o Pasdaran).

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La base di Erbil non è solo un presidio militare, ma il fulcro della presenza italiana in Medio Oriente. L’Italia è in Iraq nell’ambito della Coalizione Internazionale anti-ISIS. Il compito principale non è il combattimento diretto, ma l’addestramento (Advise & Assist) delle forze di sicurezza curde (i Peshmerga).

«Erbil è la capitale del Kurdistan iracheno, una regione che per anni è stata la prima linea di difesa contro lo Stato Islamico. La stabilità di questa zona impedisce il ritorno di cellule terroristiche che potrebbero minacciare l’Europa» scrivono i velinari di RAI News..

Situata vicino all’aeroporto internazionale di Erbil, la base è un hub logistico cruciale per tutte le forze NATO e della Coalizione che operano nel quadrante nord dell’Iraq e verso il confine siriano.

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Peccato che i principali giornali investigativi del mondo, tra cui CNN e Gospa News International in Inglese, abbiano riferito nei giorni scorsi che proprio i Paramiliatari Curdi (che non sono un esercito regolare in quanto non appartnenti a uno stato legalmente riconosciuto) sono stati reclutati dalla CIA per incursioni nel confinante Iran e pertanto sono già stati oggetto di inevitabili rappresaglie dalle forze armate iraniane e da quelle irachene.

Va ricordato infatti che proprio le Forze di Mobilitazione Popolare dell’Iraq (in arabo ashd al-Shaab), una coalizione anti-ISIS composta in prevalenza da Musulmani Sciiti ma anche da Sunniti, tribù arabe e cristiani, denunciarono che il califfo dell’ISIS Al Baghdadi fosse in realtà un agente dei controspionaggi americano CIA e israeliano MOSSAD, in un perfetto complotto sionista lanciato nel 2011 dalla’mministrazione Obama-Biden per destabilizzare il Medio Oriente con le Primavere Arabe dopo l’uccisione del leader iracheno sciita Saddam Hussein per i suoi traffici clandestini di petrolio con la Russia nella corrottissima Operazione ONU Oil for Food.

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La crezione, l’adestramento e l’armamento dei Jihadisti di Al Qaeda e dell’ISIS quali merceneria al servizio delle Jihad false-flag della NATO è stato documentato da decine di reportages internazionali esclusivi riassunti in alcune inchieste di Gospa News e nel libro ”Mediterraneo, Stesso Sangue, Stesso Fango” dell’ex funzionario Interpol italiano Antonio Evangelista, fino a due anni fa operativo per attività antiterroristica nell’ambasciata Amman in Giordania. 

I Droni della CIA da Sigonella al Golfo Persico

«Dall’inizio dell’attacco congiunto di StatiUniti e Israele contro l‘Iran, ma anche nei giorni precedenti, sono numerosi i voli di droniUsadalla base di Sigonella verso il Golfo Persico. Decolli e atterraggi con cadenza quasi giornaliera di un MQ-4C Triton che – dopo un viaggio di oltre 3.500 chilometri – pattuglia per ore il tratto di mare davanti alle coste iraniane prima di rientrare in Sicilia. Ma quali sono le caratteristiche di questo drone e, soprattutto, qual è il suo reale utilizzo scrive Il Fatto Quotidiano

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«Il 5 marzo scorso, parlando delle basi militari Usa in Italia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato che l’utilizzo è concesso “in virtù di accordi che risalgono al 1954″: intesa bilaterale, va precisato, per gran parte secretata, quindi non pubblica. La premier però assicura che “ci sono delle autorizzazioni tecniche quando si parla chiaramente di logistica e di cosiddette operazioni non cinetiche” cioè, ha precisato, “operazioni di non bombardamento“» aggiunge il quotidiano “pacifista” diretto da Marco Travaglio.

Diverso sarebbe il caso di utilizzo attivo nei raid. “Se poi arrivassero richieste di uso delle basi italiane per fare altro, la competenza sarebbe del governo di decidere se concedere un nuovo utilizzo più esteso, ma io penso che in quel caso dovremmo decidere noi insieme al Parlamento”, ha dichiarato.

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Va rammentato che l’attuale premier ha sempre negato che l’Italia fosse complice del Genocidio di 20mila bambini (e oltre 70mila adulti) in Palestina sebbene proprio il dossier di una giurista italiana, Francesca Albanese, reltrice speciale all’ONU sui Territori Palestinesi Occupati, avesse confermato il ruolo strategico della multinazionale di produzione bellica Leonardo.

Infatti nella base della NAS (Naval Air Station) di Sigonella è localizzata la più importante stazione della CIA (Central Intelligence Agency) di tutto il Mar Mediterraneo.

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Non solo. Da lì sarebbe partito un drone americano General Atomics MQ-9 Reaper (originariamente conosciuto come Predator B) che è in grado dic ompoiere attacchi killer come quelli fatti di nascosto dalla CIA negli attacchi da Sigonella alla Libia per rovesciare il governo del colonnello Muhammar Gheddafi.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio – direttore Gospa News


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Fabio G. C. Carisio

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