di Carlo Domenico Cristofori
La Falsa Retorica Istituzionale di Mattarella
“Il 17 marzo è Giornata che rinnova l’appello all’impegno civile. Invito a custodire e attuare, con coerenza e lungimiranza, i principi di libertà, giustizia e pace su cui si fonda la Repubblica, affinché essi continuino a guidare l’azione delle istituzioni e della società nel perseguimento di una convivenza pacifica, solidale e autenticamente democratica, in Italia e nella comunità internazionale”.
Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera.
Il 17 marzo “richiama elementi fondanti dell’identità della Repubblica: indipendenza, sovranità popolare, libertà, giustizia e pace. Si tratta – sottolinea il presidente nel suo messaggio – di valori maturati lungo un percorso storico complesso e non privo di afflizioni, che trova la sua più alta e compiuta espressione nella Costituzione, autentico presidio dei diritti e delle responsabilità che definiscono la nostra comunità nazionale”.
Ha aggiunto il Capo dello Stato facendo finta di dimenticare che l‘Unità Nazionale fu perseguita col sangue dei mercenari pagati dai massoni britannici in palese violazione di ogni minimo rispetto della sovranità nazionale di altri stati come il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio.
Proprio come ora gli Usa e Israele stanno facendo nel loro genocidio in Terra Snata e Medio Oriente
Retorica bugiarda, aria fritta diplomatica in un contesto contemporaneo di violazioni nazionali ed internazionali dei più elementari diritti.
Violazioni dei Diritti Civili ed Umani dell’Italia
La conferma che le parole del Capo dello Stato sono soltanto chiacchiere al vento giunge da due episodi molto lontani tra loro ma che confermano l’abituale violazione dei diritti civili ed umani dell’Italia:
- la concessione delle basi militari americani per operazioni dell’US Air Force (decisione del Consiglio Supremo di Difesa presieduto da Mattarella il 13 marzo) che non sono solanto logistiche ma favoriscono le azioni di bombardamento dell’Iran con un attacco preventivo condannato da molti paesi del mondo. Ciò ha ovviamente scatenato rappresaglie iraniane contro le basi in cui operano gli Italiani in Medio Oriente.
- l’obbligo alla vaccinazione in età scolastica imposta dal famigerato Decreto Lorenzin ai bimbi della Famiglia del Bosco per poterli far uscire da una struttura di detenzione minorile, chiamata eufemisticamente casa famiglia.
Ciò rammenta il caso di quella del Forteto in cui lo Stato lasciò dei piccoli infanti nelle mani di Orchi Rossi e per la quale fu condannato dalla Corte Europea. Tanto pagano i cittadini, mica Mattarella o i parlamentari…
Soldati Italiani in Guerra senza Motivo
Sul primo caso vi invito a leggere l‘inchiesta pubblicata da Gospa News nei giorni scorsi in merito agli enormi pericoli che sta correndo l’Italia mantendono una posizione ibrida sulla guerra nel Golfo che nei fatti logistici è più vicina all’aggressore criminale Donald Trump, presidente degli USA, che al diritto internazionale.
D’altronde il principe dei “deficienti” (in quanto ignoranti e mancanti) di geopolitica, ovvero il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, aveva già detto in occasione dell’azione di supporto a Gaza della Global Sumus Flottila intercettata dall’esercito genocida israeliano in acque internazionali che “il diritto internazionale vale fino a cun certo punto“.
Va rammentato che ogni azioni militare dell’Italia, tra cui l’utilizzo delle basi NATO, dovrebbe essere legittimata da un voto parlamentare… Ma con la scusa dell’autorizzazioni solo per “azioni logistiche” ecco come il Quirinale è riuscito per primo a bypassare l’assenso di Senato e Camera dei Deputati.
RAI svela l’Impostura: “Ora i Bambini della Famiglai del Bosco sono Vaccinati”
Sul secondo caso siamo stati illuminati dal reportage del TG3 di oggi, martedì 17 marzo 2026, in cui l’inviato delle TV di stato nazionale ha spiegato che “i bambini sono stati vaccinati” e pertanto è venuto a cadere uno dei motivi del provvedimento che ha portato alla loro chiusura in una casa famiglia.
Non va dimenticato che il presidente Mattarella è, di diritto, anche presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, l’organo di atuo-governo delle toghe che è comunque partecipato nel plenum da un numero cospicuo di avvocati di nomina assolutamente politica.
Già in un precedente caso di rapimento da parte dello Stato di una una bambina cardiopatica e con disturbi della personalità fu interpellato dalla madre ma affermò “di non avere facoltà di intervenire”.
Mentre fu molto solerte ad intervenire in difesa di altissime cariche della magistratura travolte dallo scandalo PalamaraGate…
Un rapimento di Stato di Bambini in ossequio al Decreto Lorenzin
Dopo circa 6 mesi il Ministero della Giustizia ha inviato gli Ispettori per indagare sul caso una una lentenzza tardiva e sospetta, come se fosse funzionale all’imminente referendum sulla separazione delle carriere, essendo stato incurante, come avvenuto durante la pandemia Covid, dell’articolo 32 sulla libertà di salute che sancisce il sacrosanto diritto di ogni cittadino italiano a rifiutare ogni forma di prescrizione medica obblicagoria.
Come confermato da varie sentenze…
Come previsto da Gospa News parecchie settimane fa viene a galla il vero motivo del RAPIMENTO DI STATO dei figli dei genitori stranieri: il mancato adempimento al Decreto Lorenzin sui dieci vaccini obbligatori che è peraltro oggetto di richiesta di referendum ed è stato contestato da moltimmi mesidi nazionali ed internazionali in quanto il vaccino esavalente non sarebbe mai stato adeguato in modo adeguato e provocherebbe, secondo uno studio indiano, un elevato numero di decessi tra i vaccinati più piccoli.
Era questo l’unico argomento burocraticamente fondato per strappare quei fanciulli ai loro genitori…
Mattarella vada a raccontare le sue menzogne sui diritti costituzionali altrove… Tanto in Italia non gli crede più nessuno!
Carlo Domencio Cristofori
AGGIORNAMENTO SUL CASO DELLA FAMIGLIA NEL BOSCO
Famiglia nel bosco, ispettori del ministero arrivati al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila
estratto Adnkronos
Sono arrivati a L’Aquila gli ispettori incaricati dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per esaminare gli atti e analizzare la vicenda relativa alla cosiddetta famiglia nel bosco di Palmoli (Ch). I tre ispettori, due uomini e una donna, sono giunti al Tribunale per i Minorenni intorno alle 9.30. La loro presenza ha portato al rinvio della udienze in programma per oggi. All’esterno della struttura iniziativa del sindacato di polizia penitenziaria in favore dei magistrati.
Il ricorso
È stato depositato ieri in Corte d’Appello dell’Aquila il ricorso presentato dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas contro il provvedimento del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila che ha disposto l’allontanamento dei bambini dalla casa famiglia di Vasto (Chieti), dove si trovano dal 20 novembre scorso, quando furono sottratti ai genitori, ai quali è stata revocata la responsabilità genitoriale. Nel ricorso è stata allegata anche la relazione degli psicologi della Asl Lanciano-Vasto-Chieti che, dopo aver analizzato la complessa vicenda, concludono come, nell’interesse dei minori, sia necessario procedere alla riunificazione del nucleo familiare. Una valutazione che coincide con quella espressa anche dagli esperti incaricati dalla famiglia Trevallion. “L’allontanamento dal contesto familiare è stato fortemente traumatico”, dichiara all’Adnkronos il perito della famiglia e psichiatra Tonino Cantelmi. “Nel ricorso – aggiunge – viene evidenziato che tutte le criticità segnalate nel tempo dai giudici sono state affrontate, risolte e superate e che, pertanto, non sussistono più motivi per mantenere separati i bambini dai loro genitori“.
Nuovo scontro istituzionale sul caso della famiglia nel bosco in Abruzzo: da una parte la Garante nazionale per l’infanzia Marina Terragni, che ha visitato i bambini giovedì scorso, dall’altra i servizi sociali della casa famiglia, con accuse reciproche anche sul mancato incontro tra Terragni e l’assistente sociale incaricata.
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Intanto però, tra le polemiche, emerge una novità per la gestione dei minori: “gli operatori della casa famiglia – si legge in una nota del legale che rappresenta i servizi sociali –hanno ripristinato buone relazioni con i minori facendo venir meno le ragioni del disposto trasferimento e, pertanto, il Tribunale potrà ora valutare tale nuovo assetto”.
L’avvocata Maria Pina Benedetti, in rappresentanza del gestore del servizio sociale dei comuni dell’Alto Vastese, sottolinea che quelle della Garante sono “affermazioni non corrispondenti alla realtà” in merito “sia il funzionamento del servizio sociale che la formazione, competenza e condotta dell’assistente sociale assegnata alla trattazione del nucleo” familiare. Secondo Benedetti, “le assistenti sociali dell’Ecad14 operano tutte con competenza, acquisita con gli studi accademici, l’esame di stato abilitante alla professione, la formazione continua, la supervisione e l’esperienza”. Benedetti precisa che “la funzione ed il ruolo dell’assistente sociale non sono assimilabili a quello di un’familiare’ o di un ‘amico’, ma non si pone certo come ‘antagonista’” e che “la differenza di lingua non è stata e non è di ostacolo. La differenza di cultura o di valori non è stata e non è di ostacolo per l’assistente sociale, che non ha mai espresso giudizi in merito”.
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La Garante Terragni replica alle accuse dei servizi sociali senza mezzi termini, smentendo in modo “categorico” le affermazioni sul mancato incontro con l’assistente sociale. “L’assistente sociale non si è resa disponibile a un colloquio con me. I servizi sociali non mi hanno nemmeno dato il contatto telefonico, che ho dovuto reperire per altre strade”. Terragni chiarisce inoltre di avere “detto e scritto che i bambini stanno fisicamente bene, ma la loro notevole agitazione psicomotoria, insieme a un atteggiamento di paura e diffidenza nei confronti degli estranei, rivela un disagio evidente che non sorprende, visto i ripetuti traumi a cui sono stati sottoposti“.
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Benedetti conclude sottolineando che “la risonanza mediatica data da un’autorità di garanzia a fatti non verificati ha esposto il professionista incaricato e l’intero servizio a una gogna pubblica e a potenziali rischi per la sicurezza personale, oltre a minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”. Sul fronte giudiziario, il presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, lascerà il suo incarico ad aprile e potrebbe guidare quello di Perugia. Sarà sostituita da Nicoletta Orlando, inattesa della ratifica del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Angrisano è sotto scorta per le minacce ricevute sui social.
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