“TROPPI CASI DI MIOCARDITI DA VACCINI COVID”. L’Allarme del Cardiologo Barbaro su Libertà Terapeutica e Politica
di Piero Angelo De Ruvo
In un momento storico in cui il confine tra scienza e politica appare sempre più sfumato, il dottor Giuseppe Barbaro cardiologo e internista presso il Policlinico Umberto I di Roma e vicepresidente della “Carta di Siena”, offre una riflessione critica e profonda sullo stato attuale della professione medica.
Attraverso un’analisi che spazia dal codice deontologico alla gestione della campagna vaccinale, Barbaro denuncia lo smarrimento della missione originaria della medicina: la tutela della salute e della vita del paziente senza condizionamenti esterni.
Al centro del dibattito emergono temi scottanti come la crisi del rapporto di fiducia tra medico e paziente, l’impatto degli eventi avversi in ambito cardiologico e la necessità di un ritorno a una scienza empirica basata sul confronto e sull’etica.
L’intervista al dottor Barbaro non mira a rinfocolare contrapposizioni ideologiche, ma a riportare al centro la responsabilità medica. La domanda di fondo rimane un monito per il futuro: in questi anni, la medicina ha davvero difeso il paziente e l’autonomia del medico, oppure ha smarrito la propria missione originaria per piegarsi a logiche di potere?
La sottomissione della scienza alla politica
Il dottor Barbaro evidenzia come la liberà del medico sia stata sacrificata sull’altare di direttive politiche, violando i principi cardine del giuramento di Ippocrate e del codice deontologico. Secondo il cardiologo, questa deriva ha trasformato farmaci sperimentali in obblighi prescrittivi, ignorando il principio di precauzione, specialmente per le categorie fragili.
“La medicina in questi anni ha smarrito le finalità della propria missione che è quella della tutela della salute del paziente, della vita e la qualità di vita del paziente. L’azione del medico deve essere libera, non condizionata e non condizionabile”.
“Al contrario, in questi anni, in relazione alla lettura politica del codice deontologico, la libertà del medico è stata significativamente limitata e condizionata dalle linee guida più politiche che non scientifiche. Su questa ci sono state ampie violazioni per quanto riguarda la campagna vaccinale proprio sulla prescrizione che vaccino anti Covid, ma in realtà profarmaci genici di natura sperimentale per i quali mancavano i doni documentazione proprio in quella fascia di pazienti eh cosiddetti fragili ….”
L’allarme clinico: eventi avversi e danni miocardici
Entrando nel merito della sua specializzazione, Barbaro riporta dati preoccupanti circa l’incremento di patologie cardiache, come mio-pericarditi e infarti, in stretta correlazione con la somministrazione dei prodotti genici anti-Covid.
Egli sottolinea come la farmacovigilanza passiva tenda a sottostimare un fenomeno che colpisce in modo particolare i giovani.
La sfida clinica oggi è stabilire con certezza il nesso causale tra l’espressione della proteina spike e il danno miocardico rilevante. Distinguere tra una plausibilità biologica teorica e una reale causalità clinica nella popolazione generale è l’obiettivo per fare chiarezza su fenomeni drammatici come le morti improvvise.
“L’incidenza, sottostimata [delle miopericarditi]… dalla farmacovigilanza passiva, è da 3 a 5 volte superiore rispetto ai quattro anni precedenti, dato confermato dal Global Covid Vaccine Safety Project e da studi in Giappone e nei paesi nordici. Colpisce prevalentemente i giovani tra i 12 e i 36 anni, con un incremento di morti improvvise.
“Si osserva anche un abbassamento dell’età per l’infarto del miocardio, causato dall’azione diretta della proteina spike o dalla formazione di anticorpi antimax-1, che può determinare un incremento del 25% di eventi coronarici acuti. Ci sono poi ostruzioni trombotiche e disautonomie su base autoimmune che coinvolgono quasi il 40% dei soggetti vaccinati”.
Un Confronto Internazionale Negato
Mentre negli Stati Uniti figure come Kennedy hanno aperto una revisione critica della politica sanitaria — toccando temi sensibili come la sicurezza dei farmaci e le politiche vaccinali — in Italia questo confronto sembra restare ai margini del dibattito pubblico.
Resta aperto il dubbio se il rapporto medico-paziente sia stato ormai compromesso in modo irreversibile da scelte calate dall’alto, e se lo Stato, imponendo vaccinazioni prive di adeguati studi placebo-controllati, possa aver violato i principi fondamentali della medicina e dei diritti umani.
La rottura del patto di fiducia e la “Carta di Siena”
Un punto cruciale dell’intervista riguarda il “conflitto di interesse” che permea le istituzioni sanitarie e il mainstream, portando i cittadini a temere le strutture ospedaliere.
Per rispondere a questa crisi, Barbaro presenta la “Carta di Siena”, un’associazione nata come patto tra medici e cittadini per ristabilire la verità scientifica.
“I pazienti non si fidano più del medico e hanno anche paura di andare in ospedale a causa dello scudo penale che è stato introdotto e della giustificazione della malpractice in funzione dell’applicazione delle linee guida spesso gestite dall’intelligenza artificiale. Noi portiamo avanti un discorso di verità basato sui dati clinici e scientifici reali, non quelli che sono ovviamente costruiti dalla propaganda ideologica.
“Mi voglio augurare che si apra il confronto, perché la medicina è per definizione una disciplina empirica e come tutte le discipline empiriche sono basate sul confronto, sulla critica, sulla valutazione dei fatti e quindi se ci sarà un giorno un confronto reale è possibile arrivare a una verità che permetta anche insieme con il recupero dell’umanità che si è persa a un recupero del rapporto medico paziente. “
Il VIDEO Integrale dell’Intervista
Verso una nuova consapevolezza
L’intervento del dottor Barbaro si chiude con un auspicio e una sfida: la ripresa di un confronto scientifico reale e onesto che permetta di riconoscere gli errori commessi affinché non si ripetano.
La battaglia della “Carta di Siena” e la richiesta di essere auditi presso la Commissione d’inchiesta Covid rappresentano passi fondamentali per restituire dignità alla professione medica.
Come sottolineato dallo stesso Barbaro citando Melville, la ricerca della verità è un percorso impervio, ma necessario: “Non temiamo di portare avanti la verità anche nel mare in tempesta, purché se ne dia testimonianza”.
Piero Angelo De Ruvo
Giornalista – iscritto all’Ordine regionale del Piemonte e della Valle d’Aosta (elenco pubblicisti)
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