INDENNIZZO a VITA per DANNEGGIATA NEURONALE da VACCINI COVID. Giustizia solo in Appello dopo l’Opposizione del “Ministero delle Big Pharma”
Introduzione di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
Gli ostacoli statali agli Indennizzi per i Vaccinati Danneggiati
Prima o poin tutti i nodi sono destinati a venire al pettine soprattutto quando si parla di enormi conflitti d’interessi tra politiza, industrie farmaceutiche e gravi questioni sociali come le dffuse e gravi reazioni avverse ai vaccini sperimentali mRNA per l’ipotetica prevenzione Covid-19 (smentita dalla rivista Science).
Non solo i danneggiati da questa imposizione statale di “terapie genica” occultata (come accertato da da studi e da Governo Slovacco) stanno facendo un enorme fatica a vedersi riconosciuti i loro problemi di saluti correlati alle inoculazioni, sminuiti con alterigia dalle stesse istituzioni come nel caso della Lombardia, ma devo confrontarsi con un Governo Meloni apprentemente orientato a difendere l’operato di quello Draghi – che li rese obbligatori – per nascondere sotto un cinico tappeto iper-burocratico i loschi intrighi internazionali.
Non può infatti essere considerato normale che un Ministero della Salute si accanisca contro una cittadina italiana, colpita da una delle freuqntissime sindromi neurologiche tra i vaccinati, e faccia ricorso contro una sentenza di primo grado di un Tribunale che ha riconosciuto il nesso causale e il conseguente indennizzo.
Oltre la sofferenza fisica ecco la beffa di quella psicologica per avere giustizia…
Invece è accaduto in Piemonte, patria del Governatore Alberto Cirio, tra i primi a lanciare l’Ottva Dose dei sieri genici e a stringere patti d’acciaio (sulle armi) con le società di Bill Gates, promotore della vaccinazione globale e probabile regista del SARS-Cov-2 creato in laboratorio come ormai acclarato negli USA.
Le Collusioni del Ministro Schillaci con le Big Pharma dei pericolosi sieri genici mRNA
Proprio perché sono ben pochi i vaccinati danneggiati che sfidano i proclami governativi di sicurezza sui farmaci mRNA, ribaditi con infausta complicità dal Ministro della Salute Orazio Schillaci, sarebbe opportuno che il Governo Meloni accelerasse le procedure di indennizzo e risarcimento, anzichè ostacolarle.
Ma è proprio il ministro Schillaci, esperto oncologo “pizzicato” da Science a firmare uno studio taroccato sui tumori dopo aver negato ogni correlazione tra turbo-cancro e vaccini Covid, ad essere il principale sospettato di queste resistenze al riconoscimento di casi palesi di reazioni avverse per i suoi macroscopici conflitti d’interessi.
Non solo, come segnalato da Gospa News in varie inchieste, Schillaci è stato rettore dell’Università di Roma Tor Vergata quando diventò parner del ”Centro Nazionale per la terapia genica e farmaci con tecnologia RNA di Padova” insieme alle note Big Pharma dei vaccini Covid (Pfizer, Astrazeneca ecc) ma ha pure investito personalmente su alcune case farmaceutiche che hanno lucrato sulle ricerche su nuovi prodotti farmaceutici contro il virus SARS-Cov-2 nell’ambito dei progetti di Gates.
Va anche precisatoche il guru di Microsoft è in stretta sinergia sull’Intelligenca Artificiale (anche in campo farmaceutico) con la premier Giorgia Meloni che ha dato via libera ai finanziamenti PNRR sulle ricerche vaccinali in simbiosi con le Big Pharma a Padova come nel Biotecnopolo di Siena, ma anche con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, indicato come “padrino” politico di Schillaci come lo fu con il suo predecessore Roberto Speranza, che ha benedetto più volte il lavoro delle case farmaceutiche americane della nuova e pericolosa biotecnologia a RNA messaggero.
Fabio Giuseppe Carlo Carisio – direttore e fondatore Gospa News
La Sentenza della Corte d’Appello contro il Ricorso del Ministero della Salute
Articolo pubblicato in origine dal quotidiano L’Indipendente
Tutti i titoli dei paragrafi e i link a precedenti articoli di Gospa News sono stati aggiunti a posteriori
La mielite trasversa che ha colpito una tabaccaia di Alba è direttamente collegata alle due dosi di vaccino Pfizer, somministrate alla donna nel 2021 durante la pandemia da Covid-19.
A sancire una volta per tutte il nesso tra il farmaco e la grave patologia, che colpisce il sistema nervoso e che ha compromesso gravemente la salute della donna, è stata la Corte d’Appello di Torino.
La sentenza conferma quella già emessa dal tribunale di Asti nel 2025, contro la quale il ministero della Salute aveva fatto ricorso sostenendo che la mielite fosse stata causata da una condizione preesistente della donna. Il ministero è quindi ora obbligato a liquidare l’indennizzo. Secondo gli avvocati difensori, nel mondo, al 2024, sarebbero almeno 36 mila le richieste di indennizzo accolte.
Un Indennizzo di 3mila euro al Mese
La sentenza della Corte d’Appello conferma quella emessa dal tribunale civile di Asti con la quale i giudici disposero il versamento di un indennizzo pari a circa 3.000 euro al mese, con versamento ogni due mesi. Contro di essa, si mosse, oltre al ministero della Salute, anche Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), che sosteneva che la malattia che le impedisce di camminare fosse legata a una patologia autoimmune di cui la donna era affetta prima di ricevere le dosi.
Secondo la Corte, «la consulenza tecnica d’ufficio espletata nel primo grado di giudizio ha attestato in modo completo, secondo il parametro della preponderanza dell’evidenza, la sussistenza del nesso di causalità tra inoculazioni di due dosi del vaccino per contrastare il virus Covid», e per tale motivo non è risultato necessario richiedere ulteriori consulenze tecniche.
Molteplici casi di Riconoscimenti Giudiziali di Danni Gravi e Permanenti da Vaccini
Negli ultimi anni, sono fioccati i casi di riconoscimenti giudiziali e amministrativi rispetto a danni gravi e permanenti, da paralisi a miocarditi fino a decessi, correlati alla campagna vaccinale. Si tratta di pronunce che pongono interrogativi assai significativi sugli effetti collaterali dei vaccini e sul dovere dello Stato di tutelare chi subisce danni da misure di profilassi pubbliche.
Esclusivo! UN VACCINATO COVID SU TRE CON DISTURBI NEUROLOGICI. Allarmante Studio dal CNR
Lo scorso febbraio, una decisione analoga a quella presa dal Tribunale di Asti era arrivata per un uomo di Agrigento di 55 anni, a marzo del 2025 per una donna di Terni di 67 anni, ad aprile del medesimo anno per un’altra di 60 anni de La Spezia, a luglio per una terza di Pescara, 70 anni.
Nel gennaio 2023, una donna italiana di 67 anni, rimasta semiparalizzata dopo la somministrazione del vaccino anti-Covid (AstraZeneca) aveva ottenuto dall’ente pubblico un indennizzo mensile di 913 euro come «equa indennità».
Nel gennaio 2024, una commissione medica di Messina aveva riconosciuto a una donna di 36 anni un indennizzo a vita per «danni irreversibili» da vaccino anti-Covid. Nel febbraio 2024, a Colletorto, in Molise, era stato riconosciuto il nesso causale tra la somministrazione del vaccino anti-Covid a un uomo di 72 anni e il suo decesso, avvenuto circa venti giorni dopo l’inoculazione.
Pubblicato in Origine dal Quotidiano L’Indipendente – segui il giornale
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