«SOSTANZE TOSSICHE DEI VACCINI mRNA “MASCHERATE” DA PFIZER». Studio Shock del Biochimico Segalla su ALC-0315 delle Nanoparticelle Infiammatorie a rischio Cancerogeno
di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
L’Ultimo Studio del Famoso Biochimico Italiano sul Vaccino mRNA Pfizer
«L’ALC-0315, il lipide cationico ionizzabile che abilita la piattaforma LNP del vaccino Comirnaty di Pfizer, è presentato nei dossier regolatori come se il suo destino metabolico fosse lineare e pienamente controllato. La nostra analisi, invece, identifica una discrepanza basilare e di rilievo, che non dovrebbe mai sfuggire durante la preparazione né tantomeno nella revisione della documentazione: il prodotto di idrolisi previsto dalla struttura chimica di ALC-0315 è acido 2-esildecanoico (α- ramificato), tuttavia le principali sottomissioni di Pfizer richiamano ripetutamente la presenza del distinto isomero 6- esildecanoico (non disponibile in commercio, non riconosciuto come standard analitico nei protocolli stabiliti)».
Comincia così il nuovo dirompente studio del biochimico lombardo Gabriele Segalla che ha scoperto una nuova clamorosa “manipolazione” all’interno del siero genico mRNA della Big Pharma di New York, forse il più utilizzato nel mondo e certamente nell’Unione Europea.
Segalla è giunto alla pubblicazione della sua quarta ricerca scientifica sui prodotti sperimentali anti-Covid di Pfizer (rivelatisi inefficiaci secondo uno studio di Science e assai pericolosi secondo centinia di altri articoli medici) e pertanto ben conosce le nanoparticelle che non esitò a definire “tossiche” per gli esseri umani, con il rischio, poi avallato da decine di altri studi, di provocare infiammazioni muscolari, in particolare nel cuore causando miocarditi o pericarditi.
Ma il biochimico Segalla punta il dito anche nei confronti dell’Agenzia Europea del Farmaco durante l’intervista con lo scrivente, direttore di Gospa News, nella 17a puntata dell’AntiTG.
La VIDEO-Intervista con il professor Segalla
Alla luce della natura estremamente tecnica del contenuto della ricerca pubblicata sulla rivista specialistica americana International Journal of Vaccine, Theory, Practice, and Research lo scorso 18 maggio (titolo ALC-0315 Toxic Metabolites: Pharmacokinetic and Regulatory Criticalities in a COVID‑19 “mRNA Vaccine” – Metaboliti tossici ALC-0315: criticità farmacocinetiche e regolatorie in un “vaccino a mRNA” contro il COVID-19) consiglio ai lettori non esperti di chimica di guardare prima l’intervista nella quale si è cercato di essere più divulgativi…
Ascoltate l’intervista fino in fondo perché proprio al termine l’esperto ricercatore dettaglierà le molteplici violazioni derivanti dalla sua scoperta:
”Violazioni di natura chimica, per metabolita dichiarato non corrispondente, analitica chimica, di pratiche di laboratorio, tossicologica, farmacocinetica e regolatoria” tanto da rendere iinevitabile la richiesta di ritiro dell’autorizzazione del farmaco-vaccino mRNA Comirnaty.
L’Errata Classificazione di Pfizer su un Metabolita Molto Tossico
In merito al sopracitato isomero 6-esildecanoico Segalla scrive quanto segue nell’Abstract dello studio:
«Si tratta di una errata identificazione materiale, con dirette conseguenze sulla sicurezza e sulla conformità. Il vero metabolita, l’acido 2- esildecanoico, occultato da Pfizer e mascherato come acido 6-esildecanoico, possiede una classificazione H410 ( molto tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata), mentre il “fantomatico” isomero 6-esil risulta privo di alcuna classificazione di pericolo e viene presentato come teoricamente più degradabile. In uno studio preclinico cardine a supporto della CMA, la sostituzione del 2-esil con un isomero 6-esil non classificato compromette materialmente la ricostruzione della clearance, la tracciabilità e ogni rivendicazione difendibile di validazione GLP per il vaccino Pfizer».
Una Discrepanza, non rilevata da EMA, che avrebbe Bloccato l’Autorizzazione del Siero Genico Pfizer
Questa discrepanza non rappresenta un dettaglio tecnico, ma investe direttamente la validazione analitica, la tracciabilità degli standard, la valutazione tossicologica, la clearance metabolica e l’intero impianto regolatorio.
Ovvero, come spiega Segalla nell’intervista, se la segnalazione del metabolita prodotto dall’ALC-0315 nel corpo umano fosse stata corretta il “vaccino” Comirnaty non avrebbe mai ottenuto l’approvazione degli organismi competenti deputati a controllare il processo di autorizzazione dei farmaci (EMA, AIFA, Ministero della Salute…).
Non solo. Il biochimico lombardo si stupisce che l’EMA non abbia rilevato questa enorme discrepanza ma d’altronde in una precedente ricerca lo stesso Segalla aveva dimostrato che l’EMA non poteva non conoscere la tossicità di queste nanoparticelle altamente infiammatorie per il sistema muscolare (un altro recente studio lo ha ribadito) ma anche potenzialmente cancerogene.
Altri pericoli dalla Trialcanolammina, Destabilizzante della “Cassaforte del DNA Cellulare”
Un secondo fronte critico riguarda la trialcanolammina, ulteriore prodotto di degradazione dell’ALC-0315, descritta come molecola cationica capace di restare intrappolata nei lisosomi, alterare l’autofagia cellulare, favorire fosfolipidosi, stress ossidativo, disfunzione mitocondriale e destabilizzazione delle membrane cellulari e nucleari.
Lo studio evidenzia inoltre l’assenza di standard certificati e tracciabili per i metaboliti indicati, mettendo in discussione la robustezza dei dati prodotti tramite LC-MS/MS e la conformità ai requisiti delle Good Laboratory Practices.
Nell’intervista Segalla chiarisce che questa sostanza agisce come «uno sgrassante in grado di danneggiare “la cassaforte del DNA cellulare”» con imprevedibili danni genomici peraltro accertati da un’ultima sconcertante ricerca americana e con potenziali conseguenze di turbo-cancro.
«Il secondo prodotto di degradazione (una trialcanolammina, pKa ≈ 9,6) è soggetto a sequestro lisosomiale, ostacolando così la clearance; tuttavia, il dossier aziendale offre solo una limitata documentazione sulla sua destinazione. Criticamente, il dataset farmacocinetico non rende conto adeguatamente della biodistribuzione della dose ed è fondato su standard di test insufficientemente documentati — o omessi. Considerata la scala dell’esposizione (miliardi di soggetti) e le potenziali conseguenze oncologiche e cardiologiche legate a queste criticità PK (Pharmacokinetics -NdR ovvero di natura farmacocinetica), tali omissioni non sono semplicemente sfortunate: sono del tutto inaccettabili» si legge nel sommario della ricerca.
Richiesta di Revisione Regolatoria di Comirnaty per “Grave Omissione delle Verifiche”
Al termine del quale l’autore avanza un’allarmata richiesta:
«Di conseguenza, chiediamo una rivalutazione indipendente, metodologicamente trasparente e pienamente controllabile da revisori esterni del metabolismo e della clearance di ALC-0315, nonché la revisione di tutte le decisioni regolatorie riguardanti il medicinale Comirnaty, alla luce di quella che appare come un’omissione grave e rilevante nelle procedure di verifica».
Il lavoro collega queste criticità a possibili conseguenze biologiche a lungo termine, incluse interferenze sulla stabilità genomica, sulla risposta infiammatoria, sui meccanismi cardiologici e sui processi di traduzione proteica, come ribosomal stalling e frameshifting.
In merito a queste problematiche Gospa News ha pubblicato innumerevoli ricerche inquietanti sui potenziali danni dei vaccini mRNA, dal febbraio 2021 fino a una settimana fa. E proprio per questo la nostra testata giornalistica online è stata bannata o oscurata su tutti i social (persino su Telegram dove siamo stati ripetutamente sospesi)
Fabio Giuseppe Carlo Carisio – fondatore e direttore Gospa News
FONTI PRINCIPALI
STUDIO SEGALLA – TRADUZIONE DI CORTESIA IN ITALIANO
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