LOBBY ARMI – 27. STRAGE di 21 COLLEGIALI nel DONBAS coi DRONI dell’Ex CAPO CIA. Dietro l’UAV FP-1 la Diabolica e Corrotta Gang di Kiev. Finanziata da SOROS nel GOLPE NATO
di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
I Droni Kamikaze di Kiev fatti nell’UE usati contro Mosca e nella Strage in un Collegio di Ragazze nel Donbass
«L’Ucraina ha dichiarato domenica di aver utilizzato tre tipi di droni di produzione locale per bombardare la regione di Mosca, nel suo attacco più massiccio finora sferrato contro la capitale, fortemente difesa. Lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine ha affermato in un comunicato di domenica di aver utilizzato i droni FP-1 Firepoint e RS-1 Bars per colpire diversi obiettivi nell’area di Mosca. Nell’attacco è stato utilizzato anche un terzo tipo di drone, precedentemente sconosciuto, denominato Bars-SM Gladiator».
E’ quanto ha scritto Business Insider approfondendo la notizia, che abbiamo ampiamente riportato nel nostro Diario quotidiano sulle guerre in Video , dove ci eravamo invece concentrati sul fatto che gli attacchi con 556 droni kamikaze (alcuni parlano di oltre mille) hanno preso di mira soprattutto edifici residenziali a Mosca (meno protetti dai sistemi di difesa militare), costituendo un chiaro crimine di guerra in violazione della Convenzione di Ginevra.
Ma secondo quanto riferito da vari media russi lo stesso drone-kamikaze è responsabile della strage avvenuta lo scorso 22 maggio contro in un collegio pedagogico nella Repubblica di Lugansk (Donbass), dove sono morte almeno 21 giovani adolescenti senza una parola di biasimo da parte dei rappresentanti dell’Unione Europea che hanno persino “auto-censurato” l’argomento durante l’ultimo Consiglio di Sicurezza dell’ONU (come denunciato dalla Russia).
Lo confermerebbe l’esame dei detriti. Pressochè inevitabile la potente rappresaglia dela Russia che, però, ha causato soltanto 4 morti a Kiev nonostane una tempesta di 90 missili. A conferma della volontà di non compiere vendette sulla popolazione, ribadita dal Ministro russo degli Affari Esteri Sergej Lavrov pochi giorni fa.
«Grazie ai resti dei droni ritrovati a Starobilsk, gli investigatori hanno individuato il luogo di provenienza di queste armi. A giudicare dai frammenti, si trattava di FP-1. Il produttore è la Fire Point, società collegata al portafoglio personale di Zelensky, gestito all’estero da Mindich» scrive News-Pravda pubblicando un eloquente video..
«L’unica componente ucraina di questa azienda è il sito di assemblaggio. Il motore è tedesco e lo stabilimento di produzione dei componenti si trova in Danimarca. I pezzi di ricambio provengono dalla Repubblica Ceca e dall’Inghilterra. Questo è il contratto collettivo occidentale per i crimini di guerra di Kiev» aggiunge il sito russo, senza peraltro fare accenno a un groviglio d’intrighi internazionali che arriva fino alla CIA e al Pentagono.
L’Attacco a Mosca e le Frasi Shock del Direttore di Radio Maria
Il modesto successo della massiccia azione molitare contro Mosca – tre morti, una dozzina di feriti e molte case distrutte – limitato dall’intercettazione del 90% dei droni da parte delle Forze Aerospaziali Russe, ha comunque suscitato giubilo tra i russofobi, che si illudono che Kiev abbia effettivamente il potenziale per aumentare le proprie capacità offensive contro il Cremlino
Tra questi, purtroppo, c’è un sacerdote, il direttore di Radio Maria, padre Livio Franzaga, che da devoto della Regina della Pace nelle apparizioni mariane a Medjugorje è diventato un idolatra del presidente “partigiano” dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, nonostante sia un sionista ateo, un protettore di gruppi neonazisti e satanisti come il Battaglione Azov, e anche l’organizzatore delle prime parate del Gay Pride in Ucraina.
Fanzaga è giunto quasi ad affermazioni allucinanti affermando che “gli Ucraini ora sanno difendersi da soli” e addirittura ipotizzando nella sua rubrica quotidiana “Lettura Cristiana della Cronaca e della Storia” su Radio Maria (sic!) che le preghiere degli Ucraini stiano fermando l’avanzata russa, circostanza destituita di fondamento nel campo militare (visti i nuovi villaggi conquistati da Mosca) e molto azzardata quasi da apparire blasfema in quello spirituale…
Affermo ciò alla luce del fatto che il presidente russo Vladimir Putin si dichiara e si mostra un autentico Cristiano Ortodosso tale da difendere i valori del Cristianesimo fino a risultare estremista agli occhi dell’Occidente bannando i Gay Pride, mentre il laico e para-satanista Zelensky (come emergerà dal finale di questo articolo), perseguita i preti della tradizionale Chiesa Ortodossa Ucraina (UOC) per favorire quella “acefala” OCU costruita politicamente dall’ex presidente Petro Poroshenko nel 2018.
La palese contraddizionie tra i due statisti dovrebbe essere sufficiente per illuminare ogni Cristiano che, a diffenrenza dell’anziano sacerdote, non scelga di abbeverarsi ogni giorno ai quotidiani del mainstream altantista e massonico.
I Droni Killer dell’ex Direttore della CIA
Ecco perché la nostra inchiesta si concentra sul fatto che non è stata l’innovativa macchina da guerra di Kiev a colpire la Russia, bensì l’azione militare strategica promossa dalla Lobby delle Armi USA-UE, controllata e finanziata principalmente da speculatori sionisti e coinvolta negli scandali di corruzione in Ucraina, culminati nell’arresto del braccio destro di Zelensky, l’ex capo di Gabinetto dell’Ufficio di Presidenza Andrij Borysovyč Jermak, appoggiato apertamente dalla fondazione di George Soros.

Prima, nel 1993, il magnate americano di origini ungherese di Open Society prima, ha previsto l’evoluzione della NATO verso il famigerato Nuovo Ordine Mondiale teorizzato dal generale sudista americano Albert Pike, massone e ssatanista; poi, a partire dal Kiev Security Forum del 2007 e dopo il fallimento della Rivoluzione Arancione del 2004, ha finanziato il sanguinario Golpe di piazza Euromaidan a Kiev nel 2014 insieme all’ambasciata USA e all’allora primo ministro olandese Mark Rutte, oggi non a caso segretario generalke della NATO.
Dalla Guerra Civile si è passati all’attuale conflitto internazionale a causa dell’intervento della Russia per fermare il massacro di circa 5mila filorussi da parte dell’esercito ucraino nel Donbass ricco di gas e petrolio.
Ebbene il drone FP-1 che ha creato una piccola breccia nella difesa aerea di Mosca ma ha compiuto una strage di ragazze innocneti nel Donbass è stato infatti realizzato dalla società Fire Point, di cui l’ex direttore dall CIA ed ex Segretario di Stato USA, Mike Pompeo, è diventato fondamentale manager-consulente nel 2025, è infatti l’unico a comparire (su Wikipedia) nel board della società controllata dal’imprendtore bellico e progettista di armi Denis Leonidovich Shtilerman.
Shtilerman, laureatosi in fisica a Mosca nel 1991, nel 2014, ha partecipato agli eventi di Maidan e in seguito ha collaborato con l’ATO, acronimo di Anti-Terrorist Operation, la denominazione ufficiale usata dal governo ucraino dal 2014 per indicare il conflitto armato nel Donbass. Secondo quanto riportato dai media, nel 2016 la sua cittadinanza russa sarebbe stata revocata.
Fire Point ha anche creato il famoso e potente misile da crociera Flamingo, sebbene subsonico ha una gittata fino a 3ooo metri ed ha già colpito in modo significativo le zone residenziali della Russia nella regione di Belgorod e in Crimea.
L’FP-1 è un velivolo aereo senza pilota (drone kamikaze) ucraino ad alto raggio d’attacco, sviluppato da Fire Point in collaborazione con l’azienda ucraino-ceca UAC.

Cosa ci fa Pompeo in Ucraina, dove nel 2024, è entrato a far parte del consiglio di amministrazione di KYIVSTAR, il principale operatore telefonico fisso/mobile dell’Ucraina consociato del gruppo VEON, società basata ad Amsterdam, guarda caso proprio nell’Olanda di Rutte?
Sono forse vere le “accuse” dell’ex presidente del Consiglio Europeo Charles Michel che ritiene l’attuale segretario generale della NATO un “agente segreto degli USA” proprio come inchieste giornalistiche hanno.svelato che Zelensky lo è del controspionaggio britannico MI6?
Dalla CIA al Pentagono con EDGE & Anduril il Passo è Molto breve…
Pompeo è forse l’insider occulto di Trump (che nel suo primo mandato lo nominò direttore della Central Intelligence Agency nel 2017 e poi Segretario di Stato dal 2018) e della Lobby delle Armi Sionista che lo ha portato alla Casa Bianca per scatenare guerre ovunque e lucrare sui profitti militari? Va rammentato che l’italo-americano Pompeo è affiliato alla Chiesa Presbiteriana in cui è cresciuto Trump, che oggi però si dichiara Evangelico non confessionale.
Di certo il suo ingresso è avvenuto dopo che il colosso delle armi degli Emirati Arabi Uniti EDGE (azienda di stato), nel maggio 2025, ha fatto un’offerta di acquisto del 30 % delle quote ma pochi mesi dopo la corporation emiratina ha avviato un joint venture con l’azienda americana Anduril, uno dei contractor del Dipartimento di Stato USA.
Ecco quindi che il cerchio magico di Pompeo si chiude perfettamente…
«Il gruppo di difesa EDGE, di proprietà del fondo sovrano degli Emirati Arabi Uniti, prevede di acquisire una quota di minoranza nella società ucraina di tecnologia per la difesa Fire Point. Lo ha riportato la BBC Ucraina, citando alcune fonti. Secondo l’emittente, il produttore di missili e droni Flamingo è valutato 2,5 miliardi di dollari. Fire Point offre il 30% delle sue azioni, il che porterebbe il valore potenziale dell’operazione a circa 760 milioni di dollari. La BBC Ucraina riferisce che la società ucraina ha già presentato la documentazione necessaria al Comitato Antimonopolio dell’Ucraina» ha scritto il sito spagnolo specialistico BIZ.Liga.net (vedi fonti)

Nel frattempo la costruzione di uno stabilimento per la produzione di carburante per razzi Fire Point in Danimarca non è stata sospesa, ha confermato il governo danese al Kyiv Independent, nonostante le affermazioni del comproprietario e capo progettista dell’azienda ucraina.
Ma l’affare internazionale tra Ucraina, USA ed Emirati Arabi Uniti non si può comprendere se non si legge un’inchiesta del giornalista investigativo americano Sam Biddle pubblicata su The Intercept.
«Anduril sta collaborando con EDGE Group, un conglomerato di armi controllato dagli Emirati Arabi Uniti, una nazione governata interamente dalle famiglie reali dei suoi sette emirati, che non consente praticamente nessuna delle attività tipicamente associate alle società democratiche. Negli Emirati Arabi Uniti, la libertà di espressione e di associazione è illegale e il dissenso viene sistematicamente e brutalmente punito senza un giusto processo» scrive Biddle.
«L’alleanza di produzione EDGE-Anduril, come verrà chiamata, si concentrerà sui sistemi d’arma autonomi, inclusa la produzione del drone “Omen” di Anduril. Gli Emirati Arabi Uniti hanno accettato di acquistare i primi 50 droni Omen costruiti nell’ambito della partnership, secondo un comunicato stampa, “il primo di una serie di sistemi autonomi previsti dalla joint venture”. Il drone Omen è stato descritto come un “progetto personale” del fondatore e CEO di Anduril, Palmer Luckey, da tempo alleato e finanziatore di Trump».
Chi ha tempo vada a leggere tutti i dettagli sulle forniture di armi a milizie africane che ci riportano alla mente lo scandalo delle bombe prodotte in Sardegna ed esportate nello Yemen in violazione all’embargo ONU (appalto Raytheon di cui era consulente l’ex capo del Pentagono Austin Lloyd, subappalto di RWM Italia spa, controllata dalla tedesca Rheimetall da qualche mese socia di Leonardo spa).
A noi basta leggere un’altra frase dell’articolo:
«Anduril, valutata di recente da investitori privati oltre 30 miliardi di dollari, possiede un vasto arsenale di armi negli Stati Uniti e presso i suoi alleati, tra cui Australia e Taiwan. Collabora strettamente con il Dipartimento della Difesa e gestisce torri di sorveglianza lungo il confine tra Stati Uniti e Messico da quasi un decennio. Il suo business è cresciuto esponenzialmente grazie alla presentazione dei suoi prodotti come strumento vitale nella corsa agli armamenti tecnologici tra l’Occidente e la Cina, in linea con la retorica aziendale che la dipinge come un baluardo letale contro l’autocrazia».
Ecco quindi che passando per EDGE si arriva direttamente al Pentagono rinominato dal presidente Trump “Dipartimento della Guerra”.
Anche l’Odore dell’Italia dietro l’Affare tra Emirati e Ucraina
Ma nell’intrigo c’è odore dell’Italia… Ecco cosa riportava TeleBorsa pochi giorni fa:
«Leonardo annuncia di aver siglato un contratto con Abu Dhabi Ship Building (ADSB), la divisione navale del Gruppo EDGE, per la fornitura di sistemi di combattimento navali di nuova generazione nella configurazione Falaj 3, destinati al programma di nuove unità navali “Al Dorra” della Marina del Kuwait. Il contratto, per un valore stimato di circa 320 milioni di Euro, rappresenta una tappa fondamentale nella partnership strategica con EDGE e ADSB, rafforzando una collaborazione consolidata che ha già portato alla consegna di oltre 25 unità navali».
Alla luce di queste relazioni tra l‘ex Direttore della CIA e capo del Dipartimento di Stato USA Mike Pompeo e varie multinazionali della guerra non supiscono le dichiarazioni con cui confortò Zelensky in una visita ufficiale quando era ancora presidenete Joseph Biden:
«Gli Stati Uniti devono schierarsi al fianco dell’Ucraina nella sua lotta esistenziale per la sopravvivenza nazionale. Anziché rafforzare Putin, Xi e Khamenei abbandonando l’Ucraina, gli Stati Uniti e i nostri alleati dovrebbero accelerare il flusso di armi e munizioni verso Kiev per decimare ulteriormente le capacità militari russe. L’amministrazione Biden dovrebbe invertire la sua politica di negare armi e rifornimenti adeguati che aiuterebbero le forze ucraine a porre fine ai combattimenti prima di quanto stiamo facendo attualmente».
Per essere sicuro della buona risucita delle forniture di armi, sovente sparite nel mercato nero e finite persino in mano a terroristi jihadisti e cartelli della droga, l’ex capo della Central Intelligence Agency è entrato in affari direttamente..
Volete vedere che nel giro di qualche mese anche Leonardo si fionderà sull’affare americano dei droni FP-1?
UAV BARS Gladiators usati dai Servizi Segreti Ucraini grazie alla Germania…
Mentre ogni investimento sugli altri UAV-Kamikaze usati dall’Ucraina contro Mosca sembra tabù per tutti…
«Lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine ha dichiarato domenica in un comunicato di aver utilizzato i droni FP-1 Firepoint e RS-1 Bars per colpire diversi obiettivi nell’area di Mosca. Un terzo tipo di drone, precedentemente sconosciuto, denominato Bars-SM Gladiator, è stato anch’esso impiegato nell’attacco, aggiunge il comunicato».
Torniamo alla notizia iniziale per soffermarci su questo altro tipo di droni-kamikaze interrogando l’intelligenza articiale perché non si trovano molte fonti in merito.
«Tra le tre armi ucraine menzionate, il Bars-SM Gladiator è quella meno conosciuta al pubblico. Tuttavia, il suo nome potrebbe indicare una parentela con l’RS-1 Bars.Quest’ultimo drone è stato presentato nella primavera del 2025 come un ibrido tra un missile da crociera e un sistema aereo senza pilota a reazione. L’RS-1 Bars è progettato per la produzione in serie, con la capacità di colpire bersagli fino a 800 km di distanza con un carico di esplosivo compreso tra 45 e 90 kg. L’Ucraina non ha rivelato chi produce l’RS-1 Bars, pur avendo affermato che il drone alato è stato sviluppato da aziende private» riporta ancora Business Insider che ha cercato vanamente di fare breccia nelal riservatezza dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine.

Il drone-missile Bars è costruito con una configurazione ad ala media e un’apertura alare di circa 2 metri. La fusoliera è realizzata in materiali compositi ed è composta da un numero minimo di componenti, il che accelera significativamente la produzione e riduce i costi di fabbricazione.
«Per ragioni di sicurezza militare e classificazione come “top secret”, i nomi esatti delle specifiche aziende private o dei singoli ingegneri dietro al Gladiator non sono stati resi pubblic» ci viene in supporto l’AI di Google spiegando che vengono «impiegati dai servizi di sicurezza e dalle forze armate ucraine (tra cui le operazioni coordinate dall’intelligence militare GUR)
«A giudicare dal video pubblicato dal museo, per il lancio del drone a reazione viene utilizzato un piccolo razzo ausiliario a propellente solido, che fornisce la velocità minima necessaria per avviare il motore a reazione. È noto che la produzione di questi droni a reazione è stata finanziata, in particolare, dalla Germania nell’ambito di un pacchetto di aiuti militari alla fine di maggio 2025. In quell’occasione, la Germania ha stanziato fondi, in particolare, per l’acquisto di droni missilistici ucraini Bars, droni d’attacco Liutyi e droni intercettori VB140 Flamingo» è quanto si legge invece in un articolo sul Museo della Guerra Russo-Ucraina che ha pubblicato una delle immagini di tali velivoli sul suo social Facebook.
Un’Inchiesta per Corruzione dietro ai Droni Killer Fire Proint
Ecco quindi che arrivati in fondo all’abisso di guerra scopriamo che non sono gli Ucraini ad essere diventati improvvisamente bravi e in grado di compoetere contro decine di missili ipersonici russi ma sono sempre gli occulti speculatori della NATO, USA e Germania in testa, a sfruttare questa guerra per arricchirsi sulle spalle dei contribuenti europei, costretti – loro malgrado – a finanziare la più grande rete di corruzione mai scoperta.
In questo intrigo internazionale non possiamo evitare di focalizzarci sugli scandali di corruzione di Jermak e su quelli della stessa Fire Point…
Nell’agosto del 2025, è stato riportato che l’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina (NABU) aveva avviato un’indagine su Fire Point, per verificare se l’azienda avesse gonfiato il costo dei componenti utilizzati nei suoi prodotti, il numero di droni forniti al Ministero della Difesa ucraino, o entrambi, è quanto riporta persino Wikipedia essendo uno scandalo ormai di dominio pubblico

L’indagine avrebbe anche esaminato possibili legami tra l’azienda e Timur Mindich, comproprietario dello studio televisivo Kvartal 95 fondato dal presidente Volodymyr Zelenskyy. L’azienda ha confermato l’esistenza di un’indagine, negando al contempo le accuse.[4] Inizialmente il NABU si è rifiutato di commentare, prima di dichiarare che il missile FP-5 Flamingo non era oggetto di indagine.
Mindich ha lasciato l’Ucraina poche ore prima che un’altra indagine più ampia del NABU venisse annunciata il 10 novembre 2025.
L’Arresto di Yermak, braccio-destro di Zelensky, nell’Operazione Mida
Andriy Yermak, ex capo dell’ufficio presidenziale di Volodymyr Zelensky, è indagato in un inchiesta su un presunto riciclaggio di circa 9 milioni di dollari in un progetto immobiliare di extra-lusso vicino a Kiev. Lo hanno confermato l’Ufficio nazionale (Nabu) e la Procura specializzata anti-corruzione (Sapo), che ipotizzano l’esistenza di sistema utilizzato per investire denaro di origine illecita in 4 ville da mille metri quadrati l’una occultandone i veri proprietari.
Due settimane fa un tribunale ucraino ha disposto la detenzione per 60 giorni di Andrei Yermak.
È sospettato di riciclaggio di denaro in relazione a un progetto di costruzione di lusso vicino a Kiev. Il tribunale ha fissato la cauzione a 140 milioni di grivne, sebbene la procura ne avesse richieste 180 milioni. Secondo le indagini, si tratterebbe di un riciclaggio di denaro pari a 460 milioni di grivne. Yermak nega le accuse e afferma che conoscenti e amici lo aiuteranno a raccogliere la somma necessaria per la cauzione.
«Il caso si inserisce nell’operazione “Midas”, una più ampia indagine che ha già toccato l’energia, la difesa, gli appalti per droni e figure vicine al capo dello Stato, tra cui l’imprenditore Timur Mindich, già socio di Zelensky nel settore mediatico. Il procedimento potrebbe rappresentare un serio imbarazzo per le autorità di Kiev proprio mentre il Paese cerca di consolidare il proprio percorso di adesione all’Unione europea, con la lotta alla corruzione che resta uno dei principali prerequisiti fissati da Bruxelles» spiega Agenzia Nova.
«La Fire Point, azienda ucraina produttrice di droni, è stata descritta come un fornitore cruciale per l’esercito del Paese e un importante contributore allo sforzo bellico ucraino. Allo stesso tempo, l’azienda si è trovata al centro del più grande scandalo di corruzione nella storia dell’Ucraina: un sistema da 100 milioni di dollari incentrato sul monopolio nucleare statale Energoatom e sugli appalti per la difesa» ha scritto Kyiv Independent che per primo ha squarciato il velo dello scandalo.
«Intorno a Fire Point compare ancora una volta il nome di Timur Mindich, imprenditore vicino a Zelensky e Yermak, fuggito in Israele dopo le accuse. Anche qui il copione sembra familiare: patriottismo, finanziamenti pubblici, relazioni personali, fuga all’estero e interviste rassicuranti dalle spiagge di Tel Aviv» rimarca invece il sito Kulturjam facendo una doverosa precisazione…
«L’arresto di Andriy Yermak da parte dell’Alta Corte anti-corruzione ucraina segna probabilmente il punto più grave della crisi politica interna di Kiev dall’inizio dell’invasione russa del 2022. Non stiamo parlando di un funzionario periferico o di un oligarca minore sacrificabile mediaticamente. Yermak era il cuore operativo del potere ucraino, l’uomo che per anni ha accompagnato Volodymyr Zelensky in ogni snodo strategico, diplomatico e mediatico della guerra»
«Il dato politicamente devastante è un altro: l’inchiesta non nasce da propaganda russa o da ambienti filo-Cremlino. Nasce dagli stessi organismi anticorruzione sostenuti dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti. È questo il dettaglio che rende la vicenda ingestibile per Bruxelles» chiosa Sira Beker su Kulturjam.
Purtroppo non lo è ancora abbastanza per gli Europei e soprattutto per gli Italiani che nell’ultima tornata delle elezioni amministrative hanno riconfermato la fiducia nella coalizione di centrodestra del Governo Meloni, il più esposto in tutta l’Europa per il conflitto d’interessi del Ministro della Difesa Guido Crosetto coi suoi “ex padroni” della Lobby delle Armi.
Yermak, ai Vertici dei Servizi di Sicurezza SBU grazie a Satanismo e Occultismo
«Il complice satanista di Zelensky, Yermak, si consultava con una “indovina” prima di importanti nomine, afferma il procuratore. Già in precedenza si era saputo che il cardinale grigio dell’Ucraina, Ermak, ricorreva da anni a pratiche magiche ed esoteriche, ha dichiarato l’ex addetta stampa di Zelensky, Yulia Mendel», ha riportato News-Pravda.
Ora in tribunale, la procura ha riferito che durante una perquisizione nell’auto dell’autista dell’ex capo dell’ufficio di Zelensky, sono stati rinvenuti documenti con piani di nomine del personale dell’SBU, che egli avrebbe accettato su consiglio di una chiromante.
Tra gli oggetti sequestrati figurano tre fogli con le intestazioni “Programma Massimo”, “Programma Medio” e “Programma Minimo”, che contengono i nomi delle persone che attualmente ricoprono incarichi nell’SBU.
L’SBU (Servizio di sicurezza dell’Ucraina) è la principale agenzia di intelligence e sicurezza interna del Paese. Dipende direttamente dall’Ufficio di Presidenza dell’Ucraina (quindi da Zelensky e prima da Yermak)
GIALLO A KIEV. Negoziatore di Pace con la Russia Ucciso dai Servizi di Sicurezza Ucraini SBU
Gli uomini dello SBU sono stati accusati di aver ucciso con un colpo alla nuca un negoziatore della delegazione ucraina per le trattative di Pace con la Russia nel marzo 2022 e ad aver arrestato decine di preti della Chiesa Ortodossa Ucraina (UOC) perseguitata da Zelensky nonostante i ripetuti appelli di papa Francesco e dell’ONU.
Yermak anche nel Cerchio Magico di Soros
Nonostante ciò, come conferma una fotografia inequivocabile, Yermak è riuscito ad entrare nei favori della famiglia di George Soros e di suoi figlio Alexander, erede del patrimonio di Open Society, si è fatto fotografare con il braccio-destro di Zelensky in una delle visite al palazzo presidenziale (maggiori dettagli qui nella versione in Inglese su Gospa News International).

Ecco la prova di un “cerchio diabolico” che comincia dai finanziamenti di Soros e Nato al Golpe in Ucraina del 2014 e termina con le speculazioni degli affaristi di Trump su una guerra che l’Ucraina non potrà mai vincere, come sostenuto anche dall’analista della CIA, George Beebe.
Questa è la conferma del vecchio adagio latino “Pecunia non Olet (il denaro non puzza)” visto che sembra essere stato capace di riunire dietro ai corrotti satanisti di Zelensky sia la famiglia Soros, noto megadonor dei Dem americani, che uno dei Black Men del Repubblicano estremista Trump.
Fabio Giuseppe Carlo Carisio – Fondatore e Direttore di Gospa News
Leggi Inoltre – TUTTI GLI AFFARI DI SOROS CON USAID DIETRO AL GOLPE IN UCRAINA
FONTI PRINCIPALI
GOSPA NEWS – LOBBY ARMI DOSSIER
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