45° Anniversario Medjugorje – ONORI AL CARDINALE RUINI: Confermò l’Autenticità delle Prime APPARIZIONI della GOSPA. Poi il “Clero Massonico” ha Occultato il Fenomeno Prodigioso

45° Anniversario Medjugorje – ONORI AL CARDINALE RUINI: Confermò l’Autenticità delle Prime APPARIZIONI della GOSPA. Poi il “Clero Massonico” ha Occultato il Fenomeno Prodigioso

MEDJUGORJE: Messaggio della Regina della Pace – 25 Giugno 2026 – 45° Anniversario

25 giugno 1981 – 2026: 45° anniversario della prima visione della Regina della Pace da parte dei sei Veggenti a Medjugorje 

Il messaggio è stato dato alla veggente a Marija Pavlovic nella sua visione quotidiana

“Cari figli, Gioite con me perché l’Altissimo mi ha permesso di stare con voi, di guidarvi a Lui che è Via, Verità e Vita. Gioite, figlioli, e siate gioiosi anche nelle difficoltà e avrete la forza perché sarete coscienti di essere passeggeri, e saprete offrire tutto a Dio. Perciò non dimenticate: io sono vostra madre e vi amo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

(Con approvazione ecclesiastica)


di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

Il Cardinale che guidò la Commissione su Medjugorje

articolo pubblicato in origine il 18 giugno 2026

ENGLISH VERSION

«Va ricordato l’ultimo importante incarico affidato da Papa Ratzinger al cardinale dopo la conclusione del suo mandato di presidente della CEI e di Vicario di Roma, la guida di una speciale commissione di indagine e di studio sulle apparizioni di Medjugorje: un lavoro considerevole e accurato, conclusosi con un parere sostanzialmente positivo in relazione al primissimo periodo del fenomeno, che il cardinale consegnerà nelle mani del successore di Benedetto XVI, Papa Francesco».

Con queste parole Andrea Tornielli, uno dei giornalisti più esperti sulle visioni della Regina della Pace apaprsa ai 6 veggenti della Bosnia Herzegovina, ricorda il ruolo cruciale svolto dal cardinale Camillo Runi, appena scomparso (oggi i funerali nella Basilica di San Pietro a Roma), rammentando a chi non lo conosceva bene il carisma spirituale del porporato che, forte delle virtù intellettuali donate dallo Spirito Santo (Intelligenza, scienza e Sapienza), seppe genuflettersi con la devozione di un autentico cristiano alla più solenne e duratura “Epifania“ terrena della Madre Celeste.

EUCARISTIA E PENTECOSTE: Doni Soprannaturali dell’ULTIMA CENA e della PASQUA. Le Rivelazioni dei Vangeli degli Apostoli Giovanni e Matteo

La Relazione Finale di Ruini sull’Autenticità delle prime Apparizioni della Madonna

Oggi Tornielli scrive in qualità di direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, ma un tempo fu il primo a comunicare l’eccezionale risultato raggiunto dalla Commissione Ruini che riportiamo integralmente in un articolo ripubblicato da Rinascimento Cristiano (Gospa Edizioni network).

QUANDO RUINI DICHIARO’ AUTENTICHE LE PRIME 7 APPARIZIONI DI MEDJUGORJE

«La commissione ha rilevato una differenza molto netta tra gli inizi del fenomeno e il suo successivo sviluppo. E ha cosi deciso di esprimersi con due voti distinti sulle due diverse fasi: le prime 7 presunte apparizioni, avvenute tra il 24 giugno e il 3 luglio 1981, e tutto ciò che è successo dopo. I membri e gli esperti si sono espressi con 13 voti a favore del riconoscimento della soprannaturalità delle prime visioni»scrisse il 16 maggio 2017 su La Stampa lo astesso Tornielli in un articolo memorabile: è infatti l’unica dettagliata testimonianza  documentazione sulla relazione finale della Commissione Ruini istituita da Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger.

Il “cardinale sottile” come fu soprannominato l’alto prelato originario di Sassuolo per l’acume teologico e la sua abilità pastorale di influenza della politica al fine di dare rilevanza al ruolo della Chiesa Cattolica come fece da segretario e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, anche dinnanzi al controverso “mistero Medjugorje”, osteggiato dal Vescovo di Mostar come da tanti porporati, seppe essere ispirato dal Santissimo Paraclito nell’individuare la strategia migliore per certificare l’autenticità di un prodigioso fenomeno soprannaturale congenitamente inaccettabile alla luce della storia delle apparizioni mariane.

I Dubbi del Clero dimentico delle Profezie Mariane sugli Ultimi Tempi

Già, perchè gli ecclesiastici sempre più rapiti dalle sirene dello Scientismo Illuminista di chiara matrice massonica in un’espressione filofofica ateista e anticristica, furono confusi, come gli Apostoli dinnanzi alla cattura di Gesù nell’orto degli Ulivi e come San Tommaso dopo la Risurrezione del Messia, e si fecero tentare dal rifiuto di una nuova e mai sperimentata mistagogia mariana.

Mai nella storia delle apparizioni della Madonna, la Santissima Vergine si era protratta all’infinito nei suoi appuntamenti quotidiani con i veggenti Marja Pavlovic, Vicha Ivankovic e Ivan Dragigevic che ancora proseguono come quelli occasionali del 18 marzo della veggente Miriana Dragićević-Soldo, unica depositaria di tutti i 10 Segreti.

MEDJUGORJE E I 10 SEGRETI – 3. La Veggente Mirijana, i Misteri di Fatima e la Devozione di Giovanni Paolo II al Cuore Immacolato di Maria

Tornielli nel suo articolo menzionò senza analizzarlo «il tema dei “segreti» dal sapore apocalittico che i veggenti affermano essere stati rivelati a loro dall’apparizione» e da decenni fa tremare i porporati dalla fede costtuita sulla sabbia dei pensieri logici umani.

Tutto ciò ha suscitato profondi dubbi nel mondo ecclesiastico che sembra essersi scordato di tante altre profezie mariane (da Lourdes a Farima) sugli ultimi tempi ben scolpiti negli annunci di Gesù Cristo nei Vangeli e, soprattutto, nel Libro dell’Apocalisse di San Giovanni apostolo ed evangelista.

DAL MISTERO DELL’ANNUNCIAZIONE AI MIRACOLI DI LOURDES E MEDJUGORJE. In Memoria ed Onore del Mistico “Sì” della Santissima Vergine Maria

Ma il cardinale Camillo Ruini. certamente ipirato dallo Spirito Santo ella sua geniale intuzione, trovò la soluzione per dare risposta sia ai milioni di sacerdoti pellegrini a Medjugorje per concreta fede nel fenomeno prodigioso, sia agli scettici del Clero.

Ovvero il riconoscimento della soprannaturalità delle prime sette visioni e la sospensione del giudizio sulle successive.

La Sindrome di don Abbondio di Papa Francesco sulla “Madonna che non fa la Postina“

La Commissione Ruini consegnò così nelle mani di Papa Francesco la facoltà di dichiarare pubblicamente l’autenticità delle apparizioni mariane a Medjugorje, ma il Santo Padre, prodigo di post sui social con cinguettii imbarazzanti su varie tematiche del magistero della Chiesa, aveva appena fatto raggiunto il culmine della sua prosopopea comunicativa:

«Io preferisco la Madonna madre, e non la Madonna capo-ufficio telegrafico che tutti i giorni invia un messaggio a tale ora»proferì il pontefice argentino Jorge Mario Bergoglio con un post che fu sintetizzato dai media detrattori di Medjugorje con la semplice e brutale frase: “La Madonna non fa la postina”.

Feci il mio decimo pellegrinaggio nel santuario dell’Erzegovina proprio pochi mesi dopo questa infelice sortita della primavera 2017 e, con mio enorme stupore, apprezzai la catechesi della veggente Marja che invitò a pregare per il Papa rammentando che la Chiesa, il Corpo Mistico di Cristo, ha i pastori che si merita.

E anche i Pontefici, aggiungo io, sono ritenuti dogmaticamente infallibili solo quando si pronunciano Doctrina ex Cathedra.

DUE PAPI UNITI NELLA DIVINA MISERICORDIA. San Giovanni Paolo II e Francesco morti in Prossimità della Solenne Festa Cristiana a distanza di 20 anni

Come abbiamo rilevato alla sua morte, Papa Francesco fu un pastore così devoto alla Divina Misericordia da giungere a banalizzare il messaggio evangelico cristiano in una visione di amore universale para-buddistica avulsa dalla mistagogia, ma fu ingiustamente criticato come “cospirazionista anticattolico” sebbene fosse invece vittima della sua ingenua indole avvinta da una sorte di Sindrome di Don Abbondio, ovvero una comunicazione pavida nel confrontarsi con il razionalismo scientista imperante tra tanti cardinali e vescovi allettati dall’eretica filosofia religiosa cattomassonica al punto di frequentare con ossequio le logge e i convegni degli Incappucciati nonostante la scomunica della Massoneria.

Ecco perché al Santo Padre mancò il coraggio di dare corso all’atteso annuncio ufficiale sull’autenticità delle prime apparizioni e fu tentato dai dubbi della Congregazione della Dottrina della Fede a cui affidò il compito di revisionare la relazione Ruini come se una logica teologica potesse giungere a comprovare logicamente un Mistero Soprannaturale Cristiano.

E’ come se fosse istituita una Commissione ecclesiastica per comprovare la scientifictà della Risurrezione di Gesù Cristo.

MASSONERIA & VATICANO – 4. Cardinali e Vescovi in Ginocchio da Satana al Summit degli Incappucciati. L’Accademia Pontificia Cavilla, il Papa Tace…

La Nota della Dottrina della Fede cancella ogni Valenza Soprannaturale delle Apparizioni

Il risultato si è visto il 19 settembre 2024 quando il nuovo Prefetto del Dicastero della Dottrina della Fede, il cardinale Victor Manuel Fernandez detto Tucho e contestato per i suoi endorsement pastorali antibiblici alla Lobby LGBTQ, ha promulgato una “Nota circa l’Esperienza spirituale legata a Medjugorje” controfirmata da papa Francesco.

Con una strategia pastorale più maliziosa che efficace, il Vaticano ha riconosciuto “i buoni frutti” spirituali e sociali conformi alla morale cattolica cristiana e agli insegnamenti biblici derivanti dalle Apparizioni della Gospa a Medjugorje pronunciando il “nihil obstat” ufficiale di Papa Franceso ai pellegrinaggi al santuario mariano della Parrocchia di San Giacomo gestita dai francescani.

IL CARDINALE BENEDICE I GAY MA NON I VEGGENTI E LE APPARIZIONI DI MEDJUGORJE. Si compie la Profezia de La Salette sui “Ministri dei Disordini”

Superficialmente avrebbe potuto apparire una notizia molto positiva ma lo fu ben poco.

Infatti non è stata più riconosciuta la natura soprannaturale del fenomeno e nemmeno l’autenticità delle apparizioni della Regina della Pace ai veggenti: pertanto è stato spazzato via anche il precedente pronunciamento della Commissione Ruini.

Per una curiosa coincidenza, rilevata solo da Gospa News, la nota fu diffusa nell’anniversario delle apparizioni de La Salette quando la Santissima Vergine rivelò alla veggente Melanie Calvat la profezia sui “Ministri del Disordine” della Chiesa Cattolica.

Il risultato lo ha evidenziato padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, in uno dei suoi recenti editoriali rimarcando che dopo il pronunciamento del Vaticano, da lui accolto con grande inziaiale entusiasmo, le catechesi dei veggenti e le loro testimonianze sulle apparizioni hanno smesso di avere il risalto pubblico degli anni precedenti.

Ecco perché, da pellegrino devoto alla Gospa (Madonna in Croato) e da direttore-fondatore di Gospa News con dieci reportage pubblicati sulle apparizioni e i frutti della Regina della Pace, oggi ho voluto celebrare l’eccellente lavoro su Medjugorje del cardinale Ruini che merita tutti gli onori!

Probabilmente anche quelli degli altari…

Fabio Giuseppe Carlo Carisio – direttore e fondatore Gospa News


ARTICOLI CORRELATI

CON 10 EURO AIUTI GOSPA NEWS A LOTTARE ANCHE PER TE! Fai una Donazione all’Informazione Cristiana contro il Mainstream Massonico

MEDJUGORJE E I 10 SEGRETI – 4. Su Radio Maria SOS APOCALISSE AntiCristiano. Ma Padre Livio Manipola Profezie Mariane per Accusare Putin e non i Massoni

MASSONERIA & SIONISMO – 7. Netanyahu lancia Il Sionismo Cristiano: la “Falsa Religione” profetizzata da Emmerich e sorta dalla Sinagoga di Satana

 


Il Papa: Ruini fratello di fede profonda, acuta intelligenza e sguardo lungimirante

Pubblicato in origine da Vatican News

Il cardinale Camillo Ruini, scomparso ieri (16 giugno 2026 – ndr) all’età di 95 anni, è stato un “esperto e saggio fratello, corroborato da fede profonda, acuta intelligenza e sguardo lungimirante, che ha servito con discrezione e abnegazione il Vangelo e la Chiesa”.

Così Papa Leone XIV ricorda l’ex presidente della Conferenza Episcopale Italiana e vicario generale emerito per la Diocesi di Roma, in un telegramma inviato questa mattina, 17 giugno, al cardinale Baldassare Reina, vicario generale per la Diocesi di Roma.

Un ministero iniziato nella Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla

La notizia della morte del porporato emiliano, scrive il Papa, “suscita nel mio animo sentimenti di viva partecipazione assieme alla gratitudine al signore per il dono di questo stimato uomo di Chiesa”, che visse con generosità il suo ministero prima nella Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, dove è stato anche vescovo ausiliare, e poi, “per il resto della sua lunga esistenza” a beneficio della Diocesi di Roma e della Chiesa italiana.

L’impegno per un fecondo dialogo col mondo della cultura

Nel suo messaggio, Leone XIV esprime al cardinale Reina, “al Consiglio episcopale, ai familiari, al presbiterio Romano e ai fedeli tutti la mia vicinanza e il mio cordoglio”, e del cardinal Ruini ricorda il “suo proficuo lavoro per la Conferenza Episcopale Italiana e per un fecondo dialogo con il mondo della cultura”. Il Pontefice  chiede infine a Dio, per intercession della Vergine Maria, di accoglierlo nella Gerusalemme celeste, e imparte di cuore la benedizione apostolica “a quanti ne piangono la dipartita, con un pensiero riconoscente a coloro che lo hanno premurosamente accudito”.

Le esequie del cardinale Ruini saranno celebrate da Papa Leone giovedì 18 giugno, alle ore 16.30, all’Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro.

Parolin: una grandissima figura che ha inciso nella vita della Chiesa

In serata, prima di partecipare a Roma al Festival dell'”Umano Tutto Intero”, promosso dal network “Ditelo sui Tetti”, al titolo “Dalla parte delle creature!” ispirato a San Francesco, anche il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, raggiunto dai giornalisti, ha ricordato il cardinale Camillo Ruini. ”

Conservo una grande riconoscenza”, per lui, ha sottolineato, come “una grandissima figura nella storia della Chiesa italiana e universale, che ha veramente inciso con la sua personalità e con le sue iniziative nella vita della Chiesa”. Ed ha aggiunto che in questi ultimi anni, “quando lui usciva e c’era occasione di incontrarci, c’è sempre stato un dialogo molto bello e molto fraterno”.

Pubblicato in origine da Vatican News


Ruini, pastore di una Chiesa “rilevante” nella società

di Andrea Tornielli – Pubblicato in origine da Vatican News

Andrea Tornielli

Lo hanno chiamato “il cardinal sottile”, hanno detto che sarebbe stato un perfetto leader di partito, molto più efficiente di tanti segretari della seconda Repubblica. Hanno fantasticato sulle sue abilità strategiche inventando di sana pianta una passione per i soldatini e i modellini di carri armati che in realtà non ebbe mai in vita sua. Lo hanno identificato come il migliore alleato ecclesiastico del ventennio politico berlusconiano.

Di certo con la morte del cardinale Camillo Ruini scompare un protagonista indiscusso della storia recente della Chiesa italiana, l’uomo al quale Giovanni Paolo II, nella seconda parte del suo lungo pontificato, aveva affidato la guida della CEI e la gestione di ogni rapporto con la politica del Belpaese.

Nato a Sassuolo nel febbraio 1931, figlio di un medico, aveva avuto al liceo un professore di filosofia ateo che attaccava in continuazione i fondamenti della fede cristiana. Camillo, giovane studente, era l’unico a controbattere, con rispetto e fermezza, mentre il resto della classe rimaneva in silenzio. Un’abitudine che non avrebbe mai perso, abituato com’era a rendere sempre ragione delle sue posizioni e a presentare le ragioni della fede.

Sacerdote a 23 anni, esperto di teologia dogmatica, insegnante di filosofia nei licei, vescovo nel 1983. È stato uno dei protagonisti del cambio di rotta della Chiesa italiana segnata dal convegno ecclesiale di Loreto, nel 1985, che vede l’affermarsi delle indicazioni del nuovo pontificato, l’impulso per una rinnovata presenza dei cattolici nella vita sociale e politica del Paese.

A quegli anni risale la conoscenza e l’amicizia con colui che sarebbe diventato direttore del quotidiano cattolico Avvenire, Dino Boffo, con il quale si trova in sintonia nell’auspicare un maggiore impegno culturale dei cattolici italiani.

Alcuni mesi dopo il convegno di Loreto, spartiacque per la Chiesa italiana, Ruini diventa segretario generale della CEI presieduta per volere di Giovanni Paolo II dall’allora cardinale vicario di Roma, Ugo Poletti.

Quando arrivò alla Conferenza Episcopale, avrebbe poi più volte raccontato, “avevamo a malapena i soldi per pagare quattro impiegati”. Ma grazie al nuovo Concordato e al meccanismo dell’8 per mille, arrivano alla CEI risorse considerevoli: non soltanto Ruini può permettersi di creare una notevole e articolata struttura, ma può anche aiutare significativamente le Chiese del Terzo mondo. Al suo fianco, per l’attuazione del Concordato, chiama mons. Attilio Nicora.

Sono gli anni in cui i vescovi chiedono ai cattolici italiani di rimanere uniti attorno al partito della Democrazia Cristiana. Nel 1991 Giovanni Paolo II nomina Ruini presidente dei vescovi italiani e suo vicario per la diocesi di Roma, creandolo cardinale.

Subito dopo il suo insediamento ai vertici dell’Episcopato scoppia in Italia lo scandalo di Tangentopoli, un terremoto per i partiti che fino a quel momento hanno governato il Paese. La CEI deve prendere atto che l’unità dei cattolici non è più possibile: la Democrazia Cristiana tracolla, i partiti di governo entrano in crisi. Il cardinale Ruini dà vita allora un nuovo progetto culturale: i cattolici, anche se divisi per militanza partitica, potevano trovarsi uniti sui valori come la difesa del matrimonio, le politiche in favore della famiglia, la libertà di educazione. Nel centrodestra guidato da Silvio Berlusconi, Ruini trova un interlocutore disposto a dialogare su questi temi.

Una vittoria alla quale gli si riconosce di aver contribuito è quella dell’astensione al referendum del 2005 sulla fecondazione assistita, quando aveva invitato a non recarsi alle urne per far fallire, come accadrà, la consultazione.

Ma anche sarebbe davvero riduttivo leggere l’operato del cardinale soltanto o prevalentemente con la lente della politica. Ruini ha rilanciato il ruolo missionario delle parrocchie e si è adoperato per far sì che i nuovi movimenti e le associazioni laicali cattoliche, pur con le loro diversità e peculiarità, si sentissero tutte parte di questo rinnovato slancio per l’annuncio del Vangelo.

Attento osservatore di quanto avveniva negli Stati Uniti con l’affermazione degli “evangelicals”, dopo il dramma dell’11 settembre 2001 e il crescente fenomeno dell’immigrazione si era detto convinto che questi avvenimenti avessero provocato in Italia “un risveglio e una rinnovata presa di coscienza della nostra identità religiosa e culturale cristiana, a livello di popolo e anche in una parte ampia e significativa della cultura laica”.

Nel 2005 ha partecipato al Conclave che ha eletto il cardinale Joseph Ratzinger quale successore di Giovanni Paolo II. Nonostante il “suo” Papa sia rimasto il Pontefice polacco, con il quale aveva strettamente collaborato per anni, con Benedetto XVI si è trovato in sintonia, anche sul giudizio relativo alla “rilevanza” della Chiesa italiana: l’Italia, secondo questa lettura, non sarebbe così scristianizzata e secolarizzata come appare dalle statistiche.

Proprio questo Paese, dirà Papa Ratzinger, è la prova che “l’egemonia di tale cultura non è affatto totale e tanto meno incontrastata” e che “soprattutto in Italia la Chiesa conserva una presenza capillare, in mezzo alla gente di ogni età e condizione, e può quindi proporre nelle più diverse situazioni il messaggio di salvezza che Gesù le ha affidato”.

Per Ruini era importante che la Chiesa non risultasse “irrilevante” e dunque che fosse in grado, in dialogo con tutti, di proporre il messaggio cristiano incarnandolo in ogni aspetto della vita sociale, culturale e politica.

Va ricordato l’ultimo importante incarico affidato da Papa Ratzinger al cardinale dopo la conclusione del suo mandato di presidente della CEI e di Vicario di Roma, la guida di una speciale commissione di indagine e di studio sulle apparizioni di Medjugorje: un lavoro considerevole e accurato, conclusosi con un parere sostanzialmente positivo in relazione al primissimo periodo del fenomeno, che il cardinale consegnerà nelle mani del successore di Benedetto XVI, Papa Francesco.

IN ONORE DELLA BEATA VERGINE MARIA ASSUNTA E REGINA. Prodigi della Gospa e Profezie Mariane da Fatima e Lourdes ai 10 Segreti Apocalittici di Medjugorje

Escluso per motivi d’età dal novero degli elettori al conclave 2013, Ruini ha accolto la sorpresa dell’elezione del cardinale Bergoglio e nel corso degli anni, in occasione di alcune interviste, non ha mancato di far presente qualche rispettosa presa di distanze da alcuni aspetti del pontificato di Francesco, sottolineando d’altra parte anche le sintonie, specialmente con il magistero sulla fraternità. Ormai in sedia a rotelle, è stato in grado di partecipare alle liturgie e ai riti che hanno accompagnato il cambio di pontificato del 2025 e ha fatto in tempo a rendere omaggio a Leone XIV, sottolineandone l’impegno per l’unità della Chiesa.

Dipinto spesso, a torto, come un personaggio freddo e calcolatore, il cardinale di Sassuolo non ha in realtà mai corrisposto a questo cliché. È stato invece un vero padre per i suoi preti, sempre disponibile al dialogo con loro, attento ai loro problemi e alle loro esigenze, vicino nei momenti di bisogno. Per nulla attratto dal risorgente tradizionalismo, piuttosto alieno dai formalismi, ha vissuto l’ultimo scorcio della sua vita in un appartamento all’ultimo piano di un istituto diocesano accanto alle mura vaticane, accogliendo in casa neonati abbandonati e bisognosi di cure.

Pubblicato in origine da Vatican News


 

(Visited 230 times, 17 visits today)

Fabio G. C. Carisio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *