Passi che nel Mondiale 2026 senza l’Italia, eliminata per la terza volta di fila dalla Fifa World Cup, la RAI abbia deciso di concedere a DAZN l’onore di tutte le dirette nonostante il canone che i poveri fantozziani abbonati pagano perché estorto nelle bollette della luce…
Passi che su ben 16 gare dei sedicesimi di finale ad elimninazione diretta la TV di Stato sia riuscita a trasmetterne soltanto 6: per l’accordo di una sola partita in chiaro al giorno.
Passi che degli Ottavi ne vedremo soltanto 4 perchè le altre quattro saranno in diretta solo su DAZN (ha qualche amico in RAI???)
Ma che prendano in giro tutti i telespettatori italiani sulla trasmissione in diretta di Australia-Egitto, promuovendola sul sito e persino sulla Home di RAI on Demand è davvero troppo!
Se si clicca sulla DIRETTA si viene trasportati sullo show Affari Tuoi.
Cerchi la partita del Mondiale ma Vedi Affari Tuoi e poi un Film
Ed effettivamente, cercando sulle dirette di ogni canale NON APPARE DA NESSUNA PARTE la partita Australia-Egitto in diretta.
Lo screenshot di RAI Play on Demand
Quello che rewalmente si vedeva
Sembra evidente che lo staff tecnico della TV nazionale di stato, lautamente pagata dai contribuenti, ha optato per trasmettere Argentina-Capo Verde a mezzanotte e, pertanto, ha perso il diritto a trasmettere “l’unica partita del giorno” precedentemente annunciata.
Mentre le due squadre hanno concluso il tempo regolamentare sul pareggio 1 a 1, il link con la diretta ha poi dirottato sul film “Scusa se esisto”
Come si vede dallo screnshot delle dirette RAI News non c’è alcuna parrtita prevista durante la fascia oraria di Australia-Egitto (iniziata alle ore 20 in Italia)
Ma è normale che la RAI non sappia cosa sta trasmettendo? O dopo essersi accorta della gaffe ha deciso di occultare il tutto confidando che i telespettatori della partita dell’Australia sarrebbero stati pochi?
Tutto ciò avviene nel giorno in cui l’ad Gianpalo Rossi, pasato da giornalista della polemica rubrica L’Anarca sul Giornale ad amministratore degli affari di stato meloniani, si è vantato di presentare il luminoso palinsesto per rispondere alle dimissioni di massa dei membri dell’opposizione della Commissione di Vigilanza RAI.
Le bugie hanno le gambe corte, si sa! E quando diventano balle mondiali persino sulle dirette fanno rimpiangere l’unico Rossi degno della RAI: Pablito!
Quando la TV di Stato non faceva i conti della serva per propagandare un Governo di Regime come quello della Meloni ma pensava a trasmettere ciò di cui gli abbonati avevano diritto!
Ecco perché allora il canone RAI annuale si pagava più volentieri e non come un balzello per arricchire i servi del sistema nei centri di potere.
Rossi: sappiamo intercettare pubblico che si muove e cambia
“Il pubblico non scompare, cambia, si muove, si moltiplica nelle forme e nei comportamenti, e la Rai dimostra di saperlo intercettare”. Così Giampaolo Rossi, amministratore delegato di Rai, intervenendo alla presentazione dei palinsesti 2026-2027 al Teatro delle Muse.
Secondo Rossi, “è dentro questa capacità di tenuta, di adattamento e allo stesso tempo di rilancio, che si misura la potenza di Rai, una potenza che non e’ difensiva e non nasce dalla semplice resistenza al cambiamento, ma dalla capacità di interpretarlo e, quando possibile, di condurlo”.
Probabilmente per vedere Australia-Egitto in diretta sulla RAI si doveva prenotare un viaggo per muoversi verso gli USA.
Non ho guardato una sola puntata dell’approfondimento sui Mondiali “ITALIA CHIAMA AMERICA”, ma è evidente che anche se l’Italia chiama la RAI di Rossi non risponde.
Vigilanza Rai, Floridia si dimette: “La Rai va salvata con una riforma, non con nuove poltrone”
La presidente Barbara Floridia (M5S) e gli altri 15 membri delle opposizioni (Pd-M5S-Avs-Iv), hanno rotto gli indugi, preso carta e penna e rassegnato in massa le dimissioni contro lo ‘stallo’ della commissione Vigilanza Rai.
Sotto accusa “l’arroganza” del centrodestra che ha continuato a disertare le sedute con l’obiettivo di imporre come presidente Simona Agnes, a dispetto di una maggioranza dei due terzi imposta dalla legge. Ne è seguito, dopo poche ore, un ‘coup de theatre’ dei partiti di governo, i cui membri della Vigilanza si sono dimessi a loro volta.
“Il problema non è certo dei nomi dei commissari della vigilanza e il punto non è eleggere il presidente della Rai. Adesso il punto è diverso: bisogna dare alla Rai, per salvarla, per proteggerla, una riforma. E invece loro pensano soltanto alla poltrona”, ha detto Barbara Floridia.