CROLLO PONTE MORANDI: 43 MORTI, 200 ANNI DI RECLUSIONE PER 32 IMPUTATI (video). 12 anni all’ex AD Autostrade Castellucci, già in Galera per Strage Acqualonga

CROLLO PONTE MORANDI: 43 MORTI, 200 ANNI DI RECLUSIONE PER 32 IMPUTATI (video). 12 anni all’ex AD Autostrade Castellucci, già in Galera per Strage Acqualonga

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A poco meno di otto anni dal crollo del ponte Morandi, il viadotto autostradale collassato il 14 agosto 2018 alle 11:36 stroncando la vita di 43 persone, si chiude uno dei processi più importanti e imponenti celebrato nelle aule di giustizia italiane.

Un dibattimento a carico di 57 persone iniziato il 7 luglio 2022, per un totale di 284 udienze.

Per i sostituti procuratori Walter Cotugno e Marco Airoldi responsabili di quel disastro sono i vertici e tecnici dell’epoca e quelli passati di Autostrade, di Spea (la controllata che si occupava di vigilanza e manutenzione), del ministero dei Trasporti e del Provveditorato. Secondo la procura, per anni si sarebbe risparmiato sulla sicurezza e le manutenzioni autostradali per garantire più dividendi ai soci.

Le accuse, a vario titolo, sono omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, crollo doloso, omissione d’atti d’ufficio, attentato alla sicurezza dei trasporti, falso e omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sui luoghi di lavoro. Accuse per le quali sono stati chiesti quasi 400 anni di carcere e una assoluzione.

Per il crollo di Ponte Morandi in totale sono state 32 le condanne per quasi 200 anni.

L’ex AD di Aspi Castellucci condannato a 12 anni

L’ex ad di Aspi Giovanni Castellucci è stato condannato a dodici anni per il crollo del ponte Morandi.

Condannati anche gli ex vertici di Aspi e di Spea. Undici anni per Michele Donferri Mitelli (ex numero tre di Aspi): il pm aveva chiesto 15 anni e sei mesi. Condanna a 5 anni e sei mesi per Paolo Berti (ex numero due Aspi), erano stati chiesti 12 anni e sei mesi e, infine, condanna a cinque anni e sei mesi per Antonino Galatà (ex ad di Spea) per il quale il pm aveva chiesto 7 anni.

“Si è cercato il colpevole ma non la colpa. Castellucci è stato condannato senza colpa.La sua unica colpa è quella di essere innocente” ha commentato l’avvocato Giovanni Paolo, che difende l’ex ad di Aspi dopo la condanna. “Seguiteremo a combattere per la sua innocenza – conclude il legale – e siamo sicuri che l’appello rimedierà a quello che riteniamo un errore”.

La pubblica accusa aveva chiesto 18 anni e 6 mesi di carcere per l’ex ad di Aspi, Giovanni Castellucci, già recluso da mesi per un’altra strage autostradale, quella del viadotto Acqualonga ad Avellino dove è stato condannato a 6 anni in via definitiva dalla Cassazione e si era costituito nell’aprile 2025

Le altre condanne

Erano le 11:36, quel giorno di otto anni fa, e un violento nubifragio si abbatteva su Genova. La città era vuota per le ferie e il cattivo tempo non invogliava chi era rimasto a uscire di casa per andare al mare. A quell’ora il viadotto Polcevera, infrastruttura della A10 progettata dall’ingegnere Riccardo Morandi e realizzata nel 1967, si sbriciola, stroncando la vita di 43 persone.

Terminata l’ultima udienza del processo, stamane, con una breve replica di uno dei difensori. Un verdetto di primo grado per i 57 imputati tra cui ex vertici di Aspi e Spesa accusati a vario titolo di omicidio colposo plurimo, crollo colposo e un complesso di 112 capi di imputazione.

Condannato a 5 anni di reclusione Mauro Coletta, ex direttore vigilanza sulle concessioni autostradali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’accusa aveva chiesto una condanna a 10 anni.

La Procura genovese aveva chiesto per gli imputati un totale di 400 anni di reclusione, per le mancate manutenzioni al viadotto, sistematicamente tagliate secondo l’accusa per massimizzare i profitti. In aula i difensori degli imputati, moltissimi familiari delle vittime, il procuratore capo Nicola Piacente.

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Il comitato dei famigliari delle vittime: “Ci aspettiamo delle condanne”

“Dodici anni? Direi che per lui va bene” ha commentato a caldo Egle Possetti, per poi aggiungere: “Non siamo avvocati e non possiamo commentare. La condanna a 12 anni ci può stare ma dobbiamo capire tutto il resto perché c’erano tanti imputati”.

Cosa ci aspettiamo? Che ci siano delle condanne”, è l’auspicio che aveva espresso ieri alla RAI Egle Possetti, presidentessa del Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi, nel tribunale di Genova. “Probabilmente ci saranno anche delle assoluzioni su posizioni minori, ma vorremmo che le aggravanti che sono state richieste potessero resistere nella sentenza” ha aggiunto Possetti. “Non siamo ancora tranquilli – ha precisato poi la rappresentante – perché vogliamo un cambio di passo nel lavoro di manutenzione: in Italia – ha proseguito – purtroppo la prevenzione viene vista sempre come un costo, mai come un investimento.

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“Noi vorremmo che questo paradigma cambiasse in futuro, ma al momento non siamo ancora tranquilli. Il Ministero in vent’anni non ha mai controllato: io spero che emerga fortemente anche questa responsabilità dello Stato”. Possetti, nel disastro del 14 agosto, ha perso sua sorella “e i suoi due figli, mio cognato e un cagnolino. Da lì – ha spiegato – è partita la volontà di fare in modo che loro possano avere giustizia e che le loro morti non siano invano. Vedremo oggi se tutto questo lavoro che è stato fatto, dal nostro punto di vista molto bene, riuscirà ad avere dei frutti”.

Dal crollo alla sentenza, le tappe della tragedia

Otto anni dopo, arriva la sentenza per le 57 persone che, secondo la procura, sono i responsabili di quella tragedia. Queste le tappe di uno dei disastri stradali più gravi d’Italia.

14 agosto 2018: uno strallo (il tirante della sommità del pilone, ndr) si rompe facendo collassare la campata della pila 9 del ponte. In tutto il mondo fanno il giro le immagini di un residente che urla “Oddio, oddio”. Anni dopo gli investigatori diffondono anche un video ripreso dalle telecamere di una azienda in cui si vede il cedimento della struttura. Sul posto arrivano soccorritori, vigili del fuoco, polizia, carabinieri e guardia di finanza. Saranno 43 le vittime. Cinque giorni dopo viene estratto dalle macerie l’ultimo corpo: è quello di Mirko Vicini. Restano in piedi la pila 10 e 11 che incombono sulle case: per questo vengono istituite una zona rossa e una arancione. Saranno 566 gli sfollati, per un totale di 266 nuclei familiari.

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18 agosto 2018: al padiglione Jean Nouvel della Fiera di Genova vengono celebrati i funerali di Stato di 19 delle 43 vittime, altri preferiscono esequie private in polemica con le istituzioni. In città arriva il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che abbraccia i parenti, l’allora premier Giuseppe Conte e i ministri Matteo Salvini e Danilo Toninelli. Applausi alla lettura dei nomi delle persone morte e poi ai vigili del fuoco che hanno salvato le persone intrappolate.

6 settembre 2018: la procura di Genova, che ha affidato le indagini al primo gruppo della GdF, iscrive 20 persone nel registro degli indagati tra cui l’allora ad Giovanni Castellucci ma anche dirigenti del Ministero, oltre ai vertici e i tecnici di Spea. Nel corso dei mesi gli indagati diventano 59. Per i pm Massimo Terrile e Walter Cotugno la società era consapevole del difetto di costruzione del viadotto ma avrebbe risparmiato sulle manutenzioni, per garantire maggiori dividendi ai soci. Le indagini durano oltre tre anni e nascono tre filoni paralleli sulla mala gestio della rete autostradale.

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28 giugno 2019: una esplosione controllata alle 9.37 fa crollare le pile 10 e 11. Le operazioni erano iniziate l’8 febbraio con un primo smantellamento progressivo delle parti sospese e delle strutture minori.

3 agosto 2020: viene inaugurato ufficialmente il nuovo viadotto San Giorgio, il ponte costruito in tempi record dal consorzio Per Genova che realizza il progetto, regalato alla città dall’architetto Renzo Piano. Si parla di ‘modello Genova’ per le procedure accelerate e la burocrazia semplificata.

7 luglio 2022 – Inizia il processo davanti ai giudici Paolo Lepri (presidente), Ferdinando Baldini e Fulvio Polidori. In quattro anni vengono celebrate 284 udienze, sentiti 282 testimoni, quattro periti. Si sottopongono all’esame 12 imputati, mentre in 21 rilasciano spontanee dichiarazioni. I pm Cotugno e Marco Airoldi chiedono 400 anni di carcere per 56 persone e una assoluzione.

FONTI PRINCIPALI

ANSA

RAI NEWS


 

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fonte selezionata da Gospa News

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