PETIZIONE CONTRO LA “GRAZIA” AL GIOIELLIERE PLURIOMICIDA ROGGERO. Udienza a Milano sul Rinvio della Pena. L’Arcivescovo: “No alla Giustizia FaiDaTe”

PETIZIONE CONTRO LA “GRAZIA” AL GIOIELLIERE PLURIOMICIDA ROGGERO. Udienza a Milano sul Rinvio della Pena. L’Arcivescovo: “No alla Giustizia FaiDaTe”

di Carlo Domenico Cristofori

AGGIORNAMENTO DEL 23 LUGLIO 2026

Fissata l’udienza a Milano per il differimento della pena

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha fissato per il 16 settembre l’udienza sulla richiesta di differimento facoltativo della pena in attesa della decisione sull’istanza di grazia presentata per Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due rapinatori e averne ferito un terzo nell’aprile 2021.

Il procedimento riguarda l’istanza prevista dall’articolo 147 numero 1 del Codice penale che consente, in presenza di una domanda di grazia pendente, di valutare il rinvio facoltativo dell’esecuzione della pena.  Roggero, attualmente detenuto nel carcere di Bollate, potrà partecipare personalmente all’udienza. Davanti a un collegio di giudici del Tribunale di Sorveglianza discuteranno la difesa del detenuto e un sostituto procuratore generale. Al termine della discussione i giudici si riserveranno e decideranno in tempi brevi, al massimo entro qualche giorno.

Nei giorni scorsi, sulla stessa istanza di differimento pena si era anche aperto un conflitto di competenza tra gli uffici di Sorveglianza di Milano e Torino. Il magistrato di sorveglianza milanese aveva infatti ritenuto competenti i giudici torinesi, rimettendo gli atti alla Cassazione per la risoluzione del conflitto.

AGGIORNAMENTO DEL 22 LUGLIO 2026

L’Ufficio di sorveglianza di Torino respinge l’istanza di scarcerazione

L’Ufficio di Sorveglianza di Torino ha respinto l’istanza di differimento della scarcerazione per Mario Roggero, detenuto a Bollate (Milano) dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per avere ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo nel 2021 nel Cuneese.

Il magistrato di sorveglianza rileva che “non si ravvisa, né sono state indicate dalle difesa, le circostanza di necessità e di urgenza indispensabili per provvedere cautelativamente, in questa sede”. Gli atti vanno ora al Tribunale di Sorveglianza e alla Procura generale della Corte d’Appello di Torino e all’Ufficio di Sorveglianza di Milano.


AGGIORNAMENTO DEL 21 LUGLIO 2026

Il Vescovo della Chiesa Cattolica: “No ai Tribunali Faidate”

«Attenzione alla deriva della privatizzazione della giustizia. Nel caso Roggero assistiamo all’esasperazione del concetto di proprietà privata che permette ogni comportamento anche se contrario alla dignità della persona. Con dinamiche del genere rischiamo di giustificare persino i femminicidi o gli omicidi di persone care tra le mura domestiche riconoscendoli come un diritto. “A casa mia faccio ciò che voglio”. Parole che sentiamo spesso anche laddove servirebbe senso di responsabilità istituzionale».

Finora sulla vicenda dell’orefice di Grinzane Cavour che ha inseguito per strada i rapinatori, ne ha uccisi due e ferito un terzo, nessun moralista, nessun vescovo, e nessun esponente della Chiesa ha avuto il coraggio di esprimersi.

L’unico, in un’intervista «La Stampa», è monsignor Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara, un’autorità in materie morali-sociali come presidente di «Migrantes» e consultore in Vaticano per le politiche della Chiesa su integrazione, sicurezza, inclusione.

«No a tribunali “fai da te” la giustizia non può essere ridotta a materia di propaganda elettorale o di campagne d’odio sui social».

Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni del Cuneese, è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 14 anni e 9 mesi.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica e i limiti della legittima difesa

 Il «Catechismo della Chiesa cattolica» ne scrive diffusamente a riguardo del quinto comandamento «Non uccidere».

Stabilisce che fermare l’aggressore è un grave dovere per chi ha la responsabilità della vita altrui o del bene comune, a condizioni ben precise. 1) Estremo rimedio: l’uso della forza deve essere l’ultima risorsa dopo aver tentato il dialogo; 2) Proporzionalità: la reazione difensiva deve essere proporzionata all’offesa e non deve utilizzare una violenza maggiore del necessario; 3) Tutela delle vittime: difendere gli inermi e gli aggrediti è un dovere morale.

“Dopo la sentenza sul caso Roggero ai magistrati sono arrivate minacce, insulti e messaggi d’odio in un clima in cui vengono attaccati per il solo fatto di aver applicato la legge dello Stato sull’omicidio e sulla legittima difesa. Siamo al fianco dei colleghi piemontesi che hanno emesso le sentenze di primo e secondo grado, così come di quelli della Corte di cassazione che le hanno confermate”.

Lo afferma la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati dopo gli attacchi di questi giorni.

“Non nel mio nome di piemontese la grazia a Mario Roggero richiesta da Regione Piemonte”

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La Precedente Minaccia a Mano Armata

Nel passato giudiziario di Mario Roggero, figura un precedente risalente al 2005. L’episodio è emerso dagli atti delle sentenze confermate dalla Cassazione. Roggero, che oggi si è costituito nel carcere di Bollate, durante una lite aggredì il fidanzato della figlia e minacciò con una pistola il giovane e i suoi genitori.

L’episodio avvenne il 17 dicembre 2005. Secondo quanto riportato negli atti, Roggero era stato chiamato dalla figlia, che gli aveva chiesto aiuto dopo essere stata lasciata in strada dal fidanzato. Durante una lite tra i due giovani, il ragazzo aveva schiaffeggiato la fidanzata.

Roggero raggiunse quindi l’abitazione del fidanzato della figlia, lo insultò, lo spinse e lo colpì con alcuni pugni al volto. All’arrivo dei genitori del giovane, estrasse una pistola e minacciò tutte e tre le persone.

La vicenda si concluse con denunce reciproche. Nel 2007 Roggero patteggiò davanti al Tribunale di Alba una pena di due mesi di reclusione, sostituita con una multa di 2.280 euro, per ingiurie e minacce aggravate dall’uso di un’arma.


AGGIORNAMENTO DEL 17 LUGLIO 2026

Mario Roggero nel carcere di Bollate: “Pentito? Sì ma col senno di poi, bisogna trovarcisi”

Mario Roggero è arrivato nel carcere milanese di Bollate. Alle domande dei giornalisti su come si fosse pentito di quanto ha fatto ha risposto: “Sì ma con il senno di poi, bisogna trovarsi in quelle situazioni”. L’uomo è stato condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per avere ucciso due rapinatori nel 2021.

Il presidente Mattarella ha graziato uno scafista che ha ammazzato 30 persone, ha graziato la Minetti, penso dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza” ha aggiunto ancora il gioielliere.

Ma i giudici lo hanno condannato senza concedergli le attenuanti anche per “mancata resipiscenza” (leggi sotto).

Gioielliere pronto a Costituirsi, sua Moglie chiede la Grazia

C’è l’ordine di carcerazione per Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni del Cuneese, condannato in via definitiva per avere ucciso due rapinatori in fuga ed averne ferito un altro, il 28 aprile 2021, a Grinzane Cavour. Lo ha emesso la Procura di Asti alle 12:45, a firma del procuratore Biagio Mazzeo. Ad Asti si era svolto il processo di primo grado, conclusosi con una condanna a 17 anni di reclusione, poi ridotti in appello a Torino a 14 anni e 9 mesi e confermati mercoledì in Cassazione.

Da poco si è appreso che l’uomo è diretto al carcere di Bollate, nel Milanese, per costituirsi.

Intanto, secondo quanto scrive un’agenzia di stampa, la moglie di Roggero ha presentato domanda di grazia al presidente della Repubblica.


ARTICOLO DEL 16 LUGLIO 2026

Il Quirinale avverte il Ministro Nordio sulla Procedura di Grazia: “Prematura”

Nel primo pomeriggio di oggi gli uffici del Guardasigilli, Carlo Nordio, notificano che il ministro ha proceduto d’ufficio e ha chiesto la grazia per Mario Roggero, il gioielliere che uccise due ladri in fuga e che ieri è stato condannato in via definitiva per omicidio volontario a 14 anni e nove mesi di carcere.

Poche ore dopo il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato al Quirinale il ministro della Giustizia Carlo Nordio per ribadire i limiti costituzionali sulla concessione della grazia, potere che la Consulta, con la storica sentenza n. 200 del 2006, riserva esclusivamente al Capo dello Stato.

Dal Quirinale spiegano che non si tratta di un giudizio di merito sul caso del gioielliere Mario Roggero, per il quale ogni discorso è “assolutamente prematuro” non essendo ancora note le motivazioni della Cassazione.

Il gioielliere Mario Roggero

È invece una fondamentale questione di metodo e di rispetto dei poteri presidenziali. Mattarella ha ricordato a Nordio il monito di Luigi Einaudi sul dovere del Presidente di evitare precedenti che possano intaccare, per il futuro, le facoltà che la Costituzione gli attribuisce.

La puntualizzazione del Colle arriva nel pieno della mobilitazione politica seguita alla condanna definitiva di Roggero.

Riforma AntiGIUSTIZIA NORDIO BOCCIATA. Sconfitto Clan Meloni dei Lobbisti di Guerra e dei Ministri ParaMafiosi. Si Dimettono Delmastro e Bartolozzi

La condanna di Roggero a 14 anni e 9 mesi confermata anche dalla Cassazione

La Cassazione ha confermato ieri la condanna a 14 anni e 9 mesi per Mario Roggero, gioielliere di Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo, imputato per l’uccisione di due rapinatori e per il ferimento di un terzo uomo dopo l’assalto al suo negozio.

Accolta, dunque, la richiesta della Procura generale. Il 72enne non si è ancora costituito, dopo averlo annunciato nella serata di ieri e stamane.

Corte d’Assise: “Rapina Totalmente conclusa. Non ci fu Legittima Difesa”

Non si può invocare la legittima difesa per il gioielliere di Grinzane Cavour che inseguì e uccise due rapinatori perché, al momento degli spari, la loro azione era “totalmente conclusa, tanto che erano già usciti dal negozio e si stavano apprestando ad allontanarsi salendo in auto”.

Lo scrisse la Corte di assise di Appello di Torino nelle motivazioni della sentenza del 3 febbraio 2026 con cui l’imputato, Mario Roggero, lo scorso 3 dicembre fu condannato a 14 anni e 9 mesi, con una riduzione rispetto alla pena di primo grado a 17 anni di reclusione.

VIDEO – Il Duplice Omicidio dei due Rapinatori inseguiti per Strada

La vicenda risale al 28 aprile 2021. Roggero si trovava nella sua gioielleria, presa d‘assalto da tre malviventi.

Dopo che i banditi, armati di pistola giocattolo e coltello, erano usciti dal negozio e stavano fuggendo, l’uomo li inseguì all’esterno, sparando diversi colpi con una pistola legalmente detenuta.

Due rapinatori, Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, morirono; il terzo, Alessandro Modica, rimase ferito.

I giudici della Corte d’Assise d’Appello di Torino avevano spiegato che la riforma del 2019 non ha modificato, nella sostanza, la struttura della ‘legittima difesa’. E’ vero che è stata introdotta una norma che parla di legittima difesa sempre applicabile a chi “agisce per respingere una intrusione”.

L’articolo del codice penale in questione, però, continua a contenere un riferimento a un comma introdotto nel 2006, che “implica necessariamente che il respingimento dell’intruso può essere giustificato solo se sia in corso di svolgimento un attacco o il pericolo di aggressione” e che “la difesa armata sia necessaria”.

Ma non è questa, secondo la Corte, la cornice in cui inserire il duplice omicidio, commesso il 28 aprile 2021. Al momento degli spari, infatti,né Roggero né i suoi familiari erano esposti al pericolo concreto di un’offesa“. E la reazione “non può essere né anticipata né posticipata”. Anche per queste ragioni non è possibile, inoltre, parlare di “eccesso colposo” da parte del gioielliere.

Quanto all’entità della pena, le attenuanti generiche non possono essere riconosciute nella massima estensione a causa della “mancata resipiscenza” di Roggero. 

I giudici comunque l’avevano ridotta, rispetto ai 17 anni di carcere stabiliti alla fine del processo di primo grado, con un calcolo basato sul meccanismo della cosiddetta “continuazione fra reati”. Questo per rendere la condanna complessiva proporzionata “rispetto alla gravità del fatto”.

Raccolta di Firme del Centrodestra. Crosetto: “Ingiustizia, si valuti di evitargli il carcere”

I capigruppo alla Camera e Senato di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi moderati, Civici d’Italia, Udc, Maie-Centro Popolare hanno avviato da stamane la raccolta firme di tutti i parlamentari dei propri gruppi, e di tutti coloro che vorranno sottoscrivere, per richiedere al Ministero di Giustizia la grazia a Mario Roggero. “Riteniamo – si legge in una nota congiunta – che, al di là degli aspetti di natura giuridica, quanto avvenuto a Roggero meriti una risposta immediata finalizzata a garantire che non debba affrontare ciò che, anche in considerazione della sua età, diventerebbe una condanna all’ergastolo, insopportabile visto quanto avvenuto”.

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Su Mario Roggero “penso vada esperita ogni possibilità perché possa tornare a casa”, scrive su X il ministro della Difesa Guido Crosetto, che aggiunge: da anni c’è “una giurisprudenza che interpreta le leggi al punto di stravolgerle” ed è stato “consentito di mandare in libertà dopo pochi anni anche assassini di servitori dello Stato, per questo ciò che è accaduto a Roggero è ingiusto, incomprensibile e anche difficile da accettare”.

Salvini: “Chiediamo la grazia per Mario Roggero”

“In tanti, in tantissimi stiamo con Mario Roggero. Chiediamo la grazia per lui! Un padre, un nonno, un marito e un lavoratore per una vita, che arriva a 72 anni per essere mandato in carcere perché ha reagito a un’aggressione, a un furto, a una rapina nel suo negozio, nel negozio di famiglia, con moglie e figlia presenti e a rischio. Ritengo ingiusta questa condanna”: così, in un video su Instagram, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini.

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Alla richiesta di grazia si è unito anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che ha presentato un ordine del giorno in Consiglio Regionale, a sostegno del riconoscimento della grazia per il gioielliere condannato.

L’Avvocato di Roggero fa Propaganda alla Legge di Vannacci

Ma dal collegio difensivo di Roggero, per la precisione dal professor Sergio Novani, arriva una solenne doccia fredda su tutto il centrodestra e la sua richiesta di grazia come riporta su Instagram LiberaInformazionePress:

“La grazia – dice il legale – rappresenta un atto di clemenza del Presidente che necessita di una complessa istruttoria e tempi conseguentemente lunghi. Mentre Roma discute, Roggero andrà in carcere a causa della mancata riforma sulla legittima difesa che questo governo poteva già fare, accogliendo l’emendamento Ziello di Futuro Nazionale all’ultimo decreto sicurezza che prevedeva una seria valutazione della percezione del pericolo, il superamento del concetto di proporzionalità tra difesa e offesa e l’eliminazione dei risarcimenti a favore dei parenti dei delinquenti che costringono la persona perbene a difendersi”.

Non sembra un caso visto che il fondatore di Futuro Nazionale Roberto Vannacci è sceso in campo per solidarizzare con il gioielliere piemontese Mario Roggero.

Carlo Domenico Cristofori


FONTI PRINCIPALI

RAI NEWS 16-7-2026

RAI NEWS 3-2-2026


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Carlo Domenico Cristofori

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